Zapatero vince in Spagna: laicità e buongoverno con qualche ombra
Marzo 10, 2008
la vittoria ampia ma non così netta di Zapatero alle politiche spagnole richiede un’analisi che vada oltre i trionfalismi o lecritiche di parte. Anzitutto và ricordato a chi attribuisce la crescita di quel paese solo all’ultimo governo che il rilancio economico della Spagna era stato già cominciato da Aznar e Zapatero si è mantenuto sulla stessa linea di politica economica volta a favorire lo sviluppo attraverso una riduzione della crescita. In questo senso vanno visti i tagli alle aliquote più alte e l’introduzione di juna tassazione più leggere sopratutto per le imprese ( esattamante il contrario di quanto una certa sinistra massimalista italiana che pur elogia il leader socialista và perdicando da anni). Da questo punto di vista la Spagna stà vivendo una crescita che presenta parallelismi con l’Italia degli anni 50-60: grandi investimenti per modernizzare le città principali e ruolo trainante di un settore come l’edilizio, anche se anche nelle telecomunicazioni il paese si stà muovendo. L’economia non ha più i tassi di crescita del 3,5% di qualche anno fà ma si mantiene su un 2% ben al di sopra delle misere previsioni italiane che parlano di uno 0, 5% per il 2008
Dall’esempio spagnolo nascono due importanti lezioni per l’Italia; anzitutto riguardo la laicità e come perseguirla. Zapatero è stato criticato fortemente dalla chiesa locale per le sue leggi a favore dei matrimoni omosessuali. Al di là del giudizio di valore su quelle disposizioni su cui si può discutere è molto importante il fatto che nonostante la Chiesa abbia fatto grandi manifestazioni di piazza a favore della famiglia tradizionale l’opinione pubblica della cattolicissima Spagna non si sia fatta influenzare dalle pressioni religiose . Da una parte si è affermato il diritto della Chiesa di dire la sua parola su questi temi, dall’altra c’è stata la prova di maturità complessiva dell’elettorato spagnolo. E anche in Italia l’attenzione dovrebbe focalizzarsi non tanto sulle ingerenze ( presunte o reali ) della Chiesa ma piuttosto su come i politici si aprrocciano al tema della laicità e sull’opportunità di promuovere tale attegiamento laico fatto di razionalità senza isterismi presso la nostra opinione pubblica. Da questo punto di vista la Spagna si è dimostrata più civile dell’Italia non solo per i risultati ma anche per come li ha raggiunti.
La seconda lezione è più prettamente politica e consiste in una decisa propensione verso il bipolarismo: Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da umanesimo


