Sul terremoto Santoro fa zizzania in tv

Aprile 11, 2009

Ancora una volta Santoro ha fatto il Santoro. Dietro il paravento della libertà d’informazione, di cui è rappresentante unico per l’Italia, isole comprese, ha allestito una trasmissione all’insegna del più frusto slogan politico «piove, governo ladro». Non di pioggia si trattava, ma di un terremoto che finora ha fatto 290 vittime e quarantamila sfollati, raso al suolo paesi, buttato giù case, seminato distruzione.

Ma i morti non lo fermano, la commozione non lo trattiene. Se ha in mente una tesi, che tesi sia. La tesi era che bisognava comunque attaccare la Protezione civile, specialmente Guido Bertolaso, i Vigili del Fuoco, la comunità scientifica che non ha dato ascolto agli avvertimenti di Giampaolo Giuliani, gli amministratori locali, il ponte sullo Stretto, Berlusconi, il governo. A dargli manforte in studio ha chiamato l’ex magistrato Luigi De Magistris, candidato alle Europee con l’Italia dei Valori (che acquisto per la politica!) e l’esponente di Sinistra e Libertà Claudio Fava. Contro aveva, e hanno fatto un figurone, Guido Crosetto del Pdl e Mario Giordano.

Il giornalismo di Santoro funziona così: con l’aiuto delle poderose inchieste di Sandro Ruotolo e Greta Mauro ha intervistato una signora che si lamentava di un ritardo di un paio d’ore dei soccorsi, un signore che diceva di aver freddo, di un altro ancora che cercava riparo in tende non ancora montate, una studentessa che preoccupata aveva lasciato l’Abruzzo per tempo, un medico che denunciava la mancanza di bottigliette d’acqua nel suo reparto. Ne è uscito così un quadro di devastazione organizzativa da aggiungersi alla devastazione reale. Da un punto di vista simbolico, se un dottore chiede aiuto per la mancanza di qualcosa significa il fallimento dei soccorsi, l’impreparazione della Protezione civile, lo sfascio.


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Di fronte a una simile tragedia, ma soprattutto di fronte al meraviglioso e commovente impegno dei Vigili del fuoco, dei volontari, della Protezione civile, dei militari, di tutte le organizzazioni che hanno passato notti insonni per salvare il salvabile, Santoro si è sentito in dovere di metterci in guardia dalla speculazione incombente, di seminare zizzania con i morti ancora sotto le macerie, di descrivere l’Italia come il solito Paese di furbi, incapaci di rispettare ogni legge scritta e morale. Santoro la chiama libertà d’informazione. Esistono gli abusi edilizi, ma forse anche gli abusi di libertà.

Aldo Grasso
11 aprile 2009

http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_11/grasso_santoro_4a4c7d80-2660-11de-ba4e-00144f02aabc.shtml


L’ultimo spettacolo di Gianfranco Funari

Luglio 13, 2008

L’estate è un periodo difficile per giornali e tv: la penuria di notizie costringe a pompare degli avvenimenti che in altri periodi avrebbero un attenzione ben più limitata. Fu così l’anno scorso per il delitto di Garlasco, lo è stato recentemente quello di Federica Squarise. Ma già l’attenzione del pubblico stava scemando e i giornalisti si scervellavano inutilmente per trovare qualche nuova notizia bomba quando provvidenzialmente è giunta la morte di Gianfranco Funari. Funari non era nulla più che un bravo presentatore, capace sopratutto di coinvolgere il pubblico con la sua aria piaciona e di rendere appetibili argomenti in sé abbastanza banali. Ma non era in grado di andare al di là del suo ruolo di mesteriante del tubo catodico non possendendo le doti artistiche e l’ironia di un Corrado o la capacità di approfondimento giornalistico di un Enzo Biagi. Tuttavia poiché le esigenze del palinsesto e delle rotative lo richiedevano è stato trasformato per un giorno in un genio della televisione cui dedicare speciali di approfondimenti e titoloni in prima pagina, tacendo sul fatto che da anni non combinava nulla di decente e che il suo ultimo programma Apocalypse Show era stato un vero fiasco. In ogni caso Gianfranco riusciva sempre a rimanere sulla cresta dell’onda con ospitate in cui recitava la parte del vecchio saggio un po’ altero che si metteva a dare consigli non essendo più in grado di dare il cattivo esempio. Ma per spiegare l’attenzione spropositata data dai media alla morte di Funari non è sufficiente ricorrere alle esigenze opportunistiche di riempire in qualche modo gli spazi vuoti. In realtà molti di coloro che fanno oggi comunicazione vedono in lui davvero un maestro che ha insegnato loro come piazzare alla meglio programmi mediocri con lo scopo di accontentare principalmente lo sponsor di turno ( ricordate la meravigliosa parodia- verità di Corrado Guzzanti sulla mortadella?). Anche nel momento dell’addio Funari è stato fedele a se stesso: ha trovato i tempi giusti per il suo ultimo show e ha dato ai suoi colleghi ampio materiale per sfangare ancora una volta la giornata.

Requiescat….


I veri motivi per cui Berlusconi non è andato a Matrix

Luglio 4, 2008

Berlusconi ha fatto sapere tramite comunicato stampa di aver rinunciato a partecipare alla trasmissione Matrix che avrebbe dovuto avere per tema la questione intercettazioni per stigmatizzare “i gossip che inquinano e ammorbano il dibattito politico”. Perciò il Cavaliere avrebbe ritenuto non “opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix” ossia giustizia e intercettazioni. In realtà il forfait di Berlusconi ha poco a che fare con le recenti intercettazioni emerse sulla stampa di una telefonata tra lui e il direttore di Rai Fiction Saccà per la raccomandazione dell’ennesima attricetta di turno ( tale Elena Troise). Il ripensamento del Cavaliere sarebbe dovuto all’emergere di un file recuperato da Scotland Yard nel computer di David Mills in cui l’avvocato inglese annoterebbe di aver ricevuto cifre molto più rilevanti rispetto a quanto non si pensava inizialmente per essere reticente dinanzi ai magistrati sui soldi bonificati in Svizzera a favore di Bettino Craxi, sui metodi usati per violare le leggi anti-trust italiane e spagnole controllando attraverso prestanome la maggioranza della vecchia Telepiù e di Telecinco e su come centinaia di milioni di dollari fossero stati sottratti dai bilanci del gruppo Finivest-Mediaset per finire sui conti personali della famiglia Berlusconi. Il Cavaliere ha preferito dunque sfuggire in anticipo a qualsiasi domanda impertinente sul tema caldo del processo Mills E per lo stesso motivo, visti i nuovissimi elementi emersi avrebbe deciso di congelare il decreto sulle intercettazioni in attesa di tempi migliori.


Beppe Grillo: il V2-Day meglio del V Day ( ma con rischio boiata finale)

Aprile 23, 2008

Non sono un grande estimatore di Grillo né mi convince particolarmente il fenomeno del grillismo e penso che il primo V-Day organizzato per mandare a quel paese la casta politica avesse un retrogusto demagogico. In un paese democratico ( e l’Italia al di là di tanti vittimismi lo è) i cittadini hanno la classe politica che si meritano perché ad essi spetta la decisione di selezionare la rappresentanza che dunque assume i connotati positivi e negativi di chi li elegge. Devo dire invece che i principi che animano questo secondo V-Day sono sacrosanti: protestare contro l’ingessatura della comunicazione in Italia ha un senso tanto più se a lanciarla è chi con il suo blog ( se ne condividano o meno i contenuti) ha dato un segnale di innovazione e di possibilità di lanciare un’informazione più dal basso e a contatto con le persone. Inoltre questo V2-Day non si limita a contestare ma propone tre referendum per abrogare i sussidi pubblici all’editoria, per cancellare l’ordine dei giornalisti e la legge Gasparri che ha sancito la legalizzazione dell’oligopolio televisivo. Sono tre iniziative a mio parere che vanno incoraggiate perché vanno tutte nella direzione di una informazione meno paludata e al servizio dei palazzi del potere.

P.S: le firme raccolte per i referendum durante il V2- Day del 25 aprile  FORSE non serviranno a niente:
lo fà notare blogosfere
che a sua volta riprende Vanity Fair.
le cose stanno così: la legge Legge 25 maggio 1970, n. 352 che disciplina l’istituto del referendum all’art 31 recita testualmente: “Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime.“. Dunque tale richiesta potrà essere presentata solo a partire dal 9 agosto. Ma l’articolo 28 della stessa legge precisa che: “Salvo il disposto dell’articolo 31, il deposito presso la cancelleria della Corte di cassazione di tutti i fogli contenenti le firme e dei certificati elettorali dei sottoscrittori deve essere effettuato entro tre mesi dalla data del timbro apposto sui fogli medesimi ” Quindi le firme raccolte prima del 7 maggio non servono a niente.

A soccorrere Beppe Grillo ci sarebbe questa interpretazione del Prof. Sandro Staiano, Direttore Dipartimento Diritto Costituzionale Federico II che si avvale delle c. d: buone regole interpretative:

Le disposizioni della legge 352 del 1970 confermano quanto il nostro legislatore sia avaro di sé: ellissi e oscurità di scrittura sono il tratto più ricorrente dei testi che ci affaticano.

Comunque, stando alle buone regole interpretative, occorre considerare che:

1) sia l’art. 28 sia l’art. 31 si riferiscono al deposito dei fogli contenenti le firme (oltre che dei certificati elettorali);

2) l’art. 31 configura una deroga ai termini di cui all’art. 28. Ciò stante, quando ricorrano i casi di cui all’art. 31 (cioè corra l’anno anteriore alla scadenza di una delle Camere o corrano i sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere), casi nei quali il deposito delle firme è precluso sospensivamente, deve ritenersi che detto deposito possa intervenire solo decorsi i sei mesi successivi alla scadenza elettorale e che, nel corso di tale periodo e fino al deposito, sia possibile continuare la raccolta delle firme.

Stando al testo, invero, la richiamata preclusione si riferisce al deposito non alla raccolta delle firme e, nel silenzio della legge, non è consentito all’interprete di estendere la fattispecie ostativa.


L’omicidio di Meredith Kercher: speculazioni mediatiche e pasticci giudiziari

Aprile 2, 2008

Scatena polemiche ma sopratutto l’indignazione dei genitori di Meredith l’iniziativa dell’emittente Telenorba 7 di diffondere le immagini del cadavere della studentessa inglese uccisa a perugia. Il filmato realizzato dalla polizia scientifica mostra il corpo della giovane indugiando sul profondo taglio alla gola che ne ha causato la morte. Una spettacolarizzazione inutile e irrispettosa nei confronti della memoria di quella povera ragazza e del dolore dei suoi genitori.

Và però detto che nella stessa trasmissione sono emersi dei particolari che gettano ombre in quietanti sul modo con cui sono state condotte le indagini. Come se non bastasse il fatto che Patrick Lumumba per settimane è rimasto in carcere sulla base di jna presunzione di colpevolezza e nonostante sia evidentela sua estraneità ai fatti è ancora formalmente indagato emergono alcuni elementi di particolare gravità. Anzitutto il reggiseno di meredith er a stato trovato il giorno della prima ispezione ma incredibilmente dimenticato nel luogo del delitto per oltre un mese e mezzo. Infine con incredibile candore uno degli addetti della scientifica rivela nel filmato che il lavandino del bagno sporco di sangue della casa di Meredith era stato da loro lavato prima di fare i rilievi


I pruriti di Berlusconi e Saccà: W le intercettazioni!!!!

Dicembre 22, 2007


le intercettazioni tra il direttore di RAI Fiction Agostino saccà e Silvio Berlusconi sono estrememamente istruttive per capire come funzionano le cose nella TV di Stato. le raccomandazioni di Berlusconi a Saccà per alcune attricette tali Elena Russo ed Evelina Manna ci chiariscono, qualora ce ne fosse ancora bisogno, perchè le produzioni RAI fanno così pena: in RAI le qualità rischieste devono essere tutte “da scoprire” e non mi riferisco al talento artistico( a proposito consiglio di vedere il sito delle raccomdarte sono vermante delle bonazze!!!!!! complimenti al cavaliere fà veramente onore alla sua fama di trombeur de femme) il fatto che tutto ciò avvenga con i soldi del canone pagati anche da me mentre queste strafighe se le ciula qualcun’altro mi crea un certo giramento di mappamondi!!!
se il cavaliere deve fare qualche favore segnali le sue amichette a Fedele Confalonieri per un contratto a Mediaset. ma è chiaro che non ne ha alcuna intenzione: perchè tirare fuori i soldi di tasca sua quando c’è sempre a disposizione il contribuente fisso (e fesso)?

la seconda riflessione che mi sorge spontaneo fare è che “tira più un pelo di donna che milioni di italiani al voto”. Anche questa è una lezione importante da apprendere: il voto dei cittadini non conta. le maggioranze si conquistano a suon di cosce e tette , di Elene Russo ed Eveline Manne. ancora una volta il cavliere si dimostra straordinariamente creativo: ha inventato il ribaltone del magnaccia.
morale della favola? i porci non hanno più le ali, ma gli zoccoli…. del cavallo di viale Mazzini


Il tiro al Mastella

Ottobre 8, 2007

 

in questi giorni si assiste a un vero e proprio linciaggio mediatico nei confronti di Mastellla reo di essere il vero emblema della casta politica. Si è cominciato dal V-Day di Grillo , per proseguire su vari blog che descrivono le malefatte dell’uomo politico di Ceppalloni fino ad arrivare a Ballarò ad Anno Zero in cui la trasmissione si è tramutata in processo di piazza catodica ai danni di Mastella. Il quale non fa molto per evitare tutto ciò: l’uomo è sicuramente tendente al maneggio e rappresenta un esempio di politico arcaico che usa il suo potere per aggiustare le faccende a suo favore e non di rado per acquisire privilegi per se e per chi gli è vicino. L’aereo presidenziale usato per andare a vedere il gran premio di Formula 1, gli appartamenti acquisiti a prezzo di favore, l’aver piazzato la moglie nella carica di presidente del Consiglio Regionale campano che và a fare la gita per il Columbus Day a New York con centinaia di cortigiani al seguito e annessa spesa di 700000 euro a carico dei contribuenti, per arrivare al trasferimento del magistrato De Magistris da Catanzaro nonostante l’apprezzamento della popolazione per le inchieste giudiziarie sulla gestione dei finanziamenti comunitari e degli appalti in Calabria: tutto ciò non aiuta a renderlo simpatico. Leggi il seguito di questo post »


Omicio Poggi: le gemelle K aspiranti veline? e chi se ne frega….

Agosto 28, 2007

ancora una volta voglio concentrarmi sul modo con cui i mass media stanno affrontando l’omicidio della povera Chiara Poggi.  leggo che le gemelle Cappa ( quelle del fotomontaggio),gergalmente ribatezzate gemelle K,  ( come la K di Kossiga degli anni 70? o la K delle Okkupazioni a scuola?) volevano diventare veline. E chi se ne frega…. . E allora  dico io qual’è la notizia? é forse questo un indizio di colpevolezza?  tutte le ragazze che vogliono  diventare veline, nella speranza di sfondare nel mondo dello spettacolo ( chiamale sceme!!!!)  devono essere considerate potenziali assassine? Non se le gemelle siano veramente le colpevoli ma quale  connesione  questo dettaglio della loro vita abbia con la morte di Chiara mi sfugge…. Eppure anche sui blog ci si sbizzarrisce nelle più svariate interpretazioni di cosa questo significasse dal punto di vista della ricostruzione della personalità delle Cappa , (pardon K). Mah..  siamo nellera del velinume, sommersi di letterine, schedine, meteorine, pupettine, gnoccoline fidanzate ad attori, calciatori , presentatori( ma mai a pastori della Barbagia, o a pescatori di Mazara???) e ci soprendiamo che due ragazzine mediamente bellocce cerchino di diventare veline?


Chiara Poggi: la tragedia tramutatasi in show

Agosto 27, 2007

Noi italiani dagli americani sappiamo prendere solo il peggio:a questa regola non poteva sfuggire anche il fare informazione. Ed ecco che negli ultimi anni la corsa alla spettacolarizzazione nel fornire le notizie ha subito una progressiva escalation con punte imbarazzanti raggiunte nella cronaca nera: Mentana e Vespa fanno a gara a propinarci in tutte le salse i vari Cogne, Rignano Flaminio, Erba con gli ultimi colpi di scena, le interviste eclusive alla Franzoni, ad Azouz o i confronti (all’americana o all’amatriciana? ) tra i genitori dei bambini presunti oggetto di abusi e i parenti delle maestre oggetto di indagine. Ultimo atto di questa tragicomedia dell’informazione nostrana è il modo con cui giornali e TV stanno prssntando l’omocidio della studentessa di Garlasco: ecco dunque i reporter d’assalto avventarsi sul fidanzato della vittima nonchè unico indagato facendogli la solita domanda banalotta sul come si sentisse o cosa provasse; oppure , novelli Sherlock, congetturare sul significato da dare al fotomontaggio fatto dalle cugine , possibile indizio secondo questi Maigret de noantri, di colpevolezza delle stesse. ma poichè al peggio non c’è mai fine per mettere un pò di pepe al racconto si deve assistere alle più disparate illazioni sulla povera Chiara : avrà avuto qualche ombra? ci sarà stato qualche amante segreto? In mezzo a questa confusione una parola di ragionevolezza è giunto proprio dal padre di Chiara Poggi: “I giornalisti hanno dimenticato la differenza tra la tragedia e il gossip”. Purtroppo io credo che questa la differenza i giornalisti ce l’abbiano bene in mente. Semplicemente però non intendono prenderla in considerazione. Ed ecco che con la spettacolarizzazione della tragedia, con il morboso tentativo di vivisezionarla in ogni minimo aspetto che posa essere presentato come notizia paradosaalmente sono proprio gli utenti finali a perdere il senso del tragico, dell’incommensurabilità del dolore che non può avere consolazione. Mi unisco al suo lutto sig. Poggi ma putroppo temo che nella loro passività, molti lettori e i telespettatori vedano nel racconto della vicenda inerente alla scomparsa della sua figliola solo l’nnesimo show da seguire sorseggiando una bibita o gustando un gelato.