Si sono svolti ieri a Washington i colloqui a tre tra il presidente statunitense Barack Obama e i presidenti di Pakistan e Afghanistan, Asif Ali Zardari e Hamid Karzai. Obama ha dichiarato che gli Stati Uniti si impegneranno ad aiutare i due paesi a sconfiggere Al Qaeda e a instaurare una democrazia solida e duratura. L’esercito impegnato nelle operazioni sul campo cercherà di evitare incidenti che possano mettere in pericolo la vita della popolazione civile. Il presidente statunitense ha chiesto ai leader di Pakistan e Afghanistan di adottare una linea più dura nella battaglia contro i taliban, che negli ultimi mesi si sono rafforzati in tutta la regione.
Raul Castro apre agli Stati Uniti
Aprile 17, 2009Il presidente cubano Raul Castro ha espresso la sua disponibilità ad aprire un dialogo con Washington su qualsiasi questione, anche sui temi più caldi come prigionieri politici, diritti umani e libertà di espressione sull’isola. Le dichiarazioni sono state fatte in Venezuela mentre il leader cubano partecipava al summit dell’Alternativa bolivariana per le Americhe (Alba), un progetto di cooperazione politica, sociale ed economica tra i paesi latinoamericani promosso dal Venezuela e da Cuba. L’annuncio precede di poche ore l’inizio del summit delle Americhe, che si apre oggi a Trinidad e Tobago e a cui parteciperanno gli Stati Uniti, ma a cui Cuba non è stata ammessa.
Gli scenari geopolitici del dopo Mumbai
Dicembre 26, 2008E’ passato quasi un mese dall’attacco terroristico di Mumbai in India che causato quasi duecento morti. Sappiamo che la matrice è da connettersi a gruppi che agivano nel Kashmir legati ad Al Qaeda. Sofisticati gli scopi che si prefiggevano gli attentatori: rompere il processo di pace in atto tra Pakistan e India, inducendo quest’ultima a qualche reazione scomposta sull’onda anche della pressione popolare che avrebbe chiesto giustizia. Un progetto che sarebbe potuto anche andare in porto. A evitarlo le forti pressioni degli Stati Uniti sul Pakistan affinchè venissero trovati i mandanti dell’operazione jihadista. Da qui l’arresto di Zaki-ur-Rehman Lakhvi, indicato dall’unico sopravvissuto del commando autore delle stragi come la mente dell’offensiva terroristica . In prima fila in campo statunitenese oltre al segretario di Stato Condoleeza Rice, il neo presidente eletto Obama, Non è un mistero che questi voglia intensificare le azioni militari in Afghanistan contro i talebani. E per rilanciare la campagna contro al Qaeda occorre avere il Pakistan schierato senza ambiguità al proprio fianco.
E’ probabile che il generale Petraeus venga incaricato di riproporre anche in territorio afghano l’approccio già rivelatosi vincente in Iraq, volto a portare dalla propria parte le popolazioni locali che vanno convinte della possibilità alleata di vincere la guerra. Va registrata in questo senso la visita compiuta dallo stesso Petraeus in Italia per incontrare non solo i vertici militari ma anche quelli politici ( Berlusconi, Frattini e La Russa) . E’ probabile che il generale abbia chiesto non tanto un maggiore impegno in termini di uomini, quanto un coinvolgimento nelle operazioni offensive contro i talebani che in questo momento anche nella nostra zona di competenza ( ovest del paese) sono effettuate dalle forze di Enduring Freedom
Obama lanciato verso la Casa Bianca
Ottobre 11, 2008La corsa per la Casa Bianca sta prendendo nettamente una piega favorevole ad Obama. La crisi finanziaria e l’ultima scialba apparizione del rivale McCain nel faccia a faccia televisivo di pochi giorni fa stanno conducendo il senatore dell’Illinois in testa ai sondaggi. L’ultima rilevazione della Gallup dà Obama in vantaggio di 10 punti percentuali. Per il candidato repubblicano la strada è davvero in salito a poche settimane dal voto del 4 novemre. Nell’ideale dell’elettore americano in questo momento McCain ricorda troppo il disastroso programma finanziario del presidente Bush. E infine la tegola Palin, rea secondo una commissione parlamentare dell’Alska di aver abusato del suo potere nel chieder il licenziamento di un funzionario statale che aveva litigato con la sua famiglia.
Mccain scavalca Obama nei sondaggi
Settembre 10, 2008John McCain scavalca per la prima volta Obama nel gradimento degli americani: stando a un sondaggio Gallup-USA today il senatore dell’Arizona avrebbe 5 punti di vantaggio su Obama ( 49% contro 44%) presso i votanti registrati. Forse immutabile all’effetto dell candidatura Palin che ha rassicurato l’America più conservatrice forse alla gaffe ( reale o presunta) di Obama che in un intervista tv dichiarava con un lapsus la propria fede musulmana per poi correggersi intendendo riferirsi alla sua fede cristiana. Adesso il candidato democratico si trova a inseguire. Non gli era mai capitato dall’inizio di questa avventura presidenziale: vedremo quale sarà la sua capacità di reazione.
Update:Manco a farlo apposta la reazione c’è stata e non brilla per eleganza. In riferimento al cambiamento presunto di MCcain e alla Palin che si autodefiniva un “pitbull con il rossetto”, Obama ha detto “Si può anche dare il rossetto a un maiale, ma resta pur sempre un maiale, si può anche avvolgere un pesce vecchio in un foglio di giornale e chiamarlo cambiamento, ma dopo otto anni continuerà a puzzare. Ne abbiamo avuto abbastanza” ![]()

Il difficile equilbrio di McCain
Settembre 5, 2008
John McCain ha scelto come candidato vicepresidente Sarah Palin, la giovane governatrice dell’Alaska antiabortista e a favore della detenzione di armi e della pena di morte. Da questa scelta si capiscono alcune cose in più su quella come McCain imposterà la su sfida presidenziale ad Obama. Il senatore repubblicano aveva fama di piantagrane nel partito repubblicano: nella sua attività congressuale si era contraddistinto per alcune battaglie controcorrente dalla linea del partito come quella per la limitazione dei fondi elettorali e l’abolizione di ogni metodo intimidatorio negli interrogatori nei confronti dei prigionieri. Questo li era costata una sorta di emarginazione durante l’era Bush. Ma in vista delle primarie questo suo differenziarsi dal presidente più impopolare della storia recente americana si era rivelato un vantaggio. Ora però è necessario conquistarsi la fiducia completa dell’establishment repubblicano per compiere il decisivo passo verso la Casa Bianca. Ed ecco emergere la carta Palin, donna ( così da accattivare qualche elettrice nostalgica della Clinton), giovane ( con i suoi 44 anni a fare da contraltare all’ultrasettantenne McCain) e conservatrice quanto basta per accontentare in apparenza quanti nel partito storcevano ancora il naso di fronte alla sua fama di indipendente un po’ troppo progressista. Il vecchio eroe di guerra dovrà dimostrare di sapersi destreggiare tra cambiamento e conservazione. Un equilibrio tra opposti difficile da reggere.
La convention democratica incorona Obama
Agosto 29, 2008Barack Hussein Obama sarà il primo candidato afroamericano
alla presidenza degli Stati Uniti e sfiderà il repubblicano
John McCain nelle prossime elezioni di novembre. La nomina
ufficiale, seguita alla dura campagna elettorale condotta
contro l’altra candidata democratica, Hillary Clinton, è
giunta durante la convention del Partito democratico
inaugurata a Denver lunedì. Non sono mancati, tuttavia, i
momenti di tensione: quattro giovani “suprematisti bianchi”
erano stati arrestati domenica con l’accusa di aver
pianificato un attentato contro Obama.
FONTE: INTERNAZIONALE
Previsto deficit record per le casse federali USA.
Luglio 29, 2008Secondo indiscrezioni provenienti da funzionario della Casa Bianca, il prossimo presidente degli Stati Uniti si troverà ad affrontare un deficit di 490 miliardi di dollari nel budget federale. Queste le proiezioni del bilancio federale per il 2009, mentre il 2008 dovrebbe invece chiudersi con un deficit inferiore alle attese e pari a 400 miliardi di dollari. Se le previsioni verranno confermate si tratterebbe del nuovo record, venendo superato il deficit di 413 miliardi registrato nel 2004.
Il tour euroasiatico di Obama all’insegna dell’ambiguità
Luglio 28, 2008
Nel suo viaggio in Europa e in Medio oriente Obama infiamma le folle ma non convince politicamente. Il senatore dell’Illinois dimostra di essere un ottimo promotore della propria immagine, puntando sulla retorica ed è bravissimo a capire ciò che il pubblico desidera sentirsi dire. Rimane però la sensazione di un comportamento ambiguo e indeciso sulle scelte che intenderebbe portare avanti una volta eletto alla Casa Bianca. Anzitutto per ciò che concerne la politica internazionale: in patria non ha mai parlato di Europa, ora nel suo viaggio nel vecchio continente parla della necessità di creare un ponte con l’America. Per non parlare del Medio Oriente: prima in Israele si pronuncia contro i negoziati con Hamas; quindi giunto a Ramallah cambia registro e caldeggia la soluzione negoziale tra le due parti. Rimane il vantaggio dei sondaggi. E per quanto concerne le questioni economiche Obama non ha ancora spiegato a chi lo dovrebbe eleggere come intenda affrontare la crisi seguita allo scandalo dei mutui subprime.
Pubblicato da umanesimo
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