Berlusconi cede al ricatto della Lega. No all’election day

Aprile 16, 2009

Il referendum sulla legge elettorale non si svolgera’ insieme a amministrative e europee, ma il Pdl sondera’ il Pd sulle date del 14 o 21 giugno. E’ l’accordo raggiunto a Palazzo Grazioli tra i vertici del Pdl e della Lega. Lasciando la riunione, i capigruppo Pdl, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, hanno spiegato che la maggioranza “chiedera’ una consultazione alle opposizioni per verificare se l’ipotesi migliore per svolgere il referendum sia il 14 o il 21 di giugno. Se si vuole risparmiare, il 21 e’ l’ipotesi piu’ percorribile”. Ma gia’ si registra il ‘no’ di Di Pietro.
Sulla ’soluzione 21 giugno’ c’era stato un primo disco verde dal leghista Angelo Alessandri: “Abbiamo valutato con il segretario – dice Alessandri – diverse ipotesi e quella del 21 giugno ci sembra quella piu’ congeniale, una buona soluzione per evitare di mandare la gente a votare tre volte di fila. Poi c’e’ da guardare al discorso dei costi e ci ragioniamo”.
Apertura dai ‘lumbard’ che Maurizio Gasparri aveva valorizzato subito: “E’ un chiaro segnale di distensione- dice il presidente dei senatori Pdl – che potrebbe presto sciogliere questo nodo ed avviare con la necessaria chiarezza e tranquillita’ la campagna elettorale”.
Antonio Di Pietro boccia la decisione della maggioranza: “E’ una scelta non accettabile ne’ nel merito ne’ nel metodo”.
“Questo – sostiene Di Pietro – e’ uno spreco di soldi fine a se stesso, una doppia spesa utile a Berlusconi soltanto per comprare – nel senso piu’ corruttivo del termine – il consenso della Lega per gli accordi elettorali in corso”. Di Pietro parla dunque di “peculato politico: perche’ ci si appropria del denaro dei cittadini per un uso diverso da quello proprio, vale a dire che bisognava spenderli nel miglior modo possibile”.


Craxi padre fondatore di Forza Italia—- dal Corriere del 96

Aprile 5, 2009

Ha taciuto tre anni. Ora che l’ hanno fatto fuori (“cacciato dall’ oggi al domani . dice . si sono dimenticati di come ho messo in piedi Forza Italia”), ha deciso di raccontare in un libro la “vera” storia del partito di Berlusconi. E di svelare quel che molti hanno sempre sospettato, ma nessuno ha mai provato: che dietro la discesa in campo del Cavaliere c’ era Bettino Craxi. Ezio Cartotto, cinquantatreenne ex dc, portaborse di Marcora prima e prandiniano poi, incarichi all’ Eni e all’ Atm, “amico di Berlusconi dal ‘ 71″, tre anni e mezzo fa entro’ nello staff che preparava il nuovo movimento: ufficio all’ ottavo piano di Palazzo Cellini a Milano 2, a fianco di Marcello Dell’ Utri, partecipo’ a decine d’ incontri segreti in via Rovani. Circa un mese fa e’ stato interrogato dai magistrati torinesi Luigi Marini e Cristiana Bianconi, che indagano sull’ “operazione Botticelli” e sui presunti fondi neri passati da Publitalia a Forza Italia: gli hanno chiesto conto di alcune fatture, lo considerano un testimone importante. Cartotto sa molte cose, ne ha annotate altrettante, ha conservato ogni documento. E nel libro scritto per l’ editore napoletano Tullio Pironti (titolo provvisorio: “Fa’ come ti dice lui”), con un ex collaboratore che si nasconde dietro lo pseudonimo di Evangelista de’ Gerbi, ricostruisce i mesi passati “alla tela di Penelope, con noi che lavoravamo e Silvio che smentiva”. Il capitolo principale e’ dedicato a quella domenica 4 aprile 1993. Un momento terribile, per il Caf: i conti svizzeri di Tangentopoli, Andreotti indagato per mafia a Palermo, due settimane ai referendum di Segni, la lira oltre quota mille sul marco, la Lega che fa penzolare un cappio in Parlamento e i giovani missini che circondano Montecitorio. Il Psi e’ gia’ a pezzi: Craxi ha ricevuto 11 avvisi di garanzia, il suo attache’ Giallombardo e’ latitante all’ estero, Benvenuto mette all’ asta i beni del Garofano. Alle sei del pomeriggio, sotto la pioggia, Cartotto si fa accompagnare ad Arcore dal figlio Davide, 21 anni. Viene fatto accomodare nello studio piccolo di Villa San Martino, davanti alle foto di Benedetto Croce, saluta Berlusconi e si sente dire: “Sai, c’ e’ qui una persona…”. L’ incontro con Bettino dura tre quarti d’ ora, racconta Cartotto. Esordisce il Cavaliere, che da mesi lavora al nuovo partito: “Sono esausto . si sfoga ., m’ avete fatto venire l’ esaurimento nervoso. Confalonieri e Letta mi dicono che e’ una pazzia entrare in politica e che mi distruggeranno. Che mi faranno di tutto, andranno a frugare tutte le carte. E diranno che sono un mafioso… Cosa devo fare? A volte mi capita perfino di mettermi a piangere, quando sono sotto la doccia”. Craxi ascolta in silenzio. Allora parla Cartotto: cita Segni, il pericolo Lega, la Rete, i rischi dell’ uninominale, finisce con Martinazzoli. Sentendo quel nome Craxi, che nel racconto “cammina nervosamente avanti e indietro, non si siedera’ quasi mai”, interrompe: “Martinazzoli e’ della sinistra democristiana . dice a Berlusconi ., e per te e’ peggio di Occhetto. Quelli della sinistra dc sono i tuoi nemici, rico’ rdatelo sempre, piu’ di quelli del Pds. Non farti illusioni. Se bisogna fare una coalizione di centro non comunista, con asse portante Martinazzoli, per te sarebbe una soluzione piu’ pericolosa del danno che vogliamo evitare”. E allora? A Bettino piace l’ idea d’ un partito: “Bisogna trovare un’ etichetta . dice ., un nome nuovo, un simbolo, un qualcosa che possa unire gli elettori che un tempo votavano per il pentapartito. Sarebbe importante distinguere tra Nord e Centro Sud…”. Il leader del Garofano, racconta Cartotto, vede bene un accordo con la Lega nei collegi del Nord e con i notabili dc e psi al Meridione. Berlusconi pero’ e’ freddo: Bossi non gli piace, mentre stare con Fini al Sud sarebbe meglio… “Allora Craxi . si legge nel libro . prende un foglio di carta, ed e’ uno dei pochi momenti nei quali si siede. Comincia a fare dei cerchietti. Dice: “Questo e’ un collegio elettorale. Gli elettori saranno presumibilmente 110 mila persone e 80 85 mila quelli che avranno diritto al voto. Quelli che andranno a votare saranno 60 65 mila. Prendendo in considerazione queste persone e con l’ arma che tu hai in mano delle tv, attraverso le quali puoi fare una propaganda martellante a favore di questo o quel candidato, ti bastera’ organizzare un’ etichetta che riesca a raggrupparne 25 30 mila, per avere forti probabilita’ di rovesciare il pronostico. Accadra’ per l’ effetto sorpresa, per l’ effetto televisione o per l’ effetto del desiderio che gli elettori non comunisti hanno di non essere governati dai comunisti”. Bettino insiste, cerca di convincere l’ amico Silvio: “Se trovi una sigla giusta, con le tv e le tue strutture aziendali… Hai uomini sul territorio in tutta Italia, puoi riuscire a recuperare quella parte di elettorato che e’ sconvolto, confuso, ma anche deciso a non farsi governare dai comunisti e a salvare il salvabile”. A quel punto, racconta Cartotto, Craxi se ne deve andare. Berlusconi l’ accompagna. Dopo qualche minuto il Cavaliere rientra piu’ disteso: “Bene . dice ., adesso so quello che devo fare”.

http://archiviostorico.corriere.it/1996/aprile/12/Quel_giorno_Arcore_quando_Craxi_co_0_9604123451.shtml


Non convincono le misure anti crisi di Berlusconi

Dicembre 10, 2008

Social card, bonus natalizio , e pinzillacchere varie: il governo affronta la crisi economica che ci ha portato in recessione con provvedimenti che disperdono in mille rivoli le risorse di per se insufficienti. Il giudizio non può che essere negativo. Anche perchè stando alle indagini svolte da lavoce.info il saldo netto della manovra anti-crisi presentata alla Camera è addirittura positivo. Le promesse di massicci interventi non è stata dunque mantenuta. E in quel poco che si è deciso di fare manca la decisione di indirizzare le risorse verso strade produttive. Sarebbe stato necessario concentrare le risorse verso sgravi fiscali per le famiglie in modo da dare un incentivo a riprendere i consumi.
Inoltre le progettate grandi opere non servono come misure anti crisi: per portarle a termini richiedono anni ed è probabile che al loro complimento il ciclo economico abbia ripreso autonomamente una fase di crescita. Il rischio fondato è che servano ad arricchire i soliti noti.
Infine non si sente più parlare di emergenza evasione fiscale da cui l’esecutivo avrebbe dovuto recuperare fondi da redistribuire a chi già oggi paga più tasse di quanto dovrebbe: sembra che abbia cessato di essere una priorità di questo governo.


Politici italiani bipartisan per affossare la libertà di Internet

Dicembre 3, 2008

I politici italiani mostrano proprio di non capire niente della rete. E dunque per risolvere il loro problema di dinosauro del cyberspazio, pensano di imbrigliarlo. Dopo l’oscena proposta del PD che con la proposta di legge Levi Veltroni vorrebbe registrare tutti i blogger e magari tassarli sullepoche rendite che qualche giovanotto cerca di avere da adsense, adesso anche il Cavaliere sembra accodarsi terrorizzato dalla marea di comunisti sovversivi che bazzica per il web. «Da gennaio sarò per la terza volta presidente del G8, che sarà un G20 – spiega il premier – e rappresenterà l’80% dell’economia mondiale e il 72% della popolazione mondiale. Il G8 ha già come compito la regolazione dei mercati finanziari in tutte le nazioni; ho visto che per quanto riguarda internet manca una regolamentazione comune» ha detto Berlusconi. Questi signori non hanno capito che la forza di Internet è la libertà. Ma d’altronde non c’è da stupirsi: da noi liberali veri non ce ne sono.


Università: positive novità nel decreto Gelmini

Novembre 19, 2008


la riforma dell’università presentata pochi giorni fa dal ministro Gelmini introduce alcune significative novità. Vediamole nel dettaglio.
Il decreto non blocca come sarebbe stato auspicabile i concorso già banditi. Tuttavia introduce delle disposizioni provvisorie per la formazione delle commissioni incaricate della valutazione dei candidati che saranno composte da un mebro interno e due membri sorteggiati.
Vien introdotta una deroga al blocco del turn-over. sarà possibile arrivare ad assunzioni di personale fino a un limite di spesa pari al 50% di quella relativa alle cessazioni di servizio del personale a tempo indeterminato dell’anno precedente. Viene inoltre fissato un vincolo di spesa: il 60% di tale spesa sarà destinata alle assunzioni a tempo indeterminato di giovani ricercatori. Gli atenei che si trovano in deficit di bilancio non potranno invece procedere alla assunzione di nuovo personale.
vengono innovate anche le norme per la formazione delle commissioni nei concorsi per la nomina di professori ordinari e associati. La prima bozza andava incontro alle richieste dei ricercato precari introducendo accanto al membro interno altri quattro membri sorteggiati. tale provvedimento è stato modificato nel nuovo testo , in quanto i commissari saranno sorteggiati tra una rosa di 15 professori eletti. Se è vero che rimane comunque un miglioramento rispetto alla precedente procedura che rendeva facile l’inserimento nella commissione di professori che pilotavano i concorsi, va comunque detto che la reintroduzione dalla porta di servizio dell’elezione dei membri della commissione rende il meccanismo dell’aggiustamento” dei concorsi nuovamente praticabile. Leggi il seguito di questo post »


Al Circo Massimo Veltroni rassicura i suoi. Ma non insidia il Cavaliere

Ottobre 26, 2008

La manifestazioni del Circo Massimo è stata utile al PD per ricompattarsi dopo un periodo difficile, ma personalmente ritengo fosse lecito attendersi di più sopratutto dal suo segretario. Veltroni nel suo discorso ha tenuto un tono molto incalzante nei confronti di Berlusconi e dell’azione di governo . Ma i contenuti mi sono apparsi tesi più a rassicurare la propria parte che a mettere in difficoltà l’avversario. Si è trattato di una orazione volta a riscaldare chi già la pensa come te piuttosto che a insediare dei dubbi negli elettori il cui consenso devi ancora conquistare. Vi sono stati troppi riferimenti ai presunti errori di Berlusconi e troppo pochi alle alternative da proporre in concreto. E in questa incapacità di trovare una sintesi tra atteggiamenti volti a rassicurare verso i propri fedeli e a proporsi già come potenziale uomo di governo Veltroni mi è parso cadere in contraddizione in alcune circostanze . Ha voluto distinguersi dal suo avversario per non voler pronunciare la parola “regime” ma ne ha sostanzialmente delineato i tratti quando ha parlato di un governo ossessionato dal potere e infastidito da tutto ciò che gli si oppone. Ha criticato un governo che nella recente crisi finanziaria a suo dire si è occupato troppo dei ricchi, ma ha elogiato le misure prese dall’Europa che non fanno altro che riflettere quelle prese ds Berlusconi.
Veltroni al Circo Massimo ha dato maggiore solidità al suo essere leader dell’opposizione, ma non riece a dare credibilità alla sua azione di alternativa di governo.


Le università fondazioni private

Ottobre 24, 2008

Si è scritto che il governo vuole privatizzare le università trasformandole in fondazioni di diritto privato. Vediamo se è vero. la Legge 133/2008 così recita

Articolo 16 comma 1:
In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

Dunque le università non sono obbligate a diventare fondazioni di diritto privato ; viendata loro una scelta alternativa: rimanere così come sono o trasformarsi in fondazioni.

Articolo 16 Comma 4.
Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e’ ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

Dunque è chiaro che non si intende fare delle univrsità dei luoghi di profitto per i privati. Lo scopo è quello di fornire loro gli strumenti giuridici propri del diritto privato che alcuni vincoli pubblicistici che coprono i baroni, consentendo una maggiore concorrenza tra le università e di diversificare la selezione di personale docente e dei ricercatori attingendo con più facilità anche a quelle professionalità formatesi al di fuori delle università.

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Di Pietro è una risorsa o un peso per il centro sinistra?

Ottobre 6, 2008

Risale a pochi giorni fà la polemica tra Veltroni e Di Pietro sulle parole di Napolitano relative ai tagli che dovrebbero investire necessariamente anche la scuola, parole aspramente criticate dal Leader dell’Italia dei Valori e invece difese da quello del PD. Si tratta solo dell’ultimo contrastato tra i due esponenti del centro sinistra. personalmente ho sempre ritenuto che Di Pietro fosse un peso più che una risorsa. I suoi comportamenti hanno confermato questa mia supposizione in quanto Di Pietro sembra essersi calato nel ruolo protestatario che fu dell’estrema sinistra vanificando i desideri veltroniani di dare alla coalizione un contenuto più riformista. Ma anche dal punto di vista elettorale Di pietro si è dimostrato nelle recenti elezioni politiche un acerrimo rivale del Partito Democratico. I flussi di voto di quelle elezioni che hanno coinvolto l’Italia dei valori mostrano come il partito di Di Pietro sia in una fase magmatica di ricerca della propria identità: solamente gli elettori della sinistra arcobaleno hanno manifestato meno fedeltà di quellii di Di Pietro rispetto alle scelte del 2006; l’IDV è stato un avversario del PD anche in termini di voti: infatti il 36 % dei suoi elettori proviene dall’Ulivo. Molto meno invece dal centrodestra, con provenienza sopratutto del centro sud dove non è detto che a fare breccia sia stata l’intransigenza dell’ex pm in tema di giustizia. Di Pietro ha sfruttato anche il crollo della Sinistra arcobaleno. Insomma prende voti un po’ da tutti, e in particolare però sembra fare più concorrenza al PD che erodere elettorato a destra.

Vedi anche:

http://www.cattaneo.org/pubblicazioni/analisi/pdf/Analisi%20Cattaneo%20-%20Flussi%20elettorali%202008%20in%2015%20citt%C3%A0%20(25%20giugno%202008).pdf

http://e20.unito.it/osservatoriocomunicazionepolitica-dsp/RISULTATI/Il%20limite%20del%20Pd%20_%20al%20centro.pdf


Brunetta: assenze dimezzate nel pubblico impiego

Ottobre 6, 2008

Brunett annuncia a Domenica In che le assenza per malattia della pubblica amministrazione a settembre si sono quasi dimezzate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Oltre a quello fiscale, ”per mia espressa volontà, ci sarà anche il federalismo contrattuale” ha affermato, spiegando che ‘’saranno contratti articolati regione per regione, settore per settore, in maniera tale che chi è più produttivo, più efficiente, sarà pagato di più”.

”Non ci sarà più un contratto unico uguale per tutti – ha concluso – ma, sulla base della responsabilità dei singoli livelli di governo e sul principio della trasparenza e della produttività si potrà pagare in maniera differenziata”.

Mi sembra un ragionamento logico ancorare i salari alla produttività, alle responsabilità e al costo delle vita delle varie zone. Perfino rivoluzionario in un settore come quello del pubblico impiego non troppo abituato al concetto di meritocrazia. :)


Vincitori e vinti della vicenda Alitalia

Settembre 27, 2008

Quando si avvia a felice conclusione appare sempre più chiaro che la vicenda Alitalia è stata prima di tutto una feroce battaglia politica combattuta a spese dei contribuenti e in cui chi si è comportato in maniera più spregiudicata , tenendo meno in conto gli interessi collettivi probabilmente otterrà più vantaggi in termini di consenso. Berlusconi ha puntato la sua strategia sull’italianità e sulla volontà di far saltare la trattativa con Air France intavolata da Prodi da lui definita irricevibile. E in questo trovava l’indispensabile contributo dei sindacati che portavano alle calende greche la trattativa con continue richieste al rialzo che inducevano i francesi a ritirarsi. Con il tempo si è invece ben capito che la proposta di Air France fosse decisamente migliore per il semplice fatto che si prendeva tutta l’azienda impegnandosi a ricapitalizzarla, mentre la cordata CAI sponsorizzata dal Cavaliere, usufruendo della legge Marzano, dopo il fallimento per insolvenza dell’azienda ne acquisiva solamente gli assets buoni, socializzando le perdite o, detto in altri termini, lasciando i debiti allo Stato. Con il passare del tempo era sempre più chiaro che la versione del governo Berlusconi che presentava la proposta CAI come senza alternative non era vera. Infatti non appena il commissario Fantozzi si decideva a pubblicare un invito a presentare manifestazioni di interesse ecco farsi timidamente avanti LUfthansa e nuovamente Air France che prima si erano defilate perchè scoraggiate dalle chiusure nazionaliste del governo.
Appare probabile che come partner verrà scelto Lufthansa che sembra voglia puntare alla magggioranza del pacchetto azionario. Mentre Air France mirava ad attrarre più il traffico dei turisti e quindi a dare spazio a Fiumicino ( e a Roma), la compagnia tedesca tenderebbe a valorizzare maggiormente Malpensa ed è anche in questo funzionale al progetto berlusconiano volto a rassicurare i timori leghisti riguardo al ridimensionamento dell’aeroporto milanese.
Nonostante questo scenario, Berlusconi riuscirà probabilmente ad apparire come il grande protagonista del salvataggio di Alitalia e ad acquisire grandi vantaggi in termini di consenso.
A completare gli aspetti solo apparentemente paradossali di questa vicenda, il fatto che la parte sindacale più massimalista ma più forte contrattualmente , quella rappresentativa dei piloti otterrà i maggiori vantaggi: infatti i sindacati autonomi si sono decisi a firmare l’intesa solo dopo che la CAI ha garantito per i comandanti un contratto da dirigenti.

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