( ANSA)Il ministro della Difesa francese, Hervé Morin, ha presentato il piano di risarcimento per le vittime dei test nucleari della Francia, dotato di un budget iniziale di 10 milioni di euro per il 2009. I rappresentanti delle vittime contaminate nei test effettuati nel deserto del Sahara e in Polinesia dal 1960 al 1996 hanno accolto con soddisfazione l’annuncio, pur mantenendo alcune riserve. “Tredici anni dopo la fine dei test nel Pacifico e la ratifica da parte della Francia del trattato che vieta i test – ha dichiarato Morin in una conferenza stampa – era ora che il nostro paese fosse in pace con se stesso”. Per il ministro, che ha presentato le grandi linee di un progetto di legge che sarà depositato in parlamento entro giugno e che aveva anticipato in un’intervista a Le Figaro, il dispositivo sarà “giusto” e “rigoroso”, basato su una “totale trasparenza”. Il risarcimetno potrà riguardare “alcune centinaia di persone” sulle 150.00 tra lavoratori civili e militari che parteciparono al totale dei 210 test nucleari francesi. I dossier – ha detto Morin – saranno esaminati da un comitato di esperti presieduto da un magistrato che dovrà poi fare una proposta entro sei mesi. Le 18 malattie conseguenza dei test sono ricavate dalla lista ufficiale proposta dalle Nazioni unite sul tema.
Deboli segnali di apertura tra Iran e Stati Uniti
Luglio 19, 2008Si intravedono segnali embrionali di apertura nei rapporti tra Iran e Stati Uniti
Anzitutto il vicesottosegretario di Stato William Burns che parteciperà ai colloqui del 5+1 sulla delicata questione del nucleare iraniano. In secondo luogo l’anticipazione dell’apertura a Teheran di una sezione di interessi americani che non significa ripristino delle relazione diplomatiche tra i due paesi ma quanto meno possono esser interpretate come una prova di dialogo. Anche il fatto che si apra una sezione in cui si può discutere di visti e di rapporti commerciali è quantomeno un segnale di piccola apertura verso l’Iran in un quadro mediorientale che nel complesso rimane molto complicata
Si registra dunque un cambiamento minimo nell’approccio politico verso l’Iran da parte dell’amministrazione USA: dopo le aperture di Obama ad Ahmadinejad . Tale apertura è avvenuta dunque in minima parte anche per ragioni interne: i repubblicani avrebbe chiesto a Bush di avere un approccio meno duro anche per non lasciare l’impressione in vista delle elezioni che i democratici abbiano il monopolio dell’approccio diplomatico e che invece i repubblicani sappiano risolvere le questioni solo attraverso la guerra
Le bugie di chi è contro il nucleare/2
Maggio 27, 2008il Nucleare è una tecnlogia obsoleta che nessuno più in Europa usa.
Falso. Il 30% dell’energia prodotta nei paesi OCSE è di origine elettronucleare La Finlandia stà costruendo un nuovo reattore nucleare per non parlare della Francia che ottiene dal nucleare oltre la metà del proprio fabbisogno energetico? http://en.wikipedia.org/wiki/Nuclear_power_in_France in Francia sono in progetto 13 (13!) nuove centrali nucleari. A Flamanville viene costruita la più potente centrale nucleare del mondo (1700 MW), ed è il più grande cantiere aperto in Francia attualmente.
un esempio di comportamento saggio dal punto di vista energetico è quello della Svezia che aveva deciso dismettere progressivamente i reattori e di terminare l’utilizzo del nucleare entro il 2010 ma che di fronte alla difficoltà di avere fonti alternative sufficienti stà ritornando sui suoi passi e si ritiene che fino al 2050 impianti nucleari rimarranno in funzione http://en.wikipedia.org/wiki/Nuclear_power_in_Sweden
per non parlare dell Svizzera che ottiene il 40% dell’energia dal nucleare e dopo aver deiciso di terminare la produzione entro il 2033 stà rimettendo in gioco la questione e pensando a un nuovo piano nucleare.
http://en.wikipedia.org/wiki/Nuclear_power_in_Switzerland
il vero problema è che la maggioranza dei paesi europei continua a servirsi del nucleare come fonte di energia. noi invece che siamo furbi e vi abbiamo rinunciato le’energia la paghiamo più cara di tutti.
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_nuclear_reactors
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_nucle…_Europe_and_CIS
L’Italia è un paese ad alto rischio sismico per cui non è opportuno costruirvi centrali nucleari
Falso. Che dire del Giappone che ha ben 56 impianti nucleari? Inoltre come si vede dalla cartina seguente (fonte Istituto nazionale geologia e vulcanologia) ci sono nella nostra penisola zone a rischio sismico basso o nullo ( la zona 4 è quella a rischio più basso)

Un esempio positivo di progressivo abbandono del nucleare viene dalla Germania.
La Germania è uno dei paesi che paga l’energia più cara. Per uso industriale 1KwH costa 0.0946 euro ( media europea 0.0820); per uso domestico 0.1433 euro per kwH ( media europea 0.1173). Solo L’Italia fà peggio ( Fonte: EUROSTAT)
Il nucleare presenta il problema delle scorie radiottive.
Noi siamo l’unico paese che non ha saputo trovare siti di stoccaggio per le scorie. Questo è il paese del Nimby (Not In My Back Yard): non vogliamo mai gli impianti di qualsiasi tipo (non solo nucleare) nel nostro quartiere, salvo poi lagnarci per il fatto che paghiamo l’energia troppo Inoltre si sta perfezionando la tecnologia che permette di riciclare le scorie per produrre nuova energia.
L’Italia, il nucleare e il dilemma dell’energia
Maggio 24, 2008
Ha fatto scalpore l’annuncio dato dal ministro per lo sviluppo economico Scajola alla recente assemblea di Confindustria circa la volontà del governo di riprenderre la costruzione di centrali nucleari dopo che il referendum abrogativo del 1987 aveva messo in soffitta in Italia la produzione di questo tipo di energia. All’annuncio di Scajola l’opposizione ha gridato allo scandalo, stracciandosi le vesti gridando all’attentato dell’ambientalismo. Ebbene i dati sul costo dell’energia ci dicono che il nostro paese unico caso in Europa ad aver rinuciato emotivamente al nucleare dopo Chernobyl si trova ad avere il secondo più alto costo dell’energia per uso industriale ( solo l’Irlanda fà peggio) e il più alto in assoluto per uso domestico ( dati : EUROSTAT). Notare che uno dei costi più alti lo sostiene un altro paese, la Germania che ha deciso di affidarsi in questi ultimi anni alle energie alternative, trascurando ( ma non rinunciando del tutto) il nucleare. Secondo uno studio dell’università di Pisa il costo dell’energia elettrica prodotta per via nucleare si aggirerebbe, anche adottando le ipotesi più pessimistiche, attorno ai 3 eurocents/kWh, il doppio di quanto viene a costare attualmente l’energia in Italia.
Finchè nel nostro paese prevarrà la filosofia del nimby (Not In My Back Yard; non nel mio quartiere”) in Italia non risolveremo mai il problema dell’energia. Gli antinuclearisti hanno avuto venti anni di tempo per proporre un piano energetico alternativo credibile ma in realtà si sono distinti per il loro immobilismo che ha portato progressivamente l’Italia a perdere terreno sul piano della competitività internazionale. Adesso è arrivato il momento che il loro atteggiamento segni il passo.
NUcleare: Iran fà progressi in collaborazione con AIEA
Novembre 16, 2007L’Iran ha compiuto dei progressi sostanziali nella
collaborazione con la comunità internazionale sul suo
programma nucleare. Lo rivela l’ultimo rapporto
dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea),
secondo il quale l’Iran ha però superato la soglia delle
tremila centrifughe per la produzione dell’uranio, che
permette di produrre armi nucleari entro un anno. Il
governo statunitense ha chiesto l’adozione di nuove
sanzioni internazionali.
Per me si tratta solo di fumo negli occhi.Se l’Iran volesse veramente colaborare non incrementerebbe il numero di centrifughe nucleari.
COREA DEL NORD RINUNCIA AL NUCLEARE
Settembre 2, 2007La Corea del Nord ha accettato di fornire una lista completa di tutti i suoi programmi nucleari e di smantellarli entro la fine dell’anno. Lo ha dichiarato a Ginevra il capo dei negoziatori americani Christopher Hill al termine di due giorni di colloqui bilaterali con la controparte nordcoreana. Secondo Hill, i dettagli dell’intesa raggiunta oggi a Ginevra verranno discussi nel prossimo incontro a sei (Nord e Sud Corea, Usa, Giappone, Cina e Russia) previsto a Pechino a meta’ settembre.
Pubblicato da umanesimo 
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