Anche l’Italia dopo la Germania entra in recessione tecnica. Secondo le stime dell’Istat c’è stata una contrazione del Pil per il secondo trimestre consecutivo: -0,5% nel terzo trimestre dopo il -0,3% del trimestre precedente. Tutti si aspettano che la recessione non sia di breve durata a causa della stretta creditizia seguita alla crisi dei mutui. Una crisi che si tema possa estendersi al settore dell’hedge funds ( i fondi speculativi) e quello delle carte di credito.
E nel frattempo il governo si caratterizza per l’immobilismo: non si capisce quale misure voglia adottare per limitare gli effetti della recessione. Tremonti aveva previsto la crisi, ma da un ministro dell’Economia è doveroso attendersi anche delle misure idonee ad affrontarla.
Istat: l’Italia in recessione tecnica
Novembre 17, 2008mutui usa e crisi mondiale
Agosto 18, 2007La migliore supposizione è che ci sia una perdita di 100 miliardi di $ di valore di per i mutui sbprime, da mutuatari poco degni di credito, principalmente negli Stati Uniti.
Quindi perché solo giovedì si sono persi gia oltre 300 miliardi di dollari nelle borse?
anzitutto ci sono le banche fra coloro che hanno perso per i mutui subprime (o ci sono persone a cui loro hanno fatto prestiti), e le banche sono collocate sulle borse. quindi effetto subprime si moltiplica alla caduta dei titoli delle banche coinvolte nei subprime
Quindi le banche possono valere meno di quanto noi pensavamo l’anno scorso.
a creare incertezza nei mercati si aggiunge al problema che noi non sappiamo quali banche hanno leperdite legate ai subprime e anche le banche stesse non possono essere sicure di quanto ammonti la loro perdita. Leggi il seguito di questo post »
la crisi dei mutui staunitensi
Agosto 18, 2007 UNA EFFICACE E CHIARA SPIEGAZIONE DELLA CRISI DEI MUTUI USAM TRATTA DA QUESTO BLOG CHE LINKO
i n questi giorni (ma sarebbe più giusto parlare di ultimi mesi), le borse di tutto il mondo stanno risentendo della crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti. Cosa sono? E perché hanno effetti mondiali?
I mutui subprime sono i mutui “non di prima scelta”, concessi a chi non ha garanzie solide circa la capacità di rimborso. Negli Stati Uniti, quello che è avvenuto è che molte volte nel calcolo del reddito ai fini della concessione del mutuo veniva incluso anche il reddito derivante dal previsto aumento di valore dell’immobile ipotecato: però chiaramente il trend di crescita del valore degli immobili non è continuato costante all’infinito: i prezzi troppo alti alla fine infatti hanno iniziato a scoraggiare la domanda. A questa “riduzione del reddito”, e delle garanzie, si è unito un aumento progressivo dei tassi di interesse messo in atto dalla Banca Centrale americana, per contenere le spinte inflazionistiche, che ha però anche di conseguenza portato un aumento degli interessi da pagare sui mutui a tasso variabile, e quindi delle rate: un problema per chi magari era già al limite come capacità di pagamento. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato da umanesimo
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