Settembre 7, 2009
Nel suo ultimo giorno di visita a Teheran, Il presidente
venezuelano Hugo Chávez ha incontrato l’ayatollah Ali
Khamenei. Il principale leader politico e spirituale
iraniano ha affermato che “l’Iran e il Venezuela devono
rafforzare la loro cooperazione e creare un fronte
indipendente rispetto agli Stati Uniti”. Khamenei ha
parlato dell’importanza di incrementare la collaborazione
bilaterale nei settori dell’industria, della finanza,
dell’economia e dei trasporti. Hugo Chávez ha definito
“fruttifero” anche l’incontro con il presidente Mahmoud
Ahmadinejad. I due leader hanno firmato un accordo che
prevede l’esportazione, da parte del Venezuela, di
ventimila barili di petrolio al giorno a favore dell’Iran.
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Pubblicato da umanesimo
Gennaio 10, 2009
Riprende il conflitto tra Israele e Hamas. I morti a Gaza sono centinaia e la richiesta del Consiglio di Sicurezza ONU di una tregua nel conflitto è stata respinta da entrambe le parti
I motivi della rottura della tregua
Gli attacchi di Israele sono cominciati il 27 dicembre dopo che Hamas aveva annunciato di non voler rinnovare la tregua di sei mesi cominciata nel giugno 2008. Hamas accusa Israele di non essersi attenuta agli accordi previsti dal cessate il fuoco riguardanti l’eliminazione dell’embargo su gaza e di aver aperto per primo le ostilità il 4 novembrecon un azione militare nella quale sono rimasti uccisi alcuni suoi militanti . A sua volta Israele accusa Hamas di servirsi dei tunnel sotterranei di gaza per contrabbandare armi. Secondo Israele l’azione del 4 novembre serviva a frenare questo contrabbando di armi e di aver rotto la tregua lanciando continuamente razzi Qassam e Grad contro le citta Israeliane di confine sin dai giorni immediatamente successivi all’entrata in vigore del cessata il fuoco. Le principali testate giornalistiche mondiali ( BBC ; New york Times ; Le Monde ; La repubblica ) hanno effettivamente testimoniato la ripresa del lancio di razzi Qassam da Gaza sin dalla fine di giugno. Dopo l’azione israeliana del 4 novembre il lancio di razzi contro Israele è costantemente aumentato.
IL LANCIO DI MISSILI SU ISRAELE NEL 2008 (FONTE WIKIPEDIA)
Altro elemento da considerare è che Hamas si è servita della tregua anche per fare fuori i rivali palestinesi di al Fatah da Gaza.
I contenuti della tregua
La tregua cominciata il 19 giugno della durata di sei mesi prevedeva l’interruzione dei combattimenti tra Hamas e Israele e l’interruzione dell’embargo israeliano contro Gaza.
L’embargo israeliano e i suoi effetti.
L’embargo isrealiano su gaza è totale e comporta il controllo dell’afflusso di merci e carburante su Gaza per terra, mare e cielo con l’inclusione del divieto di pesca al di là dl limite di sei miglia marine dalla costa. Gli israeliani si propongono con l’embargo di fare terra bruciata attorno ad Hamas. In realtà questa strategia potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio giacchè il consenso della popolazione palestinese attorno ad Hamas potrebbe aumentare. L’embargo colpisce sopratutto i civili e ha messo in ginocchio la già fragile economia del luogo. L’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa del sostegno dei rifugiati nel Medio oriente, provvede a rifornire alimentari a una popolazione di almeno 750000 persone nella striscia di Gaza. Secondo il suoi direttore con l’intensificarsi dell’embargo da Novembre l’UNRWA si trova priva del cibo necessario a rifornire la popolazione. Organizzazioni per la difesa dei diritti umani come Amnesty International e Human Rights Watch chiedono la fine dell’embargo reputandolo un’illegale risposta agli attacchi nemici.
Gli effetti del lancio di razzi su Israele
Il lancio dei razzi è cominciato nel 2001 . Circa 8600 razzi hanno raggiunto Israele dei quali 6000 dopo che l’esercito israeliano si è ritirato da Gaza nelll’agosto 2005. L’incremento dei bombardamenti è dovuto anche al fatto che la principale arma di offesa di Hamas contro Israele costituita dagli attentati suicidi ai danni di obiettivi civili (in autobus, ristoranti etc) è stata arrestata nell’efficacia dalla costruzione del Muro di separazione con la Cisgiordania. Stando a un rapporto di Amnesty International tra il 2000 e il 2003 oltre 800 civili israeliani ( di cui 100 bambini) sono rimasti civili a cuasa degli attentati suicidi , dalle bombe e dai razzi palestinesi. Secondo dati dell’agenzia di sicurezza israeliana da allora il numero dei morti è costantemente diminuito.
L’efficacia in termini distruttivi dei razzi palestinesi è molto più ridotta. Essi hanno sinora provocato 28 morti tra gli israeliani. Ma il raggio dei missili in dotazione da Hamas si sta incrementando. Con i Qassam infatti si potevano colpire obiettivi non più lontani di 10 KM. Ora invece Hamas dispone dei vecchi Grad e Katyuscia che hanno colpito città come Beersheba ad una distanza di 40 km dal luogo di lancio.

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Pubblicato da umanesimo
Luglio 19, 2008
Si intravedono segnali embrionali di apertura nei rapporti tra Iran e Stati Uniti
Anzitutto il vicesottosegretario di Stato William Burns che parteciperà ai colloqui del 5+1 sulla delicata questione del nucleare iraniano. In secondo luogo l’anticipazione dell’apertura a Teheran di una sezione di interessi americani che non significa ripristino delle relazione diplomatiche tra i due paesi ma quanto meno possono esser interpretate come una prova di dialogo. Anche il fatto che si apra una sezione in cui si può discutere di visti e di rapporti commerciali è quantomeno un segnale di piccola apertura verso l’Iran in un quadro mediorientale che nel complesso rimane molto complicata
Si registra dunque un cambiamento minimo nell’approccio politico verso l’Iran da parte dell’amministrazione USA: dopo le aperture di Obama ad Ahmadinejad . Tale apertura è avvenuta dunque in minima parte anche per ragioni interne: i repubblicani avrebbe chiesto a Bush di avere un approccio meno duro anche per non lasciare l’impressione in vista delle elezioni che i democratici abbiano il monopolio dell’approccio diplomatico e che invece i repubblicani sappiano risolvere le questioni solo attraverso la guerra

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Pubblicato da umanesimo
Luglio 15, 2008
Sulla stampa si è dato notevole risalto all’incontro tra Olmert e Abu Mazen durante il vertice di Parigi per la creazione dell’Unione Mediterranea. Sono apparsi titoli di grande ottimismo su una imminente possibile pace tra Israele e ANP.
In realtà la pace è ancora molto distante dal concretizzarsi, perché i temi scottanti di frizione tra le due parti (Gerusalemme, i confini e i rifugiati) non sono stati ancora affrontati.
E anche sul fronte siriano la situazione è ben lungi dal risolversi. La Siria dovrebbe garantire sicurezza ma continua a sostenere movimenti anti israeliani come Hezbollah; mentre Israele deve restituire le alture del Golan . Ma gli israeliani non hanno intenzione di rinunciare a questa fetta strategica di terreno, occupata dopo la guerra del 1967. Quindi la situazione rimane assolutamente interlocutoria.

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Pubblicato da umanesimo
Luglio 9, 2008
Stando a quanti riportato dal quotidiano israeliano Haaretz l’Iran ha lanciato nove missili di lungo e medio raggio Shahab 3, di cui uno aveva la potenza necessaria per raggiungere Israele e le basi militari statunitensi nella regione. L’esercitazione, avvenuta nel deserto, è stata fatta a scopo dimostrativo. “Siamo pronti a difendere la nazione iraniana”, ha dichiarato Hossein Salami, il comandante dell’aeronautica dei Guardiani della rivoluzione. L’Iran ha già lanciato diversi missili di questo tipo ma quest’ultima esercitazione avviene mentre cresce la tensione con Stati Uniti e Israele sul programma nucleare.
FONTE: INTERNAZIONALE

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Pubblicato da umanesimo
Luglio 5, 2008
Secondo la Abc News, che avrebbe come fonte un ufficiale di alto grado del Pentagono, è sempre più probabile un attacco all’Iran da parte di Israele. I fattori scatenanti potrebbero essere due: l’eventuale produzione dell’uranio sufficiente a costruire una bomba nucleare, e la messa in opera da parte di Teheran del sistema di difesa aerea appena acquistato dai russi. Washington teme, inoltre, che l’attacco avvenga prima delle elezioni presidenziali di novembre
Nel frattempo dall’Iran giungono segnali di disgelo. In un’intervista al quotidiano Jomhuriye Eslami, riportata anche da Liberation, Ali Akbar Velayati, consigliere diplomatico dell’ayatollah Khamenei, Guida suprema dell’Iran ( la massima autorità della repubblica,) ha detto che le provocazioni sono dannose alla causa di Teheran. Alcuni analisti vi hanno visto una presa di distanza dalle posizioni di ahmdinejad e un primo passo dell’autorità religiosa volto a scaricare l’attuale presidente iraniano.

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Pubblicato da umanesimo
Maggio 27, 2008
Michel Suleiman, ex comandante dell’esercito, viene eletto nuovo presidente della Repubblica, supportato dalla maggioranza filo governativa antisiriana ma con l’appoggio anche dell’opposizione secondo quanto stabilito dagli accordi di Doha del 21 maggio tra le varie forze libanesi. è l’ultimo capitolo della ricomposizione della crisi cominciata 18 mesi fà quando le forze di d’opposizione filosiriane guidate da Hezbollah chiedevano di poter esercitare veto sulle decisioni dell’esecutivo e di fronte al rifiuto uscivano dal governo di unità nazionale Ora con l’accordo di Doha che assegna oltre un terzo dei ministri ( 11 su 30) all’opposizione la situazione appare sbloccata nel senso voluto dal partito di Dio che potrà dunque esercitare il veto secondo quanto previsto dalla Costituzione. In Libano sembra esserci sollievo dopo l’elezione di Suleiman: si preferisce sottolineare il ritorno in carica di un nuovo presidente sei mesi dopo le dimissioni di Lahoud ( un altro generale rimasto al potere più di tre anni oltre la fine del mandato per volontà dei siriani) e l’accordo che prevede il divieto di usare le armi nei conflitti interni piuttosto che prendere atto della nuova vittoria politica di Hezbollah. Ancora una volta l’impressione è che le faccende libanesi siano manovrate dall’esterno con Siria e Iran da una parte, Arabia Saudita e occidente dall’altra a svolgere il ruolo di burattinai.
vedi anche
http://www.naharnet.com/domino/tn/NewsDesk…22574500016E433
UN PROFILO DI SULEIMAN ( FONTE BBC)

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Pubblicato da umanesimo