Contro le morti bianche si grida continuamente “al lupo, al lupo”. E nonostante il lupo dell’insicurezza sui luoghi del lavoro continui a divorareil suo pasto sacrificale di vittime, si rimane alle solite dichiarazioni di principio cui segue un periodo di silenzio indifferentefino a quando una nuova strage non provoca nuovi morti. E dalla vicenda tragica della Thyssen che si sente la litania delle buone intenzioni a cui non seguono mai i fatti: la sicurezza nel lavoro continua in Italia ad essere un optional. L’ultimo dato INAIL aggiornato al 2006 parla di 1341 morti l’anno. E questa scarsa cultura coinvolge anche i lavoratori che spesso rifiutano di indossare cinture nei ponteggi o caschi di sicurezza perché li trovano scomodi ( Dichiarazione di cui il sottoscritto è stato più volte diretto testimone). Ma il problema principale rimane mancanza di controlli di cui gli imprenditori approfittano per trascurare il rispetto delle norme sulla materia e per risparmiare qualche soldo. E quando avverrà l’incidente oltre alla tragedia personale di vittima e familiari vi sarà anche il conseguente costo sociale che dovrà essere sopportato dai contribuenti: si è calcoltato che gli infortuni sul lavoro costano allo Stato 45,5 miliardi di euro l’anno circa quattro leggi Finanziarie, il 3,2% del Pil ( dati INAIL 2005).
Quando il primo maggio ha davvero senso….
Maggio 1, 2008
Buon primo maggio ai precari, ai disoccupati e e a chi è in nero: per loro l’art 1 della costituzione è una presa in giro!
Buon primo maggio a chi crede che la festa sia andare al concerto di San Giovanni. Il momento del ritorno alla realtà arriva per tutti prima o poi!
Buon primo maggio agli assenteisti e ai nullafacenti, che festeggiano tutto l’anno perché non sanno cosa significhi il lavoro:
Buon primo maggio ai sindacalisti che difendono gli illicenziabili ma che se ne fregano dei più deboli.
Buon primo maggio alla classe politica, la categoria degli stakanovosti per eccellenza….
Buon primo maggio a chi in pensione è andato a 40 anni e a chi non ci andrà nemmeno a 70 se tutto và bene ( per chi?). Così cambia il mercato del lavoro…
Buon primo maggio ai giovani che cercano lavoro ma non hanno esperienza e ai datori di lavoro che cercano giovani ma già con esperienza.
Buon primo maggio a chi è troppo qualificato per trovare lavoro in Italia e se ne và all’estero. con buona pace della fuga dei cervelli
Buon primo maggio ai familiari delle vittime di incidenti sul lavoro. Per loro questo è il giorno più lungo…
SVIMEZ: per I laureati meridionali è un impresa trovare lavoro.
Agosto 28, 2007Spesso al Sud la laurea non basta per trovare lavoro. A 3 anni dal titolo di studio, 1/4 dei laureati trova lavoro grazie alle conoscenze. Il 40% dei laureati meridionali che a 3 anni dal conseguimento del titolo di studio lavora, e’ stato costretto a emigrare al Nord. sono i risultati di un’indagine condotta dall’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, su 55 mila laureati residenti al Sud al momento dell’iscrizione all’Universita’ ne lavoravano dopo 3 anni 34.500. Ma se 20.700 ha trovato impiego nelle regioni di appartenenza sono circa 13.800 quelli che invece lavorano nelle regioni del Nord. Risultati allarmanti ma non sorpendenti: Il mezzogiorno non dà alcuna speranza di futuro ai suoi giovani: o hai una raccomandazione oppure vai al Nord. anzi alternative ce ne sono due: fare il manovale in nero o cercare protezione presso una famiggglllia mafiosa e diventare amico degli amici ….
ISTAT: falsa l’equazione legge Biagi precariato
Agosto 20, 2007Caruso aveva definito Marco Biagi un assassino dei precari. Beppe Grillo considera la legge che porta il nome del giuslavorista assassinato dalle brigate rosse all’origine della degenerante sviluppo delle forme di lavoro prevario e malpagato. Affermazioni discutibili, che sembrano ulteriormente messe in crisi dall’uscita dei dati ISTAT sul lavoro relativi al primo trimestre del 2007. Leggi il seguito di questo post »
UNIONCAMERE: CON MENO TASSE AZIENDE ASSUMONO
Agosto 19, 2007Una riduzione delle tasse e del costo del lavoro indurrebbe ad assumere nuovo personale il 9,3% delle imprese che non prevedono di farlo. Il dato emerge da una ricerca di Unioncamere e del ministero del Lavoro su un campione di oltre 100.000 imprese. Quelle che ritengono di non essere in grado di fare assunzioni sono scese al 64%, rispetto al 68% di un anno fa. Tra queste sono aumentate quelle che non lo fanno a causa della situazione congiunturale (42,9% contro il 39,3% nel 2006).

Pubblicato da umanesimo
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