Israele. Gli ultaortodossi al governo

Marzo 23, 2009

Israele, il partito ultraortodosso Shas nel governo di Netanyahu. Il partito ultraortodosso Shas ha firmato un patto di coalizione con il primo ministro designato di Israele Benjamin Netanyahu. L’accordo prevede l’assegnazione a Shas di quattro ministeri. Il leader del partito Eli Yishai sarà ministro degli interni e vice primo ministro. Gli altri ministeri assegnati agli ultraortodossi sono quello della casa, quello della religione e un ministero senza portafoglio ancora da stabilire


La ripresa del conflitto tra Israele e Hamas e il dramma umanitario di Gaza

Gennaio 10, 2009

Riprende il conflitto tra Israele e Hamas. I morti a Gaza sono centinaia e la richiesta del Consiglio di Sicurezza ONU di una tregua nel conflitto è stata respinta da entrambe le parti

I motivi della rottura della tregua

Gli attacchi di Israele sono cominciati il 27 dicembre dopo che Hamas aveva annunciato di non voler rinnovare la tregua di sei mesi cominciata nel giugno 2008. Hamas accusa Israele di non essersi attenuta agli accordi previsti dal cessate il fuoco riguardanti l’eliminazione dell’embargo su gaza e di aver aperto per primo le ostilità il 4 novembrecon un azione militare nella quale sono rimasti uccisi alcuni suoi militanti . A sua volta Israele accusa Hamas di servirsi dei tunnel sotterranei di gaza per contrabbandare armi. Secondo Israele l’azione del 4 novembre serviva a frenare questo contrabbando di armi e di aver rotto la tregua lanciando continuamente razzi Qassam e Grad contro le citta Israeliane di confine sin dai giorni immediatamente successivi all’entrata in vigore del cessata il fuoco. Le principali testate giornalistiche mondiali ( BBC ; New york Times ; Le Monde ; La repubblica ) hanno effettivamente testimoniato la ripresa del lancio di razzi Qassam da Gaza sin dalla fine di giugno. Dopo l’azione israeliana del 4 novembre il lancio di razzi contro Israele è costantemente aumentato.

IL LANCIO DI MISSILI SU ISRAELE NEL 2008 (FONTE WIKIPEDIA)

Altro elemento da considerare è che Hamas si è servita della tregua anche per fare fuori i rivali palestinesi di al Fatah da Gaza.

I contenuti della tregua

La tregua cominciata il 19 giugno della durata di sei mesi prevedeva l’interruzione dei combattimenti tra Hamas e Israele e l’interruzione dell’embargo israeliano contro Gaza.

L’embargo israeliano e i suoi effetti.

L’embargo isrealiano su gaza è totale e comporta il controllo dell’afflusso di merci e carburante su Gaza per terra, mare e cielo con l’inclusione del divieto di pesca al di là dl limite di sei miglia marine dalla costa. Gli israeliani si propongono con l’embargo di fare terra bruciata attorno ad Hamas. In realtà questa strategia potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio giacchè il consenso della popolazione palestinese attorno ad Hamas potrebbe aumentare. L’embargo colpisce sopratutto i civili e ha messo in ginocchio la già fragile economia del luogo. L’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa del sostegno dei rifugiati nel Medio oriente, provvede a rifornire alimentari a una popolazione di almeno 750000 persone nella striscia di Gaza. Secondo il suoi direttore con l’intensificarsi dell’embargo da Novembre l’UNRWA si trova priva del cibo necessario a rifornire la popolazione. Organizzazioni per la difesa dei diritti umani come Amnesty International e Human Rights Watch chiedono la fine dell’embargo reputandolo un’illegale risposta agli attacchi nemici.

Gli effetti del lancio di razzi su Israele

Il lancio dei razzi è cominciato nel 2001 . Circa 8600 razzi hanno raggiunto Israele dei quali 6000 dopo che l’esercito israeliano si è ritirato da Gaza nelll’agosto 2005. L’incremento dei bombardamenti è dovuto anche al fatto che la principale arma di offesa di Hamas contro Israele costituita dagli attentati suicidi ai danni di obiettivi civili (in autobus, ristoranti etc) è stata arrestata nell’efficacia dalla costruzione del Muro di separazione con la Cisgiordania. Stando a un rapporto di Amnesty International tra il 2000 e il 2003 oltre 800 civili israeliani ( di cui 100 bambini) sono rimasti civili a cuasa degli attentati suicidi , dalle bombe e dai razzi palestinesi. Secondo dati dell’agenzia di sicurezza israeliana da allora il numero dei morti è costantemente diminuito.
L’efficacia in termini distruttivi dei razzi palestinesi è molto più ridotta. Essi hanno sinora provocato 28 morti tra gli israeliani. Ma il raggio dei missili in dotazione da Hamas si sta incrementando. Con i Qassam infatti si potevano colpire obiettivi non più lontani di 10 KM. Ora invece Hamas dispone dei vecchi Grad e Katyuscia che hanno colpito città come Beersheba ad una distanza di 40 km dal luogo di lancio.


Israele: a metà febbraio le elezioni per il rinnovo della Knesset

Ottobre 29, 2008

Il leader del partito di governo Kadima, Tzipi Livni ha annunciato la sua impossibilità a formare una coalizione di governo. Il presidente israeliano Shimon Perez ha così indetto per il 10 febbraio le nuove elezioni per la Knesset, il parlamento dello stato ebraico. Tuttavia resta la possibilità che i deputati votino una legge che potrebbe far slittare il voto di una settimana e quindi al giorno 17.


Israele: La Livni vince le primarie di Kadima

Settembre 19, 2008

Tzipi Livni ha vinto le primarie di Kadima, il partito di governo in Israele, succedendo al premier Olmert, indagato per per corruzione per fatti avvenuti quando era sindaco di Gerusalemme. ll conto delle schede nelle urne ha dato alla Livni la vittoria col 43,1% dei voti rispetto al suo principale avversario, il ministro dei Trasporti, Shaul Mofaz, al quale è andato il 42%. Ora la Livni avrà 42 giorni per formare un nuovo governo e divenire il primo capo di governo donna in Israele dopo Golda Meir. Se non vi riuscirà a gennaio saranno indette nuove elezioni.


La false speranze di pace tra Israele e Palestina in Medio Oriente

Luglio 15, 2008

Sulla stampa si è dato notevole risalto all’incontro tra Olmert e Abu Mazen durante il vertice di Parigi per la creazione dell’Unione Mediterranea. Sono apparsi titoli di grande ottimismo su una imminente possibile pace tra Israele e ANP.
In realtà la pace è ancora molto distante dal concretizzarsi, perché i temi scottanti di frizione tra le due parti (Gerusalemme, i confini e i rifugiati) non sono stati ancora affrontati.
E anche sul fronte siriano la situazione è ben lungi dal risolversi. La Siria dovrebbe garantire sicurezza ma continua a sostenere movimenti anti israeliani come Hezbollah; mentre Israele deve restituire le alture del Golan . Ma gli israeliani non hanno intenzione di rinunciare a questa fetta strategica di terreno, occupata dopo la guerra del 1967. Quindi la situazione rimane assolutamente interlocutoria.


L’Iran con gli esperimenti missilistici avverte Israele

Luglio 9, 2008

Stando a quanti riportato dal quotidiano israeliano Haaretz l’Iran ha lanciato nove missili di lungo e medio raggio Shahab 3, di cui uno aveva la potenza necessaria per raggiungere Israele e le basi militari statunitensi nella regione. L’esercitazione, avvenuta nel deserto, è stata fatta a scopo dimostrativo. “Siamo pronti a difendere la nazione iraniana”, ha dichiarato Hossein Salami, il comandante dell’aeronautica dei Guardiani della rivoluzione. L’Iran ha già lanciato diversi missili di questo tipo ma quest’ultima esercitazione avviene mentre cresce la tensione con Stati Uniti e Israele sul programma nucleare.

FONTE: INTERNAZIONALE


Pentagono:Israele attacherà l’Iran entro l’anno

Luglio 5, 2008

Secondo la Abc News, che avrebbe come fonte un ufficiale di alto grado del Pentagono, è sempre più probabile un attacco all’Iran da parte di Israele. I fattori scatenanti potrebbero essere due: l’eventuale produzione dell’uranio sufficiente a costruire una bomba nucleare, e la messa in opera da parte di Teheran del sistema di difesa aerea appena acquistato dai russi. Washington teme, inoltre, che l’attacco avvenga prima delle elezioni presidenziali di novembre

Nel frattempo dall’Iran giungono segnali di disgelo. In un’intervista al quotidiano Jomhuriye Eslami, riportata anche da Liberation, Ali Akbar Velayati, consigliere diplomatico dell’ayatollah Khamenei, Guida suprema dell’Iran ( la massima autorità della repubblica,) ha detto che le provocazioni sono dannose alla causa di Teheran. Alcuni analisti vi hanno visto una presa di distanza dalle posizioni di ahmdinejad e un primo passo dell’autorità religiosa volto a scaricare l’attuale presidente iraniano.


Israele sta per attaccare l’Iran?

Giugno 28, 2008

Alcuni giorni fa il New York times rivelava che all’inizio di giugno Israele aveva condotto un’imponente esercitazione militare nel Mediterraneo. Questo aveva indotto alcuni analisti a pensare che si trattasse di una prova generale di un futuro attacco volto a distruggere le installazioni nucleari in Iran.

Ma secondo il giornalista esperto di intelligence israeliana, Yossi Melman, l’attacco Isrealiano all’Iran rimane l’ultima delle opzioni prese in esame da Tel Aviv. Certamente ilMossad, l’intelligence militare, la direzione operativa delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), l’aviazione militare israeliana e la Commissione Israeliana per l’Energia Atomica, si preparano comunque allo scenario peggiore che dovrebbe però verificarsi solo se si verificassero contemporaneamente una serie di situazioni.
Anzitutto ci dovrebbe essere pieno coordinamento con gli Statoi Uniti: tutte le eventuali azioni militari israeliane verso Teheran saranno prima concordate con Washington.
la seconda variabile sono le sanzioni contro l’Iran finora applicate svogliatamente soprattutto per l’opposizione di Mosca e Pechino. Israele confida in un atteggiamento meno accondiscendente della comunità internazionale continuerà nei confronti del proseguimento del programma nucleare iraniano.
terzo elemento riguarda le prossime elezioni presidenziali iraniane: le promesse di rilancio economico del paese di ahmadinejad non sono state realizzate. Israele spera che anche gli ayatollah lo scarichino in favore di un elemento più moderato che accetti di ridiscutere la questione nucleare con l’Occidente. Tuttavia un ostacolo a questo ragionamento risiede nel fatto che l’opzione nucleare è sempre più sposata anche dai c.d riformisti.
Ultima variabile , non certo in ordine di importanza, è la capacità dell’aviazione israeliana di sostenere un attacco e le eventuali conseguenze da pagare in termini di risposta iraniana e di reazione della comunità internazionale.
Ma qualora l’Iran non dovesse modificare la propria politica e le sanzioni rimanessero inefficaci, Israele prenderebbe seriamente in considerazione l’opzione militare.


CULTURA E ANTISEMITISMO /2: I PAESI ARABI E LA FIERA DEL LIBRO

Marzo 5, 2008

UN’ALTRO BRUTTO CAPITOLO DEL LEGAME ESISTENTE TRA ANTISEMITISMO E CULTURA.  A seguito della crisi di Gaza alcuni paesi arabi hanno deciso di boicottare le fiere del libro di Parigi(che aprirà i battenti il prossimo 13 marzo) e Torino , ree (di avere come ospite d’nore Israele. Dopo Siria, Giordania e Arabia Saudita anche l’Iran, per bocca del suo ministro della cultura Ehsanollah Hoijati, ha deciso di non inviare editori ai Parigi e Torino, ” dove un Paese aggressore è stato scelto come invitato d’onore”. A mio parere una parola di buon senso su questa vicenda è stata espressa dal direttore della Fiera del Libro di Torino Ernesto Ferrero : “Putroppo abbiamo a che fare con prese di posizione che non hanno nulla a che vedere con i libri né con la Fiera di Parigi o quella di Torino. La situazione internazionale è certamente drammatica, ma ci si chiede perché iniziative culturali volte a favorire il dialogo e lo scambio tra le culture non possano restare al di fuori di tutto questo


LA FIERA DEL LIBRO DI TORINO E L’ANTISEMITISMO COMUNISTA

Febbraio 5, 2008

l’invito lanciato da esponenti della cultura araba e della sinistra antagonista di boicottare la Fiera del Libro di Torino perchè il paese ospite è Israele, fatta propria dalla locale sezione di Rifondazione Comunista è semplicemente intollerabile. se uno non vuole andare a certe manifestazioni ha tutto il diritto di farlo ma cercare di impedirlo ad altri è l’ennesima dimostrazione dell’antisemitismo presente in alcune fasce della sinistra. Israele ha una sua cultura e chi ne vuole impedire l’espressione e confonde le politiche dei singoli governi con il diritto dello Stato di esistere deve essere a tutti gli effetti considereto un razzista intollerante.