Israele, il partito ultraortodosso Shas nel governo di Netanyahu. Il partito ultraortodosso Shas ha firmato un patto di coalizione con il primo ministro designato di Israele Benjamin Netanyahu. L’accordo prevede l’assegnazione a Shas di quattro ministeri. Il leader del partito Eli Yishai sarà ministro degli interni e vice primo ministro. Gli altri ministeri assegnati agli ultraortodossi sono quello della casa, quello della religione e un ministero senza portafoglio ancora da stabilire
Israele: a metà febbraio le elezioni per il rinnovo della Knesset
Ottobre 29, 2008Il leader del partito di governo Kadima, Tzipi Livni ha annunciato la sua impossibilità a formare una coalizione di governo. Il presidente israeliano Shimon Perez ha così indetto per il 10 febbraio le nuove elezioni per la Knesset, il parlamento dello stato ebraico. Tuttavia resta la possibilità che i deputati votino una legge che potrebbe far slittare il voto di una settimana e quindi al giorno 17.
Israele: La Livni vince le primarie di Kadima
Settembre 19, 2008Tzipi Livni ha vinto le primarie di Kadima, il partito di governo in Israele, succedendo al premier Olmert, indagato per per corruzione per fatti avvenuti quando era sindaco di Gerusalemme. ll conto delle schede nelle urne ha dato alla Livni la vittoria col 43,1% dei voti rispetto al suo principale avversario, il ministro dei Trasporti, Shaul Mofaz, al quale è andato il 42%. Ora la Livni avrà 42 giorni per formare un nuovo governo e divenire il primo capo di governo donna in Israele dopo Golda Meir. Se non vi riuscirà a gennaio saranno indette nuove elezioni.
La false speranze di pace tra Israele e Palestina in Medio Oriente
Luglio 15, 2008Sulla stampa si è dato notevole risalto all’incontro tra Olmert e Abu Mazen durante il vertice di Parigi per la creazione dell’Unione Mediterranea. Sono apparsi titoli di grande ottimismo su una imminente possibile pace tra Israele e ANP.
In realtà la pace è ancora molto distante dal concretizzarsi, perché i temi scottanti di frizione tra le due parti (Gerusalemme, i confini e i rifugiati) non sono stati ancora affrontati.
E anche sul fronte siriano la situazione è ben lungi dal risolversi. La Siria dovrebbe garantire sicurezza ma continua a sostenere movimenti anti israeliani come Hezbollah; mentre Israele deve restituire le alture del Golan . Ma gli israeliani non hanno intenzione di rinunciare a questa fetta strategica di terreno, occupata dopo la guerra del 1967. Quindi la situazione rimane assolutamente interlocutoria.
L’Iran con gli esperimenti missilistici avverte Israele
Luglio 9, 2008Stando a quanti riportato dal quotidiano israeliano Haaretz l’Iran ha lanciato nove missili di lungo e medio raggio Shahab 3, di cui uno aveva la potenza necessaria per raggiungere Israele e le basi militari statunitensi nella regione. L’esercitazione, avvenuta nel deserto, è stata fatta a scopo dimostrativo. “Siamo pronti a difendere la nazione iraniana”, ha dichiarato Hossein Salami, il comandante dell’aeronautica dei Guardiani della rivoluzione. L’Iran ha già lanciato diversi missili di questo tipo ma quest’ultima esercitazione avviene mentre cresce la tensione con Stati Uniti e Israele sul programma nucleare.
FONTE: INTERNAZIONALE
Israele sta per attaccare l’Iran?
Giugno 28, 2008Alcuni giorni fa il New York times rivelava che all’inizio di giugno Israele aveva condotto un’imponente esercitazione militare nel Mediterraneo. Questo aveva indotto alcuni analisti a pensare che si trattasse di una prova generale di un futuro attacco volto a distruggere le installazioni nucleari in Iran.
Ma secondo il giornalista esperto di intelligence israeliana, Yossi Melman, l’attacco Isrealiano all’Iran rimane l’ultima delle opzioni prese in esame da Tel Aviv. Certamente ilMossad, l’intelligence militare, la direzione operativa delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), l’aviazione militare israeliana e la Commissione Israeliana per l’Energia Atomica, si preparano comunque allo scenario peggiore che dovrebbe però verificarsi solo se si verificassero contemporaneamente una serie di situazioni.
Anzitutto ci dovrebbe essere pieno coordinamento con gli Statoi Uniti: tutte le eventuali azioni militari israeliane verso Teheran saranno prima concordate con Washington.
la seconda variabile sono le sanzioni contro l’Iran finora applicate svogliatamente soprattutto per l’opposizione di Mosca e Pechino. Israele confida in un atteggiamento meno accondiscendente della comunità internazionale continuerà nei confronti del proseguimento del programma nucleare iraniano.
terzo elemento riguarda le prossime elezioni presidenziali iraniane: le promesse di rilancio economico del paese di ahmadinejad non sono state realizzate. Israele spera che anche gli ayatollah lo scarichino in favore di un elemento più moderato che accetti di ridiscutere la questione nucleare con l’Occidente. Tuttavia un ostacolo a questo ragionamento risiede nel fatto che l’opzione nucleare è sempre più sposata anche dai c.d riformisti.
Ultima variabile , non certo in ordine di importanza, è la capacità dell’aviazione israeliana di sostenere un attacco e le eventuali conseguenze da pagare in termini di risposta iraniana e di reazione della comunità internazionale.
Ma qualora l’Iran non dovesse modificare la propria politica e le sanzioni rimanessero inefficaci, Israele prenderebbe seriamente in considerazione l’opzione militare.
CULTURA E ANTISEMITISMO /2: I PAESI ARABI E LA FIERA DEL LIBRO
Marzo 5, 2008UN’ALTRO BRUTTO CAPITOLO DEL LEGAME ESISTENTE TRA ANTISEMITISMO E CULTURA. A seguito della crisi di Gaza alcuni paesi arabi hanno deciso di boicottare le fiere del libro di Parigi(che aprirà i battenti il prossimo 13 marzo) e Torino , ree (di avere come ospite d’nore Israele. Dopo Siria, Giordania e Arabia Saudita anche l’Iran, per bocca del suo ministro della cultura Ehsanollah Hoijati, ha deciso di non inviare editori ai Parigi e Torino, ” dove un Paese aggressore è stato scelto come invitato d’onore”. A mio parere una parola di buon senso su questa vicenda è stata espressa dal direttore della Fiera del Libro di Torino Ernesto Ferrero : “Putroppo abbiamo a che fare con prese di posizione che non hanno nulla a che vedere con i libri né con la Fiera di Parigi o quella di Torino. La situazione internazionale è certamente drammatica, ma ci si chiede perché iniziative culturali volte a favorire il dialogo e lo scambio tra le culture non possano restare al di fuori di tutto questo“
LA FIERA DEL LIBRO DI TORINO E L’ANTISEMITISMO COMUNISTA
Febbraio 5, 2008l’invito lanciato da esponenti della cultura araba e della sinistra antagonista di boicottare la Fiera del Libro di Torino perchè il paese ospite è Israele, fatta propria dalla locale sezione di Rifondazione Comunista è semplicemente intollerabile. se uno non vuole andare a certe manifestazioni ha tutto il diritto di farlo ma cercare di impedirlo ad altri è l’ennesima dimostrazione dell’antisemitismo presente in alcune fasce della sinistra. Israele ha una sua cultura e chi ne vuole impedire l’espressione e confonde le politiche dei singoli governi con il diritto dello Stato di esistere deve essere a tutti gli effetti considereto un razzista intollerante.
Pubblicato da umanesimo 
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