Nel suo ultimo giorno di visita a Teheran, Il presidente
venezuelano Hugo Chávez ha incontrato l’ayatollah Ali
Khamenei. Il principale leader politico e spirituale
iraniano ha affermato che “l’Iran e il Venezuela devono
rafforzare la loro cooperazione e creare un fronte
indipendente rispetto agli Stati Uniti”. Khamenei ha
parlato dell’importanza di incrementare la collaborazione
bilaterale nei settori dell’industria, della finanza,
dell’economia e dei trasporti. Hugo Chávez ha definito
“fruttifero” anche l’incontro con il presidente Mahmoud
Ahmadinejad. I due leader hanno firmato un accordo che
prevede l’esportazione, da parte del Venezuela, di
ventimila barili di petrolio al giorno a favore dell’Iran.
L’alleanza tra Venezuela e Iran suggellata dal petrolio
settembre 7, 2009Iran: i Guardiani ammettono brogli. Ma le elezioni non si ripetono
giugno 22, 2009Le autorità iraniane hanno ammesso che in cinquanta città
il numero dei voti è stato maggiore del numero degli
elettori registrati. Ma il Consiglio dei guardiani ha
affermato che queste discrepanze, che riguardano tre
milioni di voti, non non modificano il risultato elettorale
e non violano la legge iraniana, perché è normale che le
persone votino in zone diverse da quelle in cui sono state
registrate. Gli scontri avvenuti negli ultimi giorni a
Teheran e in altre città del paese hanno causato diversi
morti e feriti. Il numero delle vittime non è chiaro,
perché i giornalisti stranieri sono stati rimpatriati o
tenuti lontani dalle strade. La televisione di stato parla
di dieci morti, mentre secondo la radio sono almeno
diciannove. Circa cinquecento persone sono state
arrestate.
Deboli segnali di apertura tra Iran e Stati Uniti
luglio 19, 2008Si intravedono segnali embrionali di apertura nei rapporti tra Iran e Stati Uniti
Anzitutto il vicesottosegretario di Stato William Burns che parteciperà ai colloqui del 5+1 sulla delicata questione del nucleare iraniano. In secondo luogo l’anticipazione dell’apertura a Teheran di una sezione di interessi americani che non significa ripristino delle relazione diplomatiche tra i due paesi ma quanto meno possono esser interpretate come una prova di dialogo. Anche il fatto che si apra una sezione in cui si può discutere di visti e di rapporti commerciali è quantomeno un segnale di piccola apertura verso l’Iran in un quadro mediorientale che nel complesso rimane molto complicata
Si registra dunque un cambiamento minimo nell’approccio politico verso l’Iran da parte dell’amministrazione USA: dopo le aperture di Obama ad Ahmadinejad . Tale apertura è avvenuta dunque in minima parte anche per ragioni interne: i repubblicani avrebbe chiesto a Bush di avere un approccio meno duro anche per non lasciare l’impressione in vista delle elezioni che i democratici abbiano il monopolio dell’approccio diplomatico e che invece i repubblicani sappiano risolvere le questioni solo attraverso la guerra
L’Iran con gli esperimenti missilistici avverte Israele
luglio 9, 2008Stando a quanti riportato dal quotidiano israeliano Haaretz l’Iran ha lanciato nove missili di lungo e medio raggio Shahab 3, di cui uno aveva la potenza necessaria per raggiungere Israele e le basi militari statunitensi nella regione. L’esercitazione, avvenuta nel deserto, è stata fatta a scopo dimostrativo. “Siamo pronti a difendere la nazione iraniana”, ha dichiarato Hossein Salami, il comandante dell’aeronautica dei Guardiani della rivoluzione. L’Iran ha già lanciato diversi missili di questo tipo ma quest’ultima esercitazione avviene mentre cresce la tensione con Stati Uniti e Israele sul programma nucleare.
FONTE: INTERNAZIONALE
Israele sta per attaccare l’Iran?
giugno 28, 2008Alcuni giorni fa il New York times rivelava che all’inizio di giugno Israele aveva condotto un’imponente esercitazione militare nel Mediterraneo. Questo aveva indotto alcuni analisti a pensare che si trattasse di una prova generale di un futuro attacco volto a distruggere le installazioni nucleari in Iran.
Ma secondo il giornalista esperto di intelligence israeliana, Yossi Melman, l’attacco Isrealiano all’Iran rimane l’ultima delle opzioni prese in esame da Tel Aviv. Certamente ilMossad, l’intelligence militare, la direzione operativa delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), l’aviazione militare israeliana e la Commissione Israeliana per l’Energia Atomica, si preparano comunque allo scenario peggiore che dovrebbe però verificarsi solo se si verificassero contemporaneamente una serie di situazioni.
Anzitutto ci dovrebbe essere pieno coordinamento con gli Statoi Uniti: tutte le eventuali azioni militari israeliane verso Teheran saranno prima concordate con Washington.
la seconda variabile sono le sanzioni contro l’Iran finora applicate svogliatamente soprattutto per l’opposizione di Mosca e Pechino. Israele confida in un atteggiamento meno accondiscendente della comunità internazionale continuerà nei confronti del proseguimento del programma nucleare iraniano.
terzo elemento riguarda le prossime elezioni presidenziali iraniane: le promesse di rilancio economico del paese di ahmadinejad non sono state realizzate. Israele spera che anche gli ayatollah lo scarichino in favore di un elemento più moderato che accetti di ridiscutere la questione nucleare con l’Occidente. Tuttavia un ostacolo a questo ragionamento risiede nel fatto che l’opzione nucleare è sempre più sposata anche dai c.d riformisti.
Ultima variabile , non certo in ordine di importanza, è la capacità dell’aviazione israeliana di sostenere un attacco e le eventuali conseguenze da pagare in termini di risposta iraniana e di reazione della comunità internazionale.
Ma qualora l’Iran non dovesse modificare la propria politica e le sanzioni rimanessero inefficaci, Israele prenderebbe seriamente in considerazione l’opzione militare.
NUcleare: Iran fà progressi in collaborazione con AIEA
novembre 16, 2007L’Iran ha compiuto dei progressi sostanziali nella
collaborazione con la comunità internazionale sul suo
programma nucleare. Lo rivela l’ultimo rapporto
dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea),
secondo il quale l’Iran ha però superato la soglia delle
tremila centrifughe per la produzione dell’uranio, che
permette di produrre armi nucleari entro un anno. Il
governo statunitense ha chiesto l’adozione di nuove
sanzioni internazionali.
Per me si tratta solo di fumo negli occhi.Se l’Iran volesse veramente colaborare non incrementerebbe il numero di centrifughe nucleari.
Pegah: lesbica e dunque criminale ( per l’Iran)
agosto 26, 2007
Pegah Emambakhsh è una donna iraniana di quaranta anni che ha commesso un crimine che nel suo paese è punito con la lapidazione: quello di essere lesbica. Pegah Emambakhsh ha cercato rifugio nel Regno Unito nel 2005, dopo che la sau parttner è stata condannata in patria alla lipidazione (non è chiaro, ad ogni buon conto, se la sentenza è stata eseguita o lo sarà in futuro) e dopo che lei a sua volta è stata sottoposta all’arresto, alla tortura e alla condanna a morte per lapidazione della sua partner sessuale . Ma uno dei paesi che si vanta di essere culla del diritto e della civiltà incredibilmenter ha respinto la sua domanda di asilo : secondo i genialoidi inglesi doveva fornire le prove della sua omosessualità. che faceva accludeva alla domanda un filmino porno sulle sue prestazioni nell’intimità ? Magari così i solerti controllori si eccitavano pure….. Stà di fatto che se Pegah torna in Iran sarà sicuramente incarcerata e forse rischierà la lapidazione. Bisogna salvarla e non accettare che l’inclinazione sessuale indivudale posa ancora oggi essere oggetto non solo di discriminazione ma ddirittura considerato iun crimene. Sono dunque d’accordo con chi propone di accogliere Pegah in Italia. Salvare Pegah è un’imperativo morale.
Pubblicato da umanesimo 


