L’ultimo spettacolo di Gianfranco Funari

Luglio 13, 2008

L’estate è un periodo difficile per giornali e tv: la penuria di notizie costringe a pompare degli avvenimenti che in altri periodi avrebbero un attenzione ben più limitata. Fu così l’anno scorso per il delitto di Garlasco, lo è stato recentemente quello di Federica Squarise. Ma già l’attenzione del pubblico stava scemando e i giornalisti si scervellavano inutilmente per trovare qualche nuova notizia bomba quando provvidenzialmente è giunta la morte di Gianfranco Funari. Funari non era nulla più che un bravo presentatore, capace sopratutto di coinvolgere il pubblico con la sua aria piaciona e di rendere appetibili argomenti in sé abbastanza banali. Ma non era in grado di andare al di là del suo ruolo di mesteriante del tubo catodico non possendendo le doti artistiche e l’ironia di un Corrado o la capacità di approfondimento giornalistico di un Enzo Biagi. Tuttavia poiché le esigenze del palinsesto e delle rotative lo richiedevano è stato trasformato per un giorno in un genio della televisione cui dedicare speciali di approfondimenti e titoloni in prima pagina, tacendo sul fatto che da anni non combinava nulla di decente e che il suo ultimo programma Apocalypse Show era stato un vero fiasco. In ogni caso Gianfranco riusciva sempre a rimanere sulla cresta dell’onda con ospitate in cui recitava la parte del vecchio saggio un po’ altero che si metteva a dare consigli non essendo più in grado di dare il cattivo esempio. Ma per spiegare l’attenzione spropositata data dai media alla morte di Funari non è sufficiente ricorrere alle esigenze opportunistiche di riempire in qualche modo gli spazi vuoti. In realtà molti di coloro che fanno oggi comunicazione vedono in lui davvero un maestro che ha insegnato loro come piazzare alla meglio programmi mediocri con lo scopo di accontentare principalmente lo sponsor di turno ( ricordate la meravigliosa parodia- verità di Corrado Guzzanti sulla mortadella?). Anche nel momento dell’addio Funari è stato fedele a se stesso: ha trovato i tempi giusti per il suo ultimo show e ha dato ai suoi colleghi ampio materiale per sfangare ancora una volta la giornata.

Requiescat….


Epitaffio di Marco Travaglio

Giugno 5, 2008

Dedicato a chi pensa che senza di lui l’informazione non esista

Travaglio giornalista capace ma con una tendenza a identificare la piazza come il luogo deputato a fare i processi. E lui recita la parte del giudice che sputa sentenze. Divide i magistrati in due categorie: gli eroi che poi non sarebbero altro che quelli che la pensano come lui ( vedi Forleo) o al contrario gli incapaci o i venduti (vedi giudici che hanno assolto Mastella). I politici invece sono tutti della stessa pasta: salvo quelli che come Di Pietro lo assecondino nelle sue tendenze giacobine.

Requiescat


Beppe Grillo: il V2-Day meglio del V Day ( ma con rischio boiata finale)

Aprile 23, 2008

Non sono un grande estimatore di Grillo né mi convince particolarmente il fenomeno del grillismo e penso che il primo V-Day organizzato per mandare a quel paese la casta politica avesse un retrogusto demagogico. In un paese democratico ( e l’Italia al di là di tanti vittimismi lo è) i cittadini hanno la classe politica che si meritano perché ad essi spetta la decisione di selezionare la rappresentanza che dunque assume i connotati positivi e negativi di chi li elegge. Devo dire invece che i principi che animano questo secondo V-Day sono sacrosanti: protestare contro l’ingessatura della comunicazione in Italia ha un senso tanto più se a lanciarla è chi con il suo blog ( se ne condividano o meno i contenuti) ha dato un segnale di innovazione e di possibilità di lanciare un’informazione più dal basso e a contatto con le persone. Inoltre questo V2-Day non si limita a contestare ma propone tre referendum per abrogare i sussidi pubblici all’editoria, per cancellare l’ordine dei giornalisti e la legge Gasparri che ha sancito la legalizzazione dell’oligopolio televisivo. Sono tre iniziative a mio parere che vanno incoraggiate perché vanno tutte nella direzione di una informazione meno paludata e al servizio dei palazzi del potere.

P.S: le firme raccolte per i referendum durante il V2- Day del 25 aprile  FORSE non serviranno a niente:
lo fà notare blogosfere
che a sua volta riprende Vanity Fair.
le cose stanno così: la legge Legge 25 maggio 1970, n. 352 che disciplina l’istituto del referendum all’art 31 recita testualmente: “Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime.“. Dunque tale richiesta potrà essere presentata solo a partire dal 9 agosto. Ma l’articolo 28 della stessa legge precisa che: “Salvo il disposto dell’articolo 31, il deposito presso la cancelleria della Corte di cassazione di tutti i fogli contenenti le firme e dei certificati elettorali dei sottoscrittori deve essere effettuato entro tre mesi dalla data del timbro apposto sui fogli medesimi ” Quindi le firme raccolte prima del 7 maggio non servono a niente.

A soccorrere Beppe Grillo ci sarebbe questa interpretazione del Prof. Sandro Staiano, Direttore Dipartimento Diritto Costituzionale Federico II che si avvale delle c. d: buone regole interpretative:

Le disposizioni della legge 352 del 1970 confermano quanto il nostro legislatore sia avaro di sé: ellissi e oscurità di scrittura sono il tratto più ricorrente dei testi che ci affaticano.

Comunque, stando alle buone regole interpretative, occorre considerare che:

1) sia l’art. 28 sia l’art. 31 si riferiscono al deposito dei fogli contenenti le firme (oltre che dei certificati elettorali);

2) l’art. 31 configura una deroga ai termini di cui all’art. 28. Ciò stante, quando ricorrano i casi di cui all’art. 31 (cioè corra l’anno anteriore alla scadenza di una delle Camere o corrano i sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere), casi nei quali il deposito delle firme è precluso sospensivamente, deve ritenersi che detto deposito possa intervenire solo decorsi i sei mesi successivi alla scadenza elettorale e che, nel corso di tale periodo e fino al deposito, sia possibile continuare la raccolta delle firme.

Stando al testo, invero, la richiamata preclusione si riferisce al deposito non alla raccolta delle firme e, nel silenzio della legge, non è consentito all’interprete di estendere la fattispecie ostativa.


Il tiro al Mastella

Ottobre 8, 2007

 

in questi giorni si assiste a un vero e proprio linciaggio mediatico nei confronti di Mastellla reo di essere il vero emblema della casta politica. Si è cominciato dal V-Day di Grillo , per proseguire su vari blog che descrivono le malefatte dell’uomo politico di Ceppalloni fino ad arrivare a Ballarò ad Anno Zero in cui la trasmissione si è tramutata in processo di piazza catodica ai danni di Mastella. Il quale non fa molto per evitare tutto ciò: l’uomo è sicuramente tendente al maneggio e rappresenta un esempio di politico arcaico che usa il suo potere per aggiustare le faccende a suo favore e non di rado per acquisire privilegi per se e per chi gli è vicino. L’aereo presidenziale usato per andare a vedere il gran premio di Formula 1, gli appartamenti acquisiti a prezzo di favore, l’aver piazzato la moglie nella carica di presidente del Consiglio Regionale campano che và a fare la gita per il Columbus Day a New York con centinaia di cortigiani al seguito e annessa spesa di 700000 euro a carico dei contribuenti, per arrivare al trasferimento del magistrato De Magistris da Catanzaro nonostante l’apprezzamento della popolazione per le inchieste giudiziarie sulla gestione dei finanziamenti comunitari e degli appalti in Calabria: tutto ciò non aiuta a renderlo simpatico. Leggi il seguito di questo post »


Alberto Stasi, il “mostro” é libero. Le colpe dei colpevolisti

Settembre 28, 2007

Alberto Stasi, il mostro di Garlasco è stato scarcerato su decisione del gip. Esito ampiamente prevedibile perchè gli indizi a suo carico erano molto flebili: delle macchie di sangue di Chiara riscontrate nei pedali della bici di Alberto. Come si possa logicamente passare da questo fino ad affermare con assoluta certezza la colpevolezza del ragazzo è un mistero. Ma ciò è avvenuto nei media quasi all’unanimità: nella blogosfera dove evidentemente la capacità di giudicare serenamente e con cognizione di causa non può essere presente in tutti coloro che scrivono dei post sul web, i colpevolisti fioccavano. Ma quel che preoccupa è il comportamento dei media tradizionali: tranne il crimiologo Francesco Bruno non ho osservato in giornali, TG e taltk TV alcuna voce che esprimesse dubbi sull’operato dei giudici inquirenti. Indipendentemente dall’innocenza o meno di Stasi non posso che constatare con inquietudine la tendenza a sbattere il mostro in prima pagina. E se un giorno fosse qualcuno di noi ad essere offerto quale vittima sacrificale alla vorace fame di sensazionalismo mediatico?


Omicio Poggi: le gemelle K aspiranti veline? e chi se ne frega….

Agosto 28, 2007

ancora una volta voglio concentrarmi sul modo con cui i mass media stanno affrontando l’omicidio della povera Chiara Poggi.  leggo che le gemelle Cappa ( quelle del fotomontaggio),gergalmente ribatezzate gemelle K,  ( come la K di Kossiga degli anni 70? o la K delle Okkupazioni a scuola?) volevano diventare veline. E chi se ne frega…. . E allora  dico io qual’è la notizia? é forse questo un indizio di colpevolezza?  tutte le ragazze che vogliono  diventare veline, nella speranza di sfondare nel mondo dello spettacolo ( chiamale sceme!!!!)  devono essere considerate potenziali assassine? Non se le gemelle siano veramente le colpevoli ma quale  connesione  questo dettaglio della loro vita abbia con la morte di Chiara mi sfugge…. Eppure anche sui blog ci si sbizzarrisce nelle più svariate interpretazioni di cosa questo significasse dal punto di vista della ricostruzione della personalità delle Cappa , (pardon K). Mah..  siamo nellera del velinume, sommersi di letterine, schedine, meteorine, pupettine, gnoccoline fidanzate ad attori, calciatori , presentatori( ma mai a pastori della Barbagia, o a pescatori di Mazara???) e ci soprendiamo che due ragazzine mediamente bellocce cerchino di diventare veline?


Chiara Poggi: la tragedia tramutatasi in show

Agosto 27, 2007

Noi italiani dagli americani sappiamo prendere solo il peggio:a questa regola non poteva sfuggire anche il fare informazione. Ed ecco che negli ultimi anni la corsa alla spettacolarizzazione nel fornire le notizie ha subito una progressiva escalation con punte imbarazzanti raggiunte nella cronaca nera: Mentana e Vespa fanno a gara a propinarci in tutte le salse i vari Cogne, Rignano Flaminio, Erba con gli ultimi colpi di scena, le interviste eclusive alla Franzoni, ad Azouz o i confronti (all’americana o all’amatriciana? ) tra i genitori dei bambini presunti oggetto di abusi e i parenti delle maestre oggetto di indagine. Ultimo atto di questa tragicomedia dell’informazione nostrana è il modo con cui giornali e TV stanno prssntando l’omocidio della studentessa di Garlasco: ecco dunque i reporter d’assalto avventarsi sul fidanzato della vittima nonchè unico indagato facendogli la solita domanda banalotta sul come si sentisse o cosa provasse; oppure , novelli Sherlock, congetturare sul significato da dare al fotomontaggio fatto dalle cugine , possibile indizio secondo questi Maigret de noantri, di colpevolezza delle stesse. ma poichè al peggio non c’è mai fine per mettere un pò di pepe al racconto si deve assistere alle più disparate illazioni sulla povera Chiara : avrà avuto qualche ombra? ci sarà stato qualche amante segreto? In mezzo a questa confusione una parola di ragionevolezza è giunto proprio dal padre di Chiara Poggi: “I giornalisti hanno dimenticato la differenza tra la tragedia e il gossip”. Purtroppo io credo che questa la differenza i giornalisti ce l’abbiano bene in mente. Semplicemente però non intendono prenderla in considerazione. Ed ecco che con la spettacolarizzazione della tragedia, con il morboso tentativo di vivisezionarla in ogni minimo aspetto che posa essere presentato come notizia paradosaalmente sono proprio gli utenti finali a perdere il senso del tragico, dell’incommensurabilità del dolore che non può avere consolazione. Mi unisco al suo lutto sig. Poggi ma putroppo temo che nella loro passività, molti lettori e i telespettatori vedano nel racconto della vicenda inerente alla scomparsa della sua figliola solo l’nnesimo show da seguire sorseggiando una bibita o gustando un gelato.