Secondo lo SVimez, l’ente per lo sviluppo economico del mezzogiorno il Sud d’Italia è la “periferia D’Europa ” e il suo ritardo di sviluppo con il resto del paese è ormai divenuto cronico.
Così viene illustrata la situazione nel 2008 : “Nel 2007 l’economia italiana ha registrato un rallentamento della fase espansiva mostrata nell’anno precedente. Il PIL è aumentato dell’1,5% (1,8% nel 2006), quasi
mezzo punto in più rispetto alla media del periodo 2001-2007 (1,1%). Il prodotto interno lordo del Mezzogiorno è aumentato dello 0,7% in media all’anno, un punto in meno che nel Centro-Nord (1,7%), con un calo rispetto all’aumento del 2006 (1,1%, il più elevato registrato dal 2001). Sono sei anni consecutivi che il Mezzogiorno cresce meno del resto del Paese. Dal 2002 al 2007, il PIL è aumentato nel Centro-Nord del 6,4% cumulativamente, mentre al Sud la crescita è stata poco meno di un terzo (2,4%).
Nel 2007 il prodotto per abitante nel Mezzogiorno è risultato pari a 17.483 euro
In termini relativi, tale valore equivale al 57,5% del prodotto pro capite del
Centro-Nord, pari a 30.381 euro. Il divario si è di nuovo lievemente allargato nel 2007
rispetto al 2006 (di 0,2 punti percentuali), risentendo del rallentamento della crescita più
forte nel Mezzogiorno. In termini monetari la differenza tra i livelli di reddito medio pro
capite tra le due aree rimane ancora elevata (quasi 13.000 euro), indicando l’esistenza di
differenze profonde nella produttività dei fattori nelle due ripartizioni.
Ovviamente questo incide sulla dnamica sia dei consumi che degli investimenti. Nel 2007 la crescita dei consumi finali interni è risultata nel Centro-Nord pari all’1,6% con un incremento più che doppio rispetto a quello del Mezzogiorno (0,7%)Il rallentamento che ha caratterizzato la dinamica degli investimenti nel 2007 è stato maggiore nel Mezzogiorno (0,5%, a fronte del 2,4% del 2006) che nel Centro- Nord (1,5%, rispetto al 2,5% del 2006)
Nel 2007 il Mezzogiorno ha registrato un’occupazione a crescita zero, a fronte di un aumento dell’1,4 per cento al centro nord (+234 mila in valori assoluti). Allo stesso tempo il tasso di disoccupazione reale al sud va oltre il 28 per cento. Diminuiscono i disoccupati, ma secondo lo Svimez è “perchè in molti rinunciano a cercare lavoro o sono occupati nel sommerso”. Quasi un lavoratore su 5, secondo il rapporto, è irregolare.
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