Economia: segnale di ripresa in Francia e Germania

Agosto 15, 2009

Il Pil francese è salito dello 0,3% nel 2° trimestre dell’anno, secondo la stima preliminare comunicata oggi dall’Istituto Statistico Nazionale Francese (INSEE). Il dato del trimestre rpecedente è stato rivisto al ribasso dello 0,1%. La variazione cumulata del 2009 segna ora un -2,4%. A sostenere il trend dell’economia ha contribuito sia un recupero della domanda estera, che l’aumento della spesa dei consumatori.

BERLINO (Reuters) – L’economia tedesca è cresciuta dello 0,3% nel secondo trimestre su base destagionalizzata, sorprendendo positivamente le attese che indicavano un calo dello 0,3%.

Secondo le stime preliminari pubblicate dall’ufficio nazionale di statistica, la maggiore economia europea ha quindi messo fine a una delle peggiori recessioni mai affrontate dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Il rialzo è stato sostenuto dall’aumento dei consumi pubblici e privati, dalle costruzioni e dal commercio, nonostante la persistente debolezza di importazioni e esportazioni.

Su anno il Pil tedesco è sceso del 7,1%, dal calo del 6,4% del primo trimestre.


Cina:dipendenti azienda mineraria australiana arrestati per spionaggio

Agosto 12, 2009

Rio Tinto ha rubato segreti industriali alla Cina per 6 anni. E’ l’accusa mossa dalle autorita’ di Pechino contro il gruppo anglo-australiano. E’ quanto riferisce un sito governativo cinese, citato dall’agenzia Bloomberg. Secondo la Cina, con le informazioni ottenute Rio Tinto e’ riuscita a guadagnare illecitamente 700 miliardi di yuan (102 miliardi di dollari) in piu’ sulle tariffe dei minerali ferrosi venduti alla Cina per produrre acciaio.

PECHINO (Reuters) – L’Australia ha detto oggi che le accuse nei confronti di quattro dipendenti del colosso minerario anglo-australiano Rio Tinto sono state ridimensionate dopo che la procura di Shanghai ne ha convalidato l’arresto, depennando quella di violazione di segreti di stato.

L’arresto dell’australiano Stern Hu e dei suoi tre colleghi cinesi solo per la presunta violazione di segreti commerciali e corruzione potrebbe aprire la strada alla risoluzione delle tensioni con l’Australia, mentre continuano i negoziati sui prezzi dei minerali ferrosi tra Cina, Rio Tinto e le altre multinazionali del settore.

Le accuse di presunti crimini commerciali “indicano che il caso si sta allontanando dall’area ’segreti di stato’ “, ha detto oggi il ministro degli Esteri australiano Stephen Smith in una nota, aggiugendo che “le possibili pene per questi articoli [sui crimini commerciali] sono meno severe”.

Se giudicati colpevoli, gli accusati rischiano fino a tre anni di carcere, o sette se le circostanze sono “particolarmente gravi”.

Hu e gli altri tre dipendenti di Rio Tinto – Liu Caikui, Ge Minqiang e Wang Yong – sono in carcere dal 5 luglio.

Per la legge cinese, l’arresto non equivale al rinvio a giudizio. Le autorità – spiega Mo Shaoping, noto avvocato penalista di Pechino – possono continuare a indagare, e la decisione sul rinvio a giudizio sarà presa successivamente.


Il Water forum scopre l’acqua calda

Marzo 23, 2009

(ANSA-AFP) – ISTANBUL, 22 MAR – Migliorare l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. Con questa dichiarazione si e’ chiuso oggi il V Forum mondiale sull’acqua che ha riunito piu’ di 25.000 persone nel corso di una settimana a Istanbul. La nozione di diritto dell’accesso all’acqua, reclamata con forza da numerose Ong e parecchi Paesi, non figura tuttavia in questo testo, la cui firma coincide con la giornata mondiale. Il documento afferma che l’accesso all’acqua e’ un bisogno fondamentale umano e non un diritto. Il testo del documento enumera un certo numero di impegni per meglio gestire la richiesta di acqua e per favorire l’accesso ai servizi igienico-sanitari di cui 2,5 miliardi di persone sono ancora del tutto prive, o ancora lottare contro l’inquinamento dei corsi d’acqua, come delle falde del sottosuolo. ”E’ un documento importante – conclude il ministro turco dell’Ambiente Veysel Eroglu – che servira’ da riferimento a livello governativo”. (ANSA).

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la montagna partorisce il topolino. per paura di inimicarsi le multinazionali che sull’oro blu sperano di fare lauti profitti, il Forum sull’acqua non ha avuto neanche il coraggio di dire che l’acqua è un diritto inalienabile per tutti gli esseri umani. E si è limitato a dire ciò che è evidente: che l’uomo per vivere ha bisogno dell’acqua.


Non convincono le misure anti crisi di Berlusconi

Dicembre 10, 2008

Social card, bonus natalizio , e pinzillacchere varie: il governo affronta la crisi economica che ci ha portato in recessione con provvedimenti che disperdono in mille rivoli le risorse di per se insufficienti. Il giudizio non può che essere negativo. Anche perchè stando alle indagini svolte da lavoce.info il saldo netto della manovra anti-crisi presentata alla Camera è addirittura positivo. Le promesse di massicci interventi non è stata dunque mantenuta. E in quel poco che si è deciso di fare manca la decisione di indirizzare le risorse verso strade produttive. Sarebbe stato necessario concentrare le risorse verso sgravi fiscali per le famiglie in modo da dare un incentivo a riprendere i consumi.
Inoltre le progettate grandi opere non servono come misure anti crisi: per portarle a termini richiedono anni ed è probabile che al loro complimento il ciclo economico abbia ripreso autonomamente una fase di crescita. Il rischio fondato è che servano ad arricchire i soliti noti.
Infine non si sente più parlare di emergenza evasione fiscale da cui l’esecutivo avrebbe dovuto recuperare fondi da redistribuire a chi già oggi paga più tasse di quanto dovrebbe: sembra che abbia cessato di essere una priorità di questo governo.


Istat: l’Italia in recessione tecnica

Novembre 17, 2008

Anche l’Italia dopo la Germania entra in recessione tecnica. Secondo le stime dell’Istat c’è stata una contrazione del Pil per il secondo trimestre consecutivo: -0,5% nel terzo trimestre dopo il -0,3% del trimestre precedente. Tutti si aspettano che la recessione non sia di breve durata a causa della stretta creditizia seguita alla crisi dei mutui. Una crisi che si tema possa estendersi al settore dell’hedge funds ( i fondi speculativi) e quello delle carte di credito.
E nel frattempo il governo si caratterizza per l’immobilismo: non si capisce quale misure voglia adottare per limitare gli effetti della recessione. Tremonti aveva previsto la crisi, ma da un ministro dell’Economia è doveroso attendersi anche delle misure idonee ad affrontarla.


Il baratro liberatorio ( per il contribuente) del fallimento Alitalia

Settembre 19, 2008

Con la decisione di CAI di ritirare l’offerta di acquisto, per Alitalia si prospetta sempre più prossima la prospettiva del fallimento. il denominatore comune in questa vicenda è l’irresponsabilità; del governo e in primis del presidente del Consiglio Berlusconi, reo di essersi fatto la campagna elettorale sulla vicenda, boicottando la proposta Air France e sventolando la possibilità di riunire una fantomatica ( allora) cordata italiana che nei fatti si è rivelata proporre condizioni assai peggiori di quelle dei francesi. Air France proponeva la completa ricapitalizzazione della compagnia di bandiera ( al contrario di Cai che si dichiarava disponibile solo a prendere gli asset migliori lasciando i debiti allo stato), garantiva meno esuberi ( 2100 contro i 5100 della CAI), e proponeva all’incirca la stessa quantità di investimenti di CAI ( un miliardo di euro) ma con un piano industriale decisamente più appetibile perchè dava molto più importanza ai voli di lungo raggio, quelli più redditizi per una compagnia ( puoi organizzare più business class) e meno sottoposti alla concorrenza (sul medio-corto raggio bisogna sopportare la competizione delle compagnie law-cost). Ma non è stata la spregiudicatezza di Berlusconi a far andare via i francesi. Occorre ricordare ai deboli di memoria che le parti sociali giocando al rialzo proposero ai vertici di Air France condizioni inaccettabili ( anzitutto la sopravvivenza di Alitalia cargo vera palla al piede dell’azienda) associate a una logica statalista ( la richiesta del Tesoro di entrare ne capitale sociale come soci di minoranza) che indusse Spinetta e soci a cambiare aria. Leggi il seguito di questo post »


Previsto deficit record per le casse federali USA.

Luglio 29, 2008

Secondo indiscrezioni provenienti da funzionario della Casa Bianca, il prossimo presidente degli Stati Uniti si troverà ad affrontare un deficit di 490 miliardi di dollari nel budget federale. Queste le proiezioni del bilancio federale per il 2009, mentre il 2008 dovrebbe invece chiudersi con un deficit inferiore alle attese e pari a 400 miliardi di dollari. Se le previsioni verranno confermate si tratterebbe del nuovo record, venendo superato il deficit di 413 miliardi registrato nel 2004.


Il liberalismo in camicia verde

Luglio 26, 2008

In Italia succede che un azienda come Alitalia venga mantenuta in piedi da anni grazie agli aiuti di Stato. E che un partito come la Lega Nord che ha puntato tutte le sue fortune politiche sulla lotta agli sprechi di Roma ladrona faccia le barricate per la difesa di Alitalia anche con gli aiuti di Stato e in nome degli interessi localistici di Milano. Infatti salvando Alitalia la Lega sperà così di dirottarne il traffico internazionale verso Malpensa in modo da farne l’ hub dell’azienda nonostante ci siano parecchie ragioni che inducano a preferire Roma come avevano fatto rilevare Tito Boeri e Andrea Boitani su La.voce.info . Di fronte a questa situazione di evidente influenza della politica sul libero mercato un’azienda sana come Ryanair che da anni offre i suoi servizi di trasporto aereo a prezzi più che competitivi rende comprensibilmente pubblico il suo malcontento per questa situazione di distorsione della concorrenza a favore della compagnia di bandiera pubblicando nel suo sito un banner in cui viene mostrato il leader leghista Bossi con il dito medio alzato e in cui viene scritta una grande verità di cui tutti sono a conoscenza:  che i soldi delle tasse degli italiani non  servono a  fornire servizi ai cittadini ma a garantire la sopravvivenza di Alitalia e che la Lega in questa operazione assistenzialista ha avuto un ruolo decisivo. Ed ecco che per tutta risposta il liberale ex ministro leghista Castelli minaccia di fare verifiche presso Ryanair e di toglierle la licenza di operatore. Ecco come vien concepito il liberalismo dagli onorevoli padani: ricattare e minacciare di ritorsioni le aziende che non zerbinano a sufficenza il governo. Il fatto che il servizio di Ryaniar possa essere o meno gradito ai consumatori è evidentemente del tutto secondario rispetto alle esigenze politiche del Carroccio.


Svimez: il sud “periferia d’Europa”

Luglio 19, 2008

Secondo lo SVimez, l’ente per lo sviluppo economico del mezzogiorno il Sud d’Italia è la “periferia D’Europa ” e il suo ritardo di sviluppo con il resto del paese è ormai divenuto cronico.

Così viene illustrata la situazione nel 2008 : “Nel 2007 l’economia italiana ha registrato un rallentamento della fase espansiva mostrata nell’anno precedente. Il PIL è aumentato dell’1,5% (1,8% nel 2006), quasi
mezzo punto in più rispetto alla media del periodo 2001-2007 (1,1%). Il prodotto interno lordo del Mezzogiorno è aumentato dello 0,7% in media all’anno, un punto in meno che nel Centro-Nord (1,7%), con un calo rispetto all’aumento del 2006 (1,1%, il più elevato registrato dal 2001). Sono sei anni consecutivi che il Mezzogiorno cresce meno del resto del Paese. Dal 2002 al 2007, il PIL è aumentato nel Centro-Nord del 6,4% cumulativamente, mentre al Sud la crescita è stata poco meno di un terzo (2,4%).

Nel 2007 il prodotto per abitante nel Mezzogiorno è risultato pari a 17.483 euro
In termini relativi, tale valore equivale al 57,5% del prodotto pro capite del
Centro-Nord, pari a 30.381 euro. Il divario si è di nuovo lievemente allargato nel 2007
rispetto al 2006 (di 0,2 punti percentuali), risentendo del rallentamento della crescita più
forte nel Mezzogiorno. In termini monetari la differenza tra i livelli di reddito medio pro
capite tra le due aree rimane ancora elevata (quasi 13.000 euro), indicando l’esistenza di
differenze profonde nella produttività dei fattori nelle due ripartizioni.

Ovviamente questo incide sulla dnamica sia dei consumi che degli investimenti. Nel 2007 la crescita dei consumi finali interni è risultata nel Centro-Nord pari all’1,6% con un incremento più che doppio rispetto a quello del Mezzogiorno (0,7%)Il rallentamento che ha caratterizzato la dinamica degli investimenti nel 2007 è stato maggiore nel Mezzogiorno (0,5%, a fronte del 2,4% del 2006) che nel Centro- Nord (1,5%, rispetto al 2,5% del 2006)

Nel 2007 il Mezzogiorno ha registrato un’occupazione a crescita zero, a fronte di un aumento dell’1,4 per cento al centro nord (+234 mila in valori assoluti). Allo stesso tempo il tasso di disoccupazione reale al sud va oltre il 28 per cento. Diminuiscono i disoccupati, ma secondo lo Svimez è “perchè in molti rinunciano a cercare lavoro o sono occupati nel sommerso”. Quasi un lavoratore su 5, secondo il rapporto, è irregolare.

LEGGI LA SINTESI COMPLETA DEL RAPPORTO SVIMEZ


Energia, Euro e magri salari nell’Italia della crisi economica

Giugno 26, 2008

L’inflazione a maggio ha raggiunto il livello più alto dal 1996 (3,6%); la connessione dell’aumento dei prezzi con l’impennata del prezzo del petrolio è evidente e mente in risalto la nostra cronica fragilità sul tema del reperimento delle risorse energetiche che come già esposto più volte dovrebbe porsi come la priorità assoluta nell’agenda del policy maker . Vi invito inoltre a riflettere sull’importanza dell’euro come strumento ammortizzatore degli effetti negativi di una situazione in cui contemporaneamente si presentano svalutazione del dollaro, aumento della domanda globale di fonti energetiche e conseguente tendenza alla speculazione a lato delll’offerta. In che razza di situazione ci troveremo se dovessimo affrontare queste impennate dei prezzi delle fonti di energia ancora con una moneta debole come la lira?
Ugualmente non si può non ricordare a livello italiano come il rinnovo dei contratti sia sempre privo di ancoramento alla produttività e troppo centralistico: ciò produce dei ritardi che influiscono ovviamente anche sul potere d’acquisto dei salari. E inefficienze che non valorizzano adeguatamente il fattore lavoro anche dal punto di vista del trattamento economico.