Il testamento politico (fiscale) di Visco

Maggio 1, 2008

La decisione del viceministro Visco di pubblicare in rete le dichiarazioni dei redditi per il 2005 di tutti gli italiani è una sorta di testamento politico di questo governo. Di fronte all’alt del garante della privacy che sottolineava come il metodo di diffusione fosse in contrasto conil quadro normativo della materia il viceministro dell’economia si è giustificato dicendo di aver applicato la legge. Sono certo che Visco sia in perfetta buona fede ma è proprio questo il problema: è da questo tipo di approccio che si capisce perché il governo Prodi passerà alla storia come uno dei più impopolari della storia italiana. Negli altri paesi questo tipo di informazioni o non sono pubbliche come in Germania, o sono consultabili solo su liberatoria oppure sono resi noti solo i dati degli evasori: diffondere in maniera così capillare dati che dalla maggioranza delle persone vengono considerati delicati testimonia dell’incapacità di intuire che la questione ancor prima che sul piano legale va affrontata su quella del rapporto che lo Stato vuole creare con il cittadino . Ovverosia scegliere se mostrare la faccia inquisitoria e moralista del potere pubblico che vuole stanare il reietto evasore per metterlo alla pubblica gogna oppure sviluppare un clima di fiducia e collaborazione che parte dal presupposto sacrosanto che le tasse si devono pagare perchè con esse il cittadino gode dei necessari servizi di pubblica utilità . E a questo punto bisognerebbe domandarsi se il cittadino goda veramente di servizi in misura adeguata al carico fiscale sopportato. E ancora chiedersi perché il governo non abbia utilizzato le maggiori entrate derivanti dalla lotta all’evasione, per ridurre come promesso le tasse a chi già le pagava profumatamente invece di dilapidarne una parte nella redistribuzione di presunti tesoretti. E infine perché per rimettere in sesto i conti pubblici non abbia utilizzato a fianco della leva fiscale una politica di riduzione della spesa pubblica a partire dai mille sprechi e inefficienze che caratterizzano la pubblica amministrazione. Il dubbio legittimo è che non si volesse troppo scontentare quella parte di elettorato del pubblico impiego tradizionalmente legata al centrosinistra a danno invece del popolo delle partite IVA meno prossimale politicamente. Se Visco and company invece che crogiolarsi nelle loro certezze legalistiche si fossero posti per tempo questi e altri interrogativi forse qualche voto in più lo avrebbero preso….


Air France scappa: e adesso saranno le nostre tasse a mantenere Alitalia!

Aprile 3, 2008

La trattativa Alitalia si evolve nel modo peggiore: Air France ha abbandonato il tavolo esasperata dai continui giochi delle parti di politici e sindacati che opponevano netti rifiuti ma nessuna controproposta concreta che facesse da contraltare al piano proposto dai francesi: i sindacati si sono comportati come se Alitalia fosse una azienda in perfetta salute e non avesse invece un indebitamento al 31 ottobre è salito di 1,18 miliardi. E poi c’è la necessità di immediata liquidità ribadita pochi giorni fà dal dimissionato presidente Prato: occorre un aumento di capitale da 750 milioni da realizzarsi entro metà 2008. I soldi o li metteva Air France o li avrebbe messi il governo ( cioè noi cittadini); ma la prospettiva di un prestito ponte verebbe considerata dall’Europa aiuto di Stato senza un compratore credibile. E a proposito di credibilità veniamo alla sparata elettorale di Berlusconi che non più di dieci giorni fà dichiarava che a breve avrebbe messo su una cordata: peccato che le Banche si siano tirate indietro e anche dei magnifici figli del Cavaliere nessuna traccia. La realtà è che la proposta di Silvio segue ragioni esclusivamente politiche: prendere qualche consenso in più in campagna elettorale e tenere buono l’elettorato leghista che di Alitalia fà una questione centrale in funzione del futuro di Malpensa. Tuttavia ci sono le leggi per impedire a Berlusconi o a chi altri di fare questo tipo di speculazioni alle spalle di aziende quotate in Borsa. Osserva Federico Maria Mucciarelli che la direttiva Opa ha introdotto un articolo che così recita: “In presenza di indiscrezioni comunque diffuse tra il pubblico in merito a una possibile offerta pubblica di acquisto o scambio e di irregolarità nell’andamento del mercato dei titoli interessati, ai potenziali offerenti si applica l’articolo 114, commi 5 e 6 del Tuf ( testo unico finanza)”

L’articolo attribuisce alla Consob il potere (e il dovere) di far pubblicare “notizie e documenti necessari per l’informazione del pubblico”. (4) La Consob, quindi, ha ora il potere di chiedere a chiunque, in base a rumors diffusi sul mercato che hanno alterato i corsi azionari, di dichiarare se è vero che sta preparando una scalata e ogni violazione viene colpita da una sanzione amministrativa pecuniaria.

Sarebbe bastato che la Consob avesse adempiuto al suo compito istituzionale: vigiliare sulla trasparenza dei mercati.

é giusto infine ricordare che Alitalia ha succhiato negli ultimi anni ben 15 miliardi di euro alle tasche dei contribuenti. I cittadini italiani non pagano le tasse per avere servizi ma per pagare il debito pubblico accumulato da precedenti generazioni sprecone,, foraggiare il vasto esercito degli evasori e mantenere in vita carozzoni improduttivi come Alitalia!!!!


Alitalia: la soluzione creativa di Berlusconi

Marzo 21, 2008

Puntualmente evocata, in tempo pasquale ecco giungere la soluzione miracolo proposta da Berlusconi per salvare Alitalia : un prestito ponte del governo a favore di una cordata guidata da Airone con la compartecipazione delle banche.

Mi sembra la tipica trovata da campagna elettorale buona per ingraziarsi i favori della Lega preoccupata dalla vicenda Malpensa. Anzitutto il Cavaliere parla di prestito ponte del governo , ovverossia trattasi dell’ennesimo esborso di denaro pubblico a favore del carrozzone Alitalia. e già per questo la proposta di Silvio dovrebbe considerarsi irricevibile ( per usare un suo termine a lui familiare): se Gesù resuscitava Lazzaro, Silvio non aspira a tanto ma si limita a proporre una sorta di accanimento terapeutico per un azienda agonizzante , il tutto ovviamente a carico dei contribuenti; il fatto che lui non abbia alcuna esperienza di compagnie di trasporto aereo poco importa perchè l’Unto del Signore di voli pindarici ne capisce eccome. Poi c’è la cordata misteriosamente comparsa proprio in piena campagna elettorale e che presumibilemente si dileguerà con la stessa rapidità il 14 aprile ( Casini per me ha visto giusto!): d’altronde misteriosi sono anche gli attori che vi prenderanno parte ( Banca Intesa si è già tirata indietro) e di conseguenza nulla è dato sapere circa il piano industriale e la loro disponibilità finanziaria. Berlusconi dice che alla cordata parteciperanno i figli: ma quanto sono timidi i Berluschini che hanno bisogno che il padre parli per loro conto!!! Infine meraviglia delle meraviglie ( in confronto alla quale l’attesa resurrezione del Salvatore al terzo giorno è roba da dilettanti) la compartecipazione delle banche alla cordata: e l’effetto miracolositico degli istituiti bancari nella gestione delle imprese nostrane è testimoniato dalle vicende Telecom, Cirio, Parmalat , Autostrade e chi più ne ha più ne metta.
Gli italiani crederanno nell’ennesima operazione taumaturgica di Silvio? Accetteranno di pagare le tasse per continuare a mantenere il carrozzone Alitalia che negli ultimi anni si è giaà divorato oltre 15 miliardi di euro di soldi pubblici? In un paese normale la risposta sarebbe scontata, ma l’Italia è il paese dalle mille risorse. Tanto paga Pantalone…. ( cioè il cittadino)


La paura ( degli italiani) e la speranza (di Tremonti)

Marzo 18, 2008

Non ho ancora letto il libro di Tremonti “La paura e la speranza” ma devo dire che alcuni concetti da lui espressi nella puntata di otto e mezzo in cui era ospite hanno destato il mio interesse. Condivido alcune perplessità del’ex ministro dell’Economia sulla globalizzazione e sui suoi effetti: l’eccesso peso acquisito dalla finanza che ha creato una ricchezza solo virtuale e i cui effetti negativi ( a partire dalla crisi dei mutui americani) verano pagati dai soggetti più deboli, la concorrenza sleale cinese di fronte alla quale è richiesta una decisa presa di posizione politica poichè non sono sufficenti ad affrontarla i soli sistemi metodi economici, il rischio per l’Europa di divenire terreno di colonizzazione se non assumerà opportune contromisure; il fatto che tra le soluzioni Tremonti proponga la reintroduzione del protezionismo nei confronti di chi fà dumping sociale non mi trova contrario in assoluto e credo che sia sbagliato opporsi ad essa in base a un dogmatico liberismo sia sbagliato. Detto questo Tremonti dice di non aver scritto quel libro pensando all’Italia ma all’Europa. In realtà però sembra mettere le mani avanti quando sostiene che essendo la crisi globale, essa non può avere una soluzione locale. Una confessione di impotenza inquietante e tanto più grave per chi si candida ad avere responsabilità di governo.La domanda sorge spontanea: poichè ammette di non poter fare nulla a livello italiano per affrontare la crisi Tremonti cosa farà mai quando ritornerà a guidare il ministero dell’economia?


I CONTI PUBBLICI (2005-2007): CONFRONTO TRA I GOVERNI DI DESTRA E SINISTRA

Febbraio 23, 2008

debito pubblico/PIL 2007 104%: anno 2006 106,8% anno 2005 106,4%
avanzo primario/PIL 2007 3,1%; anno 2005 0,5%
deficit/PIL 2007 -1,0% anno 2005 -4,1%
entrate totali / PIL primi nove mesi del 2007 43,7% anno 2005 44,5 %

dati ISTAT/BANCAD’iTALIA
Note:

è stato scelto come dato di riferimento il 2005 in quanto essere l’ultimo anno interamente attribuibile al governo Berlusconi
il dato sulle uscite totali attualmente non è comparabile a causa di una non omogenea contabilizzazione.

OCCORRE TENERE CONTO CHE che il dato del debito pubblico del 2006 è INFULENZATO dagli effetti dei provvedimenti della finanziaria del 2005 mentre le stime del 2007 parlano di un inversione di tendenza.

clicca qui per il com8nicato ufficiale delle Banca d’Italia (in PDF)
clicca qui per l’ultimo documento ISTAT SUI CONTI ECONOMICI NAZIONALI ( AGGIORNATO 29 FEBBRAIO 2008


PER I CONSUMATORI LA SOLITA STANGATA AUTUNNALE

Ottobre 2, 2007

 Dalla spesa - pane e pasta in prima battuta - alle bollette elettriche e del gas, passando per i pieni di benzina, i libri e gli astucci scolastici, le tariffe dell’acqua e della nettezza urbana. Per le famiglie italiane l’autunno sarà all’insegna di una vera e propria stangata da 800 euro l’anno. Leggi il seguito di questo post »


AGENZIE DI RATING E MUTUI USA….. CHE CANTONATA!!!

Agosto 19, 2007

credo sia utile a proposito del fallimento delle agenzie di rating nella valutazione dei titoli collegati alla cartolarizzazione dei mutui Usa vedere cosa ne scrive Mario Seminerio su epistemes…..

http://epistemes.org/2007/08/17/good-morning-moodys/#more-371

Chris Mahoney, vicepresidente di Moody’s ha dichiarato, nel corso di una conferenza telefonica, di temere un default di fondi hedge di portata comparabile a quello che nel 1998 colpì Long Term Capital Management, “il fondo dei Nobel”, costringendo le banche centrali, sotto il coordinamento della Fed, ad intervenire con una serie di tagli ai tassi d’interesse. L’incapacità del mercato a prezzare gli asset rischiosi si tradurrebbe in una disordinata liquidazione delle posizioni, sotto la pressione delle richieste di rimborso da parte dei clienti, ed innescando l’evaporazione della liquidità di mercato, reso improvvisamente cieco nel quantificare la reale entità delle perdite subite dagli intermediari. Leggi il seguito di questo post »


mutui usa e crisi mondiale

Agosto 18, 2007

fonte

La migliore supposizione è che ci sia una perdita di 100 miliardi di $ di valore di per i mutui sbprime, da mutuatari poco degni di credito, principalmente negli Stati Uniti.

Quindi perché solo giovedì si sono persi gia oltre 300 miliardi di dollari nelle borse?

anzitutto ci sono le banche fra coloro che hanno perso per i mutui subprime (o ci sono persone a cui loro hanno fatto prestiti), e le banche sono collocate sulle borse. quindi effetto subprime si moltiplica alla caduta dei titoli delle banche coinvolte nei subprime
Quindi le banche possono valere meno di quanto noi pensavamo l’anno scorso.
a creare incertezza nei mercati si aggiunge al problema che noi non sappiamo quali banche hanno leperdite legate ai subprime e anche le banche stesse non possono essere sicure di quanto ammonti la loro perdita. Leggi il seguito di questo post »


la crisi dei mutui staunitensi

Agosto 18, 2007

UNA EFFICACE E CHIARA SPIEGAZIONE DELLA CRISI DEI MUTUI USAM TRATTA DA QUESTO BLOG CHE LINKO

i n questi giorni (ma sarebbe più giusto parlare di ultimi mesi), le borse di tutto il mondo stanno risentendo della crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti. Cosa sono? E perché hanno effetti mondiali?

I mutui subprime sono i mutui “non di prima scelta”, concessi a chi non ha garanzie solide circa la capacità di rimborso. Negli Stati Uniti, quello che è avvenuto è che molte volte nel calcolo del reddito ai fini della concessione del mutuo veniva incluso anche il reddito derivante dal previsto aumento di valore dell’immobile ipotecato: però chiaramente il trend di crescita del valore degli immobili non è continuato costante all’infinito: i prezzi troppo alti alla fine infatti hanno iniziato a scoraggiare la domanda. A questa “riduzione del reddito”, e delle garanzie, si è unito un aumento progressivo dei tassi di interesse messo in atto dalla Banca Centrale americana, per contenere le spinte inflazionistiche, che ha però anche di conseguenza portato un aumento degli interessi da pagare sui mutui a tasso variabile, e quindi delle rate: un problema per chi magari era già al limite come capacità di pagamento. Leggi il seguito di questo post »


TASSE: MILANO,IL COMUNE PIù ESOSO

Agosto 18, 2007

E’ Milano, tra tutti i Comuni capoluogo d’Italia, ad avere la pressione tributaria locale piu’ elevata: 2.082 euro l’anno per abitante. Secondo un’analisi della Cgia di Mestre, ogni milanese versa ai propri enti locali tasse, tributi e addizionali quasi un terzo in piu’ rispetto alla media nazionale (1.434 euro). Seguono Venezia (2.068), Aosta (1.967) e Bologna (1.933. In fondo alla classifica Enna (604) preceduta da Agrigento (649), Caltanissetta (656).

FONTE:ANSA