ono uno studente di un liceo classico e mi considero, nel mio piccolo, oltre che un agnostico, una mente libera. Per questo sono andato il 17 febbraio, nonostante la pioggia, il caos giubilare e la ressa delle metropolitane alla commemorazione, in Piazza Campo de’ Fiori a Roma, della morte del libero pensatore per eccellenza. Grande delusione: la manifestazione era in mano a gente che ha usato e strumentalizzato il filosofo nolano per farsi una spudorata propaganda politica. A lei risulta che Giordano Bruno fosse un “compagno”, un Cobas, un gay? E quando ho cercato, insieme ad un ragazzo calabrese che aveva fatto un viaggio ben piu’ lungo del mio, di far notare che lo sciopero dei professori non c’ entrava nulla con il rogo di un libero pensatore, mezza piazza inferocita mi ha tacciato di fascista! A lei e’ successo molto di peggio, certo… ma io ci sono rimasto molto male lo stesso. Mi vuole consolare con qualche riga delle sue?
Mauro Milone maurmaus hotmail.com
Per consolarti, caro Mauro, dovrei ricorrere a delle bugie che non sono il mio forte. Questo e’ il Paese in cui sei nato e in cui, se non cedi alla tentazione di fuggirne (cosa che non ti consiglio) sei destinato a vivere. Ti occorrera’ molto coraggio, fra cui quello della solitudine. Questo, ricordatelo, e’ un Paese di “branchi” e di “cori”. Se vuoi restarne di fuori, avrai una vita difficile. Molto difficile. Ma anche l’ unica che sia degna di essere vissuta.
da la Stanza di Montanelli, Corriere della Sera 27 febbraio 2000
Pubblicato da umanesimo 
Inizia male l’esperienza di Gianfranco Fini come presidente della Camera. Riguardo all’omicidio del giovane Nicola Tommasoli brutalmente pestato da cinque neonazisti di Verona Fini si è limitato a dichiarare che i fatti di Torino in cui è stata bruciata la bandiera di Israele “sono molto più gravi”. Mi domando ( e mi piacerebbe chiederlo anche Fini) come si possa fare una classifica di grvità di fronte a fatti di tale violenza barbara in cui ci scappa anche il morto. Credo che la terza carica dello stato avrebbe il dovere di spiegare che cosa volesse intendere con quella frase a mio parere infelice, anzitutto ai familiari del ragazzo ucciso. A mio parere sottovalutare questo tipo di episodi è un errore e il presidente della Camera invece di fare queste banali classificazione avrebbe il dovere di interrogarsi e interrogare sul perché la violenza tra i giovani ( di matrice politica o meno) sia in preoccupante aumento. Inoltre c’è un fatto politico che rende ulteriormente gravi queste dichiarazioni: ossia che qualcuno potrebbe strumentalizzarle inducendo a pensare che si sia trattato di un rigurgito di corporativismo nero da parte di Fini e che questa omissione abbia il secondo fine molto più grave di minimizzare volutamente gli atti criminali di persone legate all’estrema destra.
Non conoscevo Pippa e non mi permetto di giudicare la scelta di fare un viaggio verso Gerusalemme in autostop. Ma a chi la critica domando: che senso ha fare il processo alla sua decisione partendo dal presupposto molto discutibile che vi sia una relazione diretta con la sua morte? Gli stupri e gli omicidi ai danni di donne non avvengono forse in gran numero anche in Italia? Il messaggio che si vuole lanciare è forse che l’unico modo per essere sicuri è restarsene chiusi nelle proprie anguste quattro mura? Ma chi lo dice che si è così sicuri nel nostro piccolo mondo quando le statistiche ci mostrano che le violenze sulle donne avvengono per lo più all’interno di quelle sicure mura di casa?
Scatena polemiche ma sopratutto l’indignazione dei genitori di Meredith l’iniziativa dell’emittente Telenorba 7 di diffondere le immagini del cadavere della studentessa inglese uccisa a perugia. Il filmato realizzato dalla polizia scientifica mostra il corpo della giovane indugiando sul profondo taglio alla gola che ne ha causato la morte. Una spettacolarizzazione inutile e irrispettosa nei confronti della memoria di quella povera ragazza e del dolore dei suoi genitori.
Alberto Stasi, il mostro di Garlasco è stato scarcerato su decisione del gip. Esito ampiamente prevedibile perchè gli indizi a suo carico erano molto flebili: delle macchie di sangue di Chiara riscontrate nei pedali della bici di Alberto. Come si possa logicamente passare da questo fino ad affermare con assoluta certezza la colpevolezza del ragazzo è un mistero. Ma ciò è avvenuto nei media quasi all’unanimità: nella blogosfera dove evidentemente la capacità di giudicare serenamente e con cognizione di causa non può essere presente in tutti coloro che scrivono dei post sul web, i colpevolisti fioccavano. Ma quel che preoccupa è il comportamento dei media tradizionali: tranne il crimiologo Francesco Bruno non ho osservato in giornali, TG e taltk TV alcuna voce che esprimesse dubbi sull’operato dei giudici inquirenti. Indipendentemente dall’innocenza o meno di Stasi non posso che constatare con inquietudine la tendenza a sbattere il mostro in prima pagina. E se un giorno fosse qualcuno di noi ad essere offerto quale vittima sacrificale alla vorace fame di sensazionalismo mediatico?


