G8 di Genova: ci fu violenza di Stato

Luglio 15, 2008

Dunque nella caserma di Bolzaneto durante il g8 del 2001 esponenti delle forze dell’ordine praticarono delle violenze fisiche e morali nei confronti di persone poste in stato di fermo e inermi. Un importante verità giudiziaria riconosciuta dal tribunale di Genova il cui peso vien affievolito tuttavia dalle pene lievi ( poichè in Italia non esiste il reato di tortura la massima condanna è stata di 5 anni) e dal fatto che nel 2008 i reati cadranno in prescrizione. Ma le eventuali condanne consentiranno alle parti civili di chiedere un risarcimento o ottenere gia’ oggi una provvisionale, chiesta da tutti i loro legali.
si è riconosciuta dl’esistenza di una violenza di Stato. Ora non si dimentichi però per ragioni idelogiche l’altra faccia della verità: quella di una città devastata per giorni dalle violenze di chi si spacciava per manifestante e ha dato origine a una guerriglia urbana.


Emergenza ROM e l’intreccio tra sicurezza, legalità e xenofobia

Giugno 6, 2008

Sono note a tutti le proteste avvenuti e in questi giorni contro i Rom che si sono risolte anche nello sgombero dei campi nomadi e in qualche caso nella loro cacciata da parte dei cittadini esasperati da furti e altri episodi di delinquenza

In Italia viviamo un’emergenza legalità: occorrono tempi biblici per avere giustizia e quando la cittadinanza avverte questa carenza anche in termini di sicurezza c’è il fondato rischio che emergano dei fenomeni anche di xenofobia del tutto ingiustificabili ovviamente. In poche parole si tende sbrigativamente a imputare al diverso i problemi complessivi che vive una società.

Ciò premesso per me per trovare una soluzione bisogna rompere questo intreccio tra insicurezza che causa il rischio xenofobia e distinguere in maniera chiara tra la leggitima aspirazione alla legalità e necessità di circoscrivere la tendenza a tramutare l’extracomunitario in capro espiatorio.

Occorre dunque esigere che i nostri politici affrontino il problema sicurezza in maniera decisa partendo ad esempio dall’indecorosa situazione dei bambini costretti a mendicare o a fare piccoli furtarelli e indignarci quando demagogicamente questi stessi politici per coprire le loro inadeguatezze invece di adoperarsi per risolvere i problemi cavalcano in senso xenofobo il comprensibile malumore di chi ha paura per la propria incolumità.


Su Fini, Nicola Tommasoli e su come non deve parlare il presidente della Camera

Maggio 5, 2008

Inizia male l’esperienza di Gianfranco Fini come presidente della Camera. Riguardo all’omicidio del giovane Nicola Tommasoli brutalmente pestato da cinque neonazisti di Verona Fini si è limitato a dichiarare che i fatti di Torino in cui è stata bruciata la bandiera di Israele “sono molto più gravi”. Mi domando ( e mi piacerebbe chiederlo anche Fini) come si possa fare una classifica di grvità di fronte a fatti di tale violenza barbara in cui ci scappa anche il morto. Credo che la terza carica dello stato avrebbe il dovere di spiegare che cosa volesse intendere con quella frase a mio parere infelice, anzitutto ai familiari del ragazzo ucciso. A mio parere sottovalutare questo tipo di episodi è un errore e il presidente della Camera invece di fare queste banali classificazione avrebbe il dovere di interrogarsi e interrogare sul perché la violenza tra i giovani ( di matrice politica o meno) sia in preoccupante aumento. Inoltre c’è un fatto politico che rende ulteriormente gravi queste dichiarazioni: ossia che qualcuno potrebbe strumentalizzarle inducendo a pensare che si sia trattato di un rigurgito di corporativismo nero da parte di Fini e che questa omissione abbia il secondo fine molto più grave di minimizzare volutamente gli atti criminali di persone legate all’estrema destra.


Processo in morte di Pippa Bacca. Cui prodest?

Aprile 15, 2008

Non conoscevo Pippa e non mi permetto di giudicare la scelta di fare un viaggio verso Gerusalemme in autostop. Ma a chi la critica domando: che senso ha fare il processo alla sua decisione partendo dal presupposto molto discutibile che vi sia una relazione diretta con la sua morte? Gli stupri e gli omicidi ai danni di donne non avvengono forse in gran numero anche in Italia? Il messaggio che si vuole lanciare è forse che l’unico modo per essere sicuri è restarsene chiusi nelle proprie anguste quattro mura? Ma chi lo dice che si è così sicuri nel nostro piccolo mondo quando le statistiche ci mostrano che le violenze sulle donne avvengono per lo più all’interno di quelle sicure mura di casa?
Pippa è morta per far valere il principio che ” dal fare bene si può ricavare solo del bene”. Un’utopia certo,ma chi può permettersi di decidere se valga o meno la pena vivere … e morire per una tale meravigliosa utopia?


L’omicidio di Meredith Kercher: speculazioni mediatiche e pasticci giudiziari

Aprile 2, 2008

Scatena polemiche ma sopratutto l’indignazione dei genitori di Meredith l’iniziativa dell’emittente Telenorba 7 di diffondere le immagini del cadavere della studentessa inglese uccisa a perugia. Il filmato realizzato dalla polizia scientifica mostra il corpo della giovane indugiando sul profondo taglio alla gola che ne ha causato la morte. Una spettacolarizzazione inutile e irrispettosa nei confronti della memoria di quella povera ragazza e del dolore dei suoi genitori.

Và però detto che nella stessa trasmissione sono emersi dei particolari che gettano ombre in quietanti sul modo con cui sono state condotte le indagini. Come se non bastasse il fatto che Patrick Lumumba per settimane è rimasto in carcere sulla base di jna presunzione di colpevolezza e nonostante sia evidentela sua estraneità ai fatti è ancora formalmente indagato emergono alcuni elementi di particolare gravità. Anzitutto il reggiseno di meredith er a stato trovato il giorno della prima ispezione ma incredibilmente dimenticato nel luogo del delitto per oltre un mese e mezzo. Infine con incredibile candore uno degli addetti della scientifica rivela nel filmato che il lavandino del bagno sporco di sangue della casa di Meredith era stato da loro lavato prima di fare i rilievi


Alberto Stasi, il “mostro” é libero. Le colpe dei colpevolisti

Settembre 28, 2007

Alberto Stasi, il mostro di Garlasco è stato scarcerato su decisione del gip. Esito ampiamente prevedibile perchè gli indizi a suo carico erano molto flebili: delle macchie di sangue di Chiara riscontrate nei pedali della bici di Alberto. Come si possa logicamente passare da questo fino ad affermare con assoluta certezza la colpevolezza del ragazzo è un mistero. Ma ciò è avvenuto nei media quasi all’unanimità: nella blogosfera dove evidentemente la capacità di giudicare serenamente e con cognizione di causa non può essere presente in tutti coloro che scrivono dei post sul web, i colpevolisti fioccavano. Ma quel che preoccupa è il comportamento dei media tradizionali: tranne il crimiologo Francesco Bruno non ho osservato in giornali, TG e taltk TV alcuna voce che esprimesse dubbi sull’operato dei giudici inquirenti. Indipendentemente dall’innocenza o meno di Stasi non posso che constatare con inquietudine la tendenza a sbattere il mostro in prima pagina. E se un giorno fosse qualcuno di noi ad essere offerto quale vittima sacrificale alla vorace fame di sensazionalismo mediatico?


Omicio Poggi: le gemelle K aspiranti veline? e chi se ne frega….

Agosto 28, 2007

ancora una volta voglio concentrarmi sul modo con cui i mass media stanno affrontando l’omicidio della povera Chiara Poggi.  leggo che le gemelle Cappa ( quelle del fotomontaggio),gergalmente ribatezzate gemelle K,  ( come la K di Kossiga degli anni 70? o la K delle Okkupazioni a scuola?) volevano diventare veline. E chi se ne frega…. . E allora  dico io qual’è la notizia? é forse questo un indizio di colpevolezza?  tutte le ragazze che vogliono  diventare veline, nella speranza di sfondare nel mondo dello spettacolo ( chiamale sceme!!!!)  devono essere considerate potenziali assassine? Non se le gemelle siano veramente le colpevoli ma quale  connesione  questo dettaglio della loro vita abbia con la morte di Chiara mi sfugge…. Eppure anche sui blog ci si sbizzarrisce nelle più svariate interpretazioni di cosa questo significasse dal punto di vista della ricostruzione della personalità delle Cappa , (pardon K). Mah..  siamo nellera del velinume, sommersi di letterine, schedine, meteorine, pupettine, gnoccoline fidanzate ad attori, calciatori , presentatori( ma mai a pastori della Barbagia, o a pescatori di Mazara???) e ci soprendiamo che due ragazzine mediamente bellocce cerchino di diventare veline?


Chiara Poggi: la tragedia tramutatasi in show

Agosto 27, 2007

Noi italiani dagli americani sappiamo prendere solo il peggio:a questa regola non poteva sfuggire anche il fare informazione. Ed ecco che negli ultimi anni la corsa alla spettacolarizzazione nel fornire le notizie ha subito una progressiva escalation con punte imbarazzanti raggiunte nella cronaca nera: Mentana e Vespa fanno a gara a propinarci in tutte le salse i vari Cogne, Rignano Flaminio, Erba con gli ultimi colpi di scena, le interviste eclusive alla Franzoni, ad Azouz o i confronti (all’americana o all’amatriciana? ) tra i genitori dei bambini presunti oggetto di abusi e i parenti delle maestre oggetto di indagine. Ultimo atto di questa tragicomedia dell’informazione nostrana è il modo con cui giornali e TV stanno prssntando l’omocidio della studentessa di Garlasco: ecco dunque i reporter d’assalto avventarsi sul fidanzato della vittima nonchè unico indagato facendogli la solita domanda banalotta sul come si sentisse o cosa provasse; oppure , novelli Sherlock, congetturare sul significato da dare al fotomontaggio fatto dalle cugine , possibile indizio secondo questi Maigret de noantri, di colpevolezza delle stesse. ma poichè al peggio non c’è mai fine per mettere un pò di pepe al racconto si deve assistere alle più disparate illazioni sulla povera Chiara : avrà avuto qualche ombra? ci sarà stato qualche amante segreto? In mezzo a questa confusione una parola di ragionevolezza è giunto proprio dal padre di Chiara Poggi: “I giornalisti hanno dimenticato la differenza tra la tragedia e il gossip”. Purtroppo io credo che questa la differenza i giornalisti ce l’abbiano bene in mente. Semplicemente però non intendono prenderla in considerazione. Ed ecco che con la spettacolarizzazione della tragedia, con il morboso tentativo di vivisezionarla in ogni minimo aspetto che posa essere presentato come notizia paradosaalmente sono proprio gli utenti finali a perdere il senso del tragico, dell’incommensurabilità del dolore che non può avere consolazione. Mi unisco al suo lutto sig. Poggi ma putroppo temo che nella loro passività, molti lettori e i telespettatori vedano nel racconto della vicenda inerente alla scomparsa della sua figliola solo l’nnesimo show da seguire sorseggiando una bibita o gustando un gelato.