Rio Tinto ha rubato segreti industriali alla Cina per 6 anni. E’ l’accusa mossa dalle autorita’ di Pechino contro il gruppo anglo-australiano. E’ quanto riferisce un sito governativo cinese, citato dall’agenzia Bloomberg. Secondo la Cina, con le informazioni ottenute Rio Tinto e’ riuscita a guadagnare illecitamente 700 miliardi di yuan (102 miliardi di dollari) in piu’ sulle tariffe dei minerali ferrosi venduti alla Cina per produrre acciaio.
PECHINO (Reuters) – L’Australia ha detto oggi che le accuse nei confronti di quattro dipendenti del colosso minerario anglo-australiano Rio Tinto sono state ridimensionate dopo che la procura di Shanghai ne ha convalidato l’arresto, depennando quella di violazione di segreti di stato.
L’arresto dell’australiano Stern Hu e dei suoi tre colleghi cinesi solo per la presunta violazione di segreti commerciali e corruzione potrebbe aprire la strada alla risoluzione delle tensioni con l’Australia, mentre continuano i negoziati sui prezzi dei minerali ferrosi tra Cina, Rio Tinto e le altre multinazionali del settore.
Le accuse di presunti crimini commerciali “indicano che il caso si sta allontanando dall’area ‘segreti di stato’ “, ha detto oggi il ministro degli Esteri australiano Stephen Smith in una nota, aggiugendo che “le possibili pene per questi articoli [sui crimini commerciali] sono meno severe”.
Se giudicati colpevoli, gli accusati rischiano fino a tre anni di carcere, o sette se le circostanze sono “particolarmente gravi”.
Hu e gli altri tre dipendenti di Rio Tinto – Liu Caikui, Ge Minqiang e Wang Yong – sono in carcere dal 5 luglio.
Per la legge cinese, l’arresto non equivale al rinvio a giudizio. Le autorità – spiega Mo Shaoping, noto avvocato penalista di Pechino – possono continuare a indagare, e la decisione sul rinvio a giudizio sarà presa successivamente.