I politici italiani mostrano proprio di non capire niente della rete. E dunque per risolvere il loro problema di dinosauro del cyberspazio, pensano di imbrigliarlo. Dopo l’oscena proposta del PD che con la proposta di legge Levi Veltroni vorrebbe registrare tutti i blogger e magari tassarli sullepoche rendite che qualche giovanotto cerca di avere da adsense, adesso anche il Cavaliere sembra accodarsi terrorizzato dalla marea di comunisti sovversivi che bazzica per il web. «Da gennaio sarò per la terza volta presidente del G8, che sarà un G20 – spiega il premier – e rappresenterà l’80% dell’economia mondiale e il 72% della popolazione mondiale. Il G8 ha già come compito la regolazione dei mercati finanziari in tutte le nazioni; ho visto che per quanto riguarda internet manca una regolamentazione comune» ha detto Berlusconi. Questi signori non hanno capito che la forza di Internet è la libertà. Ma d’altronde non c’è da stupirsi: da noi liberali veri non ce ne sono.
Politici italiani bipartisan per affossare la libertà di Internet
Dicembre 3, 2008Brunetta: assenze dimezzate nel pubblico impiego
Ottobre 6, 2008Brunett annuncia a Domenica In che le assenza per malattia della pubblica amministrazione a settembre si sono quasi dimezzate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Oltre a quello fiscale, ”per mia espressa volontà, ci sarà anche il federalismo contrattuale” ha affermato, spiegando che ‘’saranno contratti articolati regione per regione, settore per settore, in maniera tale che chi è più produttivo, più efficiente, sarà pagato di più”.
”Non ci sarà più un contratto unico uguale per tutti – ha concluso – ma, sulla base della responsabilità dei singoli livelli di governo e sul principio della trasparenza e della produttività si potrà pagare in maniera differenziata”.
Mi sembra un ragionamento logico ancorare i salari alla produttività, alle responsabilità e al costo delle vita delle varie zone. Perfino rivoluzionario in un settore come quello del pubblico impiego non troppo abituato al concetto di meritocrazia.
La monnezza di Napoli e l’uovo di Berlusconi
Luglio 21, 2008
Berlusconi prese come primo impegno per il suo governo quello di togliere la spazzatura dalle strade di Napoli. Ebbene dopo poche settimane tale obiettivo è stato raggiunto e il capoluogo campano si presenta a cittadini e turisti in maniera decorosa. Naturalmente i detrattori del Cavaliere non perdono fiato e sostengono che si trattava di un obiettivo facilmente raggiungibile con un po’ di impegno. Impegno che però a quanto pare è mancato a chi l’ha preceduto. Come l’uovo di Colombo bastavano poche elementari decisioni per risolvere il problema. Vero: ma bisognava avere il coraggio di prenderle. C’è chi l’ha fatto e chi no. E anche su queste cose elementari ( ma basilari) si valuta un modo di governare.
Se la Guzzanti è la vera ideologa del centrosinistra….
Luglio 9, 2008
Torna Berlusconi al governo e puntualmente si ridestano dal loro letargo i girotondini. Ed ecco spiegata la nuova manifestazione “No Cav” di piazza Navona organizzata da Di Pietro insieme a Flores D’Arcais direttore della rivista Micromega.
Il clou della serata è stata l’elegante mottetto che Sabina Guzzanti ha dedicato al ministro Mara Carfagna “L’osteria delle ministre”. L’intervento di Sabina Guzzanti comincia in rima. Stornella a braccio parafrasando una vecchia canzone romana: “Osteria delle ministre / paraponzi ponzi po / le ministre son maestre / paraponzi ponzi po / e se al letto son portento, figuriamoci in Parlamento / dammela a me Carfagna / pari oppportunità”
Non mi scandalizzo per niente per le espressioni volgari della Guzzanti. Quella della Guzzanti è la satira, e nella satira che è greve per natura ci può stare anche l’insulto. A me quei toni non piacciono ma è una mia opinione. E in ogni caso se gli interessati lo ritenessero opportuno potrebbero adire alle vie legali nei confronti degli insulti della Guzzanti.
Ciò che a me lascia parplesso è la confusione che regna prima di tutto su chi non fa satira e sta dalla parte della Guzzanti. La manifestazione ( giova ripeterlo) era organizzata dall’Italia dei valori il cui leader di Pietro si sta distinguendo più per i suoi trivialismi ( Berlusconi magnaccia) che per le proposte concrete. E qui entriamo già su un altro piano: quello del solleticare la pancia del popolo, atteggiamento che quando viene toccato da un politico non può che lasciarmi perplesso.
A quella stessa manifestazione hanno parlato Flores D’Arcais e Travaglio ( quest’ultimo autore di nn altro bel pezzo di satira stavolta involontaria con citazioni di Ellekappa e sopratutto del principe De Curtis) i quali hanno detto di aver condiviso in toto il messaggio della Guzzanti. Sarebbe interessante capire se essi intendono fare analisi politologiche ( D’Arcais) e giornalismo (Travaglio) sulla base di una filastrocca da osteria…..
Da ciò se ne deduce che chi ha il compito di fare analisi (D’Arcais), informazione ( Travaglio) e opposizione politica (Di Pietro) e e vorrebbe costruire un Italia alternativa a quella di Berlusconi ha come modello la satira della Guzzanti….. davvero una bella prospettiva per chi vota a sinistra.
p.s: comunque i girotondini hanno ragione quando dicono che Berlusconi è sopravvissuto nonostante se stesso grazie all’inerzia del centro sinistra quando stava al governo….. il problema è che loro rischiano di diventare gli involontari prosecutori di questa catena di favori concessi al Cavaliere
L’antico vizio di Berlusconi: le leggi “ad personam”
Giugno 17, 2008
Berlusconi sembra voler ricadere nell’antico vizio di usare il suo ruolo pubblico di presidente del Consiglio e il potere che ne deriva per trattare con maggior agio le sue faccende private. Non solo ha incluso nel decreto sicurezza una norma di discutibilissima validità giuridica che prevede la sospensione dei processi penali per fatti commessi fino al 30 giugno 2002 e la cui fattispecie di reato preveda una condanna inferiore ai 10 anni ( come se un reato che prevede 9 anni di carcere non fosse rilevante!!!!!) ma pare voglia ripresentare il Lodo Schifani il provvedimento che sospende i processi in corso che vedono imputati le cinque cariche più importanti dello Stato giudicato già incostituzionale dalla Consulta nel 2004 per violazione del principio di eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge. Se i due provvedimenti venissero approvati sarebbe inevitabile lo slittamento del processo milanese Berlusconi-Mills. Secondo l’accusa Berlusconi nel 1997 fece inviare 600.000 dollari a Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone (e quindi con l’obbligo di legge di dire il vero e non tacere nulla), le informazioni su due società off-shore usate dal gruppo Mediaset, secondo la procura, per creare fondi neri.
Anche il disegno di legge sulle intercettazioni, partito con la buona intenzione di porre un freno all’abuso giudiziario e mediatico che si è avuto di questo strumento negli ultimi tempi, lascia non poco perplessi quanto al risultato partorito in Consiglio dei Ministri; come scrive Luigi Ferrarella sul Corriere di ieri si tratta di un testo “costellato di obbrobri giuridici, incongruenze pratiche e assurdità di principio”; una su tutte le indagini come quella sulla clinica Santa Rita ( la clinica degli orrori in cui si eseguivano su pazienti ignari interventi chirurgici del tutto inutili allo scopo di ottenere il rimorso del SSN) non si sarebbero più potute avvalere di intercettazioni (perché basate all’ inizio sulla truffa allo Stato e sul falso in atto pubblico, ipotesi punite al massimo con 6 anni e che non figurano tra i «ripescati» reati contro la pubblica amministrazione) per non parlare del fatto che se due intercettati per un reato svelano al telefono il nome del possibile autore di un diverso reato, ed è solo la telefonata a fornire questo dato, con le nuove regole costui non potrà essere intercettato.
Insomma Berlusconi quando vuole curare i suoi interessi giudiziari ver vie traverse ci riesce benissimo, quando invece dovrebbe tutelare l’interesse generale ad una buona giustizia pare perdere improvvisamente la sua lungimiranza
Di Pietro, Veltroni e la demagogia giustizialista
Maggio 14, 2008
Ero un estimatore di Antonio Di Pietro. Lo ero per gli indubbi meriti che gli attribuivo da magistrato nello scoperchiare il marciume della classe politica ai tempi dei Tangentopoli, per il suo parlare schietto a dispetto di chi ironizzava sulla sua difficoltà a padroneggiare la lingua italiana, per un certo senso pratico poco incline al politichese. Ora mi piace meno: quel suo ostentato riferirsi nei tempi recenti alla casta ( come se lui facesse parte dell’ordine dei francescani mendicanti) mi sa tanto di demagogico tentativo di cavalcare il vento dell’antipolitica. E poi ci sono le dichiarazioni di oggi alla Camera durante le dichiarazioni di fiducia al governo Berlusconi. L’attacco a Berlusconi e’ in particolare sulla giustizia: ‘Lei e’ sceso in politica per i suoi interessi personali e giudiziari. Lei vuole una giustizia forte con i deboli e debole con i forti. A suo uso e consumo. Lei e’ in conflitto di interessi con se stesso’. Giustizialismo e antiberlusconismo a brachetto. Inutile discutere la validità dei suoi argomenti perchè essi sono vecchi: Berlusconi ha risolto i suoi problemi giudiziari ( conta poco come li abbia risolti); quanto al conflitto di interessi occorre domandarsi perchè Di Pietro che è stato per due legislature al governo con il centrosinistra non abbia mostrato allora lo stesso ardore nell’affrontare il tema. Spera veramente che sarà Berlusconi adesso che è al potere ad affrontare la questione contro i suoi interessi? O forse mira a prendere qualche applauso in più da chi vede il Cavaliere come il diavolo? Inoltre quel che è peggio questi argomenti non interessano agli italiani in questo periodo di magre economiche. Di Pietro quando affronta il problema della giustizia ha in mente Berlusconi. I cittadini invece hanno in mente il problema della lunghezza dei processi, del fatto che per on concludere una causa cvile ci vuole una vita. Di Pietro dunque non rappresenta certo un problema per Berlusconi che non è mai stato così forte sul piano personale non avendo problemi con la giustizia e avendo risolto il suo conflitto di interessi. Rischia invece di diventarlo per il PD , traghettando su di sè gli umori antiberlusconiani e girotondini della sinistra radicale che Veltroni aveva cercato di sopire con la sua scelta di correre da solo e che ora sembrano presentarsi sotto le spoglie del partito dell’Italia dei Valori.
Berlusconi partorisce una lista di ministri da film degli orrori (ma con qualche bonazza)
Maggio 7, 2008
Il ministro per le pari opprtunità è Mara Carfagna: forse non tutte le donne si potranno identificare in lei, sicuramente gli uomini avranno di che lustrarsi gli occhi. Poi c’è Claudio Dcajola noto per aver dato al povero Marco Biagi del rompiballe, premiato a sua volta con la poltona delle attività produttive. E Gainfranco Rotondi all’attuazione del programma, l’ultima ruota del carro della Dc ( quella vera, la balena bianca per intenderci) che potrà vantarsi con i propri nipoti di avercela fatta a diventare ministro. Cosa c’è di meglio per i beni culturali di Sandro Bondi che ha estasiato l’Italia con i suoi panegirici per i Cavaliere? Maria Stella Gelmini alla ricerca: sarà brava almeno a cercare i numeri nell’elenco telefonico? Dopo Schifani alla Camera , l’altro lustrascarpe di Silvio, Elio Vito è piazzato a curare i rapporti con il parlamento. Angelino Alfano lo conoscono proprio in pochi, Wikipedia stà appena creando un’abbozzo alla relativa voce, però era il coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia, riserva indispensabile di voti: é dunque giusto affidargli la Giustizia per combattere con efficacia la Mafia.
Si salvano Sacconi al Welfare, Frattini agli esteri e forse Maroni , anche se io avrei preferito Pisanu all’Interno. Per Tremonti che dire: dovremo aspettarci nuovi condoni? Brunetta, il migliore economista del centrodestra è stato relegato alla funzione Pubblica. Misteri delle nuovi edizioni del manuale Cencelli…
Berlusconi e i sindacati recitano la commedia Alitalia. Ma nessuno ride…
Aprile 23, 2008Come nelle migliori commedie all’italiana i principali responsabili dell’abbandono della trattativa da parte di AirFrance, ovverosia Berlusconi e i sindacati si rimpallano allegramente le responsabilità: Il Cavaliere passata la sbornia elettorale ci tiene a fare sapere che la colpa ricade sui sindacati e che si preannunciano vaste riduzioni di personale . A loro volta i sindacati che durante le trattative con i francesi hanno opposto il veto a qualsiasi possibilità di esubero rispediscono al mittente le accuse salvo tacere sul fatto che le prospettive occupative potrebbero perfino divenire peggiori che con AirFrance. Poi Silvio si corregge, dice che i sindacati non hanno fatto altro che il loro dovere perché la proposta francese era irricevibile, e così anche i sindacalisti, ripristinato il loro onore, ritirano le accuse. E tutti vissero felici e contenti. Tranne il cittadino contribuente: si prevede un singolare prestito ponte per procura: ossia il governo Prodi annuncia che stanzierà 300 milioni per la compagnia di bandiera perché questa è la volontà del Cavaliere. si ride per non piangere…..
Il Cavaliere boccia Pisanu e gli preferisce Maroni: governo nuovo aria vecchia
Aprile 21, 2008
Beppe Pisanu è stato sicuramente il migliore ministro del precedente governo Berlusconi. Succeduto alla disastrosa gestione del Viminale di Scajola ( quello a tutti noto per aver dato a Marco Biagi del rompiballe) era riuscito a gestire con buon senso la macchina della sicurezza riuscendo a instaurare un rappporto di reciproco rispetto con i no-global senza però rinunciare al dovere dello Stato di manetenere l’ordine pubblico. Durante la sua esperienza ministeriale si era ridotta l’incidenza di alcuni tra i reati più gravi come gli omicidi e i furti in casa. E aveva concluso la sua esperienza con l’importante successo dell’arresto di Provenzano. Ebbene nonostante questi meriti Pisaui non verrà riconfermato. Berlusconi comincia già a subire le pressioni della Lega e piazzerà con ogni probabilità come ministro dell’Interno Maroni, le cui competenze in materia sono tutte da dimostrare. Invece di andare sul sicuro il Cavaliere decide di subire la pressioni di Bossi desideroso di dimostrare al suo elettorato quanto la Lega sia sensibile al tema di sicurezza.
Le premesse con cui Berlusconi comincia questa nuova esperienza di governo sono le stesse con cui aveva terminato il suo precedente mandato: subendo i diktat degli altri partiti. E vicepresidente del consiglio dovrebbe essere l’autore del Porcellum Calderoli. Se il buon giorno si vede dal mattino…..

Pubblicato da umanesimo
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