Il Giappone del partito democratico, si avvicina a Pechino e si allontana dall’America

settembre 1, 2009

Il nuovo Giappone? Più vicino a Pechino, più lontano da Washington

di claudia astanita

Quello dei democratici di Yukio Hatoyama è  un successo senza precedenti.

Le elezioni del 30 agosto hanno tutti gli elementi per passare alla storia per la svolta data al paese. Dopo aver accettato 54 anni di dominio liberaldemocratico, gli elettori del Sol Levante hanno deciso di dare una chance a chi, pur senza esperienza, ha promesso di far uscire la nazione da una delle crisi economiche e sociali più profonde della storia giapponese.

I democratici si sono aggiudicati la maggioranza assoluta alla Camera Bassa, dove controllano ora 308 seggi su 480. Ai liberaldemocratici ne sono rimasti solo 119, circa un terzo rispetto a quelli di cui disponevano prima delle elezioni. Le rimanenti poltrone se le sono aggiudicate esponenti di partiti minori, ma anche con il loro sostegno -molto difficile da ottenere visto che si tratta per lo più di forze di sinistra- la nuova leadership liberaldemocratica, tutta da ridefinire dopo le dimissioni del premier uscente Taro Aso, riuscirà a fare ben poco per far sentire la sua voce.

Cosa potrebbe cambiare con Hatoyama alla guida del Giappone? Se il Presidente Barack Obama “attende di lavorare con il nuovo primo ministro su una vasta gamma di questioni globali, regionali e bilaterali”, il neo-eletto premier democratico aveva già annunciato in campagna elettorale la volontà di consolidare l’alleanza strategica con gli Stati Uniti “su basi più egualitarie” e di rinegoziare gli accordi che regolamentano la presenza militare americana sul suolo nipponico.

A conferma della volontà di muoversi in maniera più indipendente da Washington, Tokyo ha anche ipotizzato la sospensione della missione antiterrorismo della Marina nazionale nell’Oceano Indiano. Infine, per uscire dall’isolamento regionale Hatoyama ha intenzione di promuovere una politica di distensione con i vicini asiatici, a partire da Cina e Corea del Sud, vale a dire i paesi che, a sentire il leader democratico, potrebbero trasformarsi nei pilastri di un nuovo schema di integrazione regionale di sapore europeo.

Ma prima di pensare ad approfondire il regionalismo in Asia e ad allontanarsi dagli Stati Uniti, storico partner-protettore del partito liberaldemocratico, Hatoyama dovrà trovare i fondi per onorare il “contratto” che ha firmato con i giapponesi, che da oggi aspettano fiduciosi i contributi di 2.300 per ogni figlio, la cancellazione delle tasse scolastiche per gli alunni fino a 14 anni, la creazione di un milione di piccole e medie imprese, l’aumento di salari e pensioni minime, la riduzione delle tasse, e il contributo di 7,3 miliardi di Euro per gli agricoltori, con la certezza che la riduzione degli sprechi nella pubblica amministrazione non basterà a mantenere la parola data.


Cina: processo per 200 uiguri convolti nelle proteste dello Xinjiang

agosto 24, 2009

Più di 200 persone saranno processate con l’accusa di essere coinvolte nei disordini che hanno colpito la regione occidentale dello Xinjiang il mese scorso. Lo rende noto il quotidiano China Daily attraverso una fonte anonima della polizia che ha dichiarato che sono già state predisposte ingenti misure di sicurezza nella capitale Urumqi, dove questa settimana cominceranno i processi. Le accuse comprendono atti di vandalismo contro beni pubblici, incendi, furti, omicidi e istigazione delle folle a provocare danni corporali. Gli investigatori hanno dichiarato di aver in mano più di tremila prove contro gli imputati. Negli scontri tra uiguri e cinesi di etnia han cominciati il 5 luglio sono morte 197 persone e ci sono stati oltre 1.600 feriti.

fonte: New York Times


Myanmar: Aung San Suu kyi condannata a diciotto mesi di carcere. Il regime la esclude dalle elezioni

agosto 11, 2009

Un tribunale del Myanmar ha condannato oggi la leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi a 18 mesi di reclusione, con una sentenza che ha scatenato le critiche dei paesi stranieri e le impedirà di partecipare alle elezioni politiche dell’anno prossimo. La corte ha condannato Suu Kyi a tre anni di carcere per aver violato la legge sulla sicurezza interna, ma la pena è stata immediatamente ridotta a 18 mesi su ordine della giunta militare, che ha anche stabilito che la donna potrà scontarla nella sua casa di Yangon. La Casa Bianca ha duramente criticato la sentenza, sostenendo che Suu Kyi non avrebbe dovuto essere processata né condannata. Il ministro dell’Interno del Myanmar, il generale Muang Oo, ha detto che è stato tenuto in considerazione il fatto che Suu Kyi è la figlia di Aung San, eroe dell’indipendenza del Myanmar, così come “la necessità di preservare la pace e la tranquillità della comunità e di prevenire eventuali deviazioni dalla ‘road map’ verso la democrazia”. Il riferimento è al progetto della giunta di una transizione verso la democrazia, che culminerà nelle elezioni dell’anno prossimo, aperte a più partiti. L’intervento di Muang Oo è apparso in contraddizione con le ripetute dichiarazioni della giunta, secondo la quale il sistema giudiziario del paese è indipendente. CONDANNA INTERNAZIONALE Secondo i critici, il caso è stato fabbricato ad arte dai militari per tenere fuori dalla circolazione la carismatica Suu Kyi in vista delle elezioni. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha condannato la sentenza e in una nota ha sollecitato il governo del Myanmar “a rilasciare immediatamente e senza condizioni” il premio Nobel e a “impegnarsi subito con lei che è un partner essenziale nel processo di dialogo e riconciliazione nazionale”


La Thailandia sull’orlo della guerra civile

aprile 14, 2009

In Thailandia continuano le proteste dei sostenitori dell’ex primo ministro Thaksin Shinawatra che chiedono le dimissioni dell’attuale governo guidato da Abhisit Vejjajiva. Durante gli ultimi scontri tra forze dell’ordine e manifestanti l’esercito ha aperto il fuoco contro la folla, ferendo almeno 70 persone. Sono giorni che la Thailandia è in preda alle violenze. Il 10 aprile per ragioni di sicurezza il primo ministro Vejjajiva ha dovuto annullare un vertice dei capi di stato dell’Associazione delle nazioni del Sudest asiatico (Asean) che avrebbe dovuto svolgersi a Patalaya, una città turistica sulla costa.

FONTE: INTERNAZIONALE


Il governo pakistano reintegra presidente corte suprema per fermare le roteste

marzo 16, 2009

Il primo ministro pachistano, Yousaf Raza Gilani, ha
dichiarato che l’ex presidente della Corte suprema,
Iftikhar Muhammad Chaudhry, e tutti gli altri giudici
cacciati dal governo Musharraf saranno reintegrati a
partire dal 21 marzo. La decisione arriva dopo quattro
giorni di proteste da parte di decine di migliaia di
giuristi e membri dell’opposizione, che hanno organizzato
una lunga marcia al parlamento di Islamabad. Gilani ha
anche ordinato di rilasciare tutti i manifestanti arrestati
nei giorni scorsi.

FONTE: INTERNAZIONALE


La ripresa del conflitto tra Israele e Hamas e il dramma umanitario di Gaza

gennaio 10, 2009

Riprende il conflitto tra Israele e Hamas. I morti a Gaza sono centinaia e la richiesta del Consiglio di Sicurezza ONU di una tregua nel conflitto è stata respinta da entrambe le parti

I motivi della rottura della tregua

Gli attacchi di Israele sono cominciati il 27 dicembre dopo che Hamas aveva annunciato di non voler rinnovare la tregua di sei mesi cominciata nel giugno 2008. Hamas accusa Israele di non essersi attenuta agli accordi previsti dal cessate il fuoco riguardanti l’eliminazione dell’embargo su gaza e di aver aperto per primo le ostilità il 4 novembrecon un azione militare nella quale sono rimasti uccisi alcuni suoi militanti . A sua volta Israele accusa Hamas di servirsi dei tunnel sotterranei di gaza per contrabbandare armi. Secondo Israele l’azione del 4 novembre serviva a frenare questo contrabbando di armi e di aver rotto la tregua lanciando continuamente razzi Qassam e Grad contro le citta Israeliane di confine sin dai giorni immediatamente successivi all’entrata in vigore del cessata il fuoco. Le principali testate giornalistiche mondiali ( BBC ; New york Times ; Le Monde ; La repubblica ) hanno effettivamente testimoniato la ripresa del lancio di razzi Qassam da Gaza sin dalla fine di giugno. Dopo l’azione israeliana del 4 novembre il lancio di razzi contro Israele è costantemente aumentato.

IL LANCIO DI MISSILI SU ISRAELE NEL 2008 (FONTE WIKIPEDIA)

Altro elemento da considerare è che Hamas si è servita della tregua anche per fare fuori i rivali palestinesi di al Fatah da Gaza.

I contenuti della tregua

La tregua cominciata il 19 giugno della durata di sei mesi prevedeva l’interruzione dei combattimenti tra Hamas e Israele e l’interruzione dell’embargo israeliano contro Gaza.

L’embargo israeliano e i suoi effetti.

L’embargo isrealiano su gaza è totale e comporta il controllo dell’afflusso di merci e carburante su Gaza per terra, mare e cielo con l’inclusione del divieto di pesca al di là dl limite di sei miglia marine dalla costa. Gli israeliani si propongono con l’embargo di fare terra bruciata attorno ad Hamas. In realtà questa strategia potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio giacchè il consenso della popolazione palestinese attorno ad Hamas potrebbe aumentare. L’embargo colpisce sopratutto i civili e ha messo in ginocchio la già fragile economia del luogo. L’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa del sostegno dei rifugiati nel Medio oriente, provvede a rifornire alimentari a una popolazione di almeno 750000 persone nella striscia di Gaza. Secondo il suoi direttore con l’intensificarsi dell’embargo da Novembre l’UNRWA si trova priva del cibo necessario a rifornire la popolazione. Organizzazioni per la difesa dei diritti umani come Amnesty International e Human Rights Watch chiedono la fine dell’embargo reputandolo un’illegale risposta agli attacchi nemici.

Gli effetti del lancio di razzi su Israele

Il lancio dei razzi è cominciato nel 2001 . Circa 8600 razzi hanno raggiunto Israele dei quali 6000 dopo che l’esercito israeliano si è ritirato da Gaza nelll’agosto 2005. L’incremento dei bombardamenti è dovuto anche al fatto che la principale arma di offesa di Hamas contro Israele costituita dagli attentati suicidi ai danni di obiettivi civili (in autobus, ristoranti etc) è stata arrestata nell’efficacia dalla costruzione del Muro di separazione con la Cisgiordania. Stando a un rapporto di Amnesty International tra il 2000 e il 2003 oltre 800 civili israeliani ( di cui 100 bambini) sono rimasti civili a cuasa degli attentati suicidi , dalle bombe e dai razzi palestinesi. Secondo dati dell’agenzia di sicurezza israeliana da allora il numero dei morti è costantemente diminuito.
L’efficacia in termini distruttivi dei razzi palestinesi è molto più ridotta. Essi hanno sinora provocato 28 morti tra gli israeliani. Ma il raggio dei missili in dotazione da Hamas si sta incrementando. Con i Qassam infatti si potevano colpire obiettivi non più lontani di 10 KM. Ora invece Hamas dispone dei vecchi Grad e Katyuscia che hanno colpito città come Beersheba ad una distanza di 40 km dal luogo di lancio.


Gli scenari geopolitici del dopo Mumbai

dicembre 26, 2008

E’ passato quasi un mese dall’attacco terroristico di Mumbai in India che causato quasi duecento morti. Sappiamo che la matrice è da connettersi a gruppi che agivano nel Kashmir legati ad Al Qaeda. Sofisticati gli scopi che si prefiggevano gli attentatori: rompere il processo di pace in atto tra Pakistan e India, inducendo quest’ultima a qualche reazione scomposta sull’onda anche della pressione popolare che avrebbe chiesto giustizia. Un progetto che sarebbe potuto anche andare in porto. A evitarlo le forti pressioni degli Stati Uniti sul Pakistan affinchè venissero trovati i mandanti dell’operazione jihadista. Da qui l’arresto di Zaki-ur-Rehman Lakhvi, indicato dall’unico sopravvissuto del commando autore delle stragi come la mente dell’offensiva terroristica . In prima fila in campo statunitenese oltre al segretario di Stato Condoleeza Rice, il neo presidente eletto Obama, Non è un mistero che questi voglia intensificare le azioni militari in Afghanistan contro i talebani. E per rilanciare la campagna contro al Qaeda occorre avere il Pakistan schierato senza ambiguità al proprio fianco.

E’ probabile che il generale Petraeus venga incaricato di riproporre anche in territorio afghano l’approccio già rivelatosi vincente in Iraq, volto a portare dalla propria parte le popolazioni locali che vanno convinte della possibilità alleata di vincere la guerra. Va registrata in questo senso la visita compiuta dallo stesso Petraeus in Italia per incontrare non solo i vertici militari ma anche quelli politici ( Berlusconi, Frattini e La Russa) . E’ probabile che il generale abbia chiesto non tanto un maggiore impegno in termini di uomini, quanto un coinvolgimento nelle operazioni offensive contro i talebani che in questo momento anche nella nostra zona di competenza ( ovest del paese) sono effettuate dalle forze di Enduring Freedom


Israele: a metà febbraio le elezioni per il rinnovo della Knesset

ottobre 29, 2008

Il leader del partito di governo Kadima, Tzipi Livni ha annunciato la sua impossibilità a formare una coalizione di governo. Il presidente israeliano Shimon Perez ha così indetto per il 10 febbraio le nuove elezioni per la Knesset, il parlamento dello stato ebraico. Tuttavia resta la possibilità che i deputati votino una legge che potrebbe far slittare il voto di una settimana e quindi al giorno 17.


Il regime birmano annuncia la liberazione di migliaia di prigionieri

settembre 23, 2008

La giunta militare al potere in Birmania ha annunciato
martedì la liberazione di più di novemila prigionieri.
Fonti ufficiali hanno dichiarato che non è esclusa la
presenza di prigionieri politici, a cui potrebbe essere
concesso di partecipare alle elezioni previste per il 2010.
Il giornalista Win Tin, membro del partito d’opposizione
Lega nazionale per la democrazia (Lnd), arrestato nel 1989,
potrebbe essere tra i detenuti liberati. Nessuna liberazione
è prevista, invece, per la leader dell’Lnd, Aung San Suu
Kyi, agli arresti domiciliari da diciannove anni.


Israele: La Livni vince le primarie di Kadima

settembre 19, 2008

Tzipi Livni ha vinto le primarie di Kadima, il partito di governo in Israele, succedendo al premier Olmert, indagato per per corruzione per fatti avvenuti quando era sindaco di Gerusalemme. ll conto delle schede nelle urne ha dato alla Livni la vittoria col 43,1% dei voti rispetto al suo principale avversario, il ministro dei Trasporti, Shaul Mofaz, al quale è andato il 42%. Ora la Livni avrà 42 giorni per formare un nuovo governo e divenire il primo capo di governo donna in Israele dopo Golda Meir. Se non vi riuscirà a gennaio saranno indette nuove elezioni.


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