Università: positive novità nel decreto Gelmini


la riforma dell’università presentata pochi giorni fa dal ministro Gelmini introduce alcune significative novità. Vediamole nel dettaglio.
Il decreto non blocca come sarebbe stato auspicabile i concorso già banditi. Tuttavia introduce delle disposizioni provvisorie per la formazione delle commissioni incaricate della valutazione dei candidati che saranno composte da un mebro interno e due membri sorteggiati.
Vien introdotta una deroga al blocco del turn-over. sarà possibile arrivare ad assunzioni di personale fino a un limite di spesa pari al 50% di quella relativa alle cessazioni di servizio del personale a tempo indeterminato dell’anno precedente. Viene inoltre fissato un vincolo di spesa: il 60% di tale spesa sarà destinata alle assunzioni a tempo indeterminato di giovani ricercatori. Gli atenei che si trovano in deficit di bilancio non potranno invece procedere alla assunzione di nuovo personale.
vengono innovate anche le norme per la formazione delle commissioni nei concorsi per la nomina di professori ordinari e associati. La prima bozza andava incontro alle richieste dei ricercato precari introducendo accanto al membro interno altri quattro membri sorteggiati. tale provvedimento è stato modificato nel nuovo testo , in quanto i commissari saranno sorteggiati tra una rosa di 15 professori eletti. Se è vero che rimane comunque un miglioramento rispetto alla precedente procedura che rendeva facile l’inserimento nella commissione di professori che pilotavano i concorsi, va comunque detto che la reintroduzione dalla porta di servizio dell’elezione dei membri della commissione rende il meccanismo dell’aggiustamento” dei concorsi nuovamente praticabile.
Se le nuove norme verranno confermate la valutazione dei candidati avverrà in base ai soli titoli, eliminando la burletta dell’esame scritto e orale che ampliava la discrezionalità della commissione . Restano da determinare in concreto quali siano i parametri internazionali a cui il decreto fa riferimento sopratutto in considerazione del fatto che a causa del valore legale del titolo vigente in Italia alla fine per lo Stato i titoli si equivalgono indipendentemente dal fatto che vengano conseguiti ad Harvard o all’università amica del CEPU .
Altro importante provvedimento riguarda al redistribuzione di almeno il 7% dell’ammontare del Fondo ordinario sulla base di criteri meritocratici basati sulla qualità della didattica e della ricerca. Un significativo incremento rispetto al 2% che di fatto vigeva prima. Ma si poteva fare di più. Perchè solo il tetto del 7%?
Infine: il fondo per la costruzione di nuovi alloggi per gli universitari verrà incrementato di 65 milioni di euro, e 135 milioni di euro saranno disponibili per le borse di studio dei ragazzi meritevoli.

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