Il liberalismo in camicia verde

In Italia succede che un azienda come Alitalia venga mantenuta in piedi da anni grazie agli aiuti di Stato. E che un partito come la Lega Nord che ha puntato tutte le sue fortune politiche sulla lotta agli sprechi di Roma ladrona faccia le barricate per la difesa di Alitalia anche con gli aiuti di Stato e in nome degli interessi localistici di Milano. Infatti salvando Alitalia la Lega sperà così di dirottarne il traffico internazionale verso Malpensa in modo da farne l’ hub dell’azienda nonostante ci siano parecchie ragioni che inducano a preferire Roma come avevano fatto rilevare Tito Boeri e Andrea Boitani su La.voce.info . Di fronte a questa situazione di evidente influenza della politica sul libero mercato un’azienda sana come Ryanair che da anni offre i suoi servizi di trasporto aereo a prezzi più che competitivi rende comprensibilmente pubblico il suo malcontento per questa situazione di distorsione della concorrenza a favore della compagnia di bandiera pubblicando nel suo sito un banner in cui viene mostrato il leader leghista Bossi con il dito medio alzato e in cui viene scritta una grande verità di cui tutti sono a conoscenza:  che i soldi delle tasse degli italiani non  servono a  fornire servizi ai cittadini ma a garantire la sopravvivenza di Alitalia e che la Lega in questa operazione assistenzialista ha avuto un ruolo decisivo. Ed ecco che per tutta risposta il liberale ex ministro leghista Castelli minaccia di fare verifiche presso Ryanair e di toglierle la licenza di operatore. Ecco come vien concepito il liberalismo dagli onorevoli padani: ricattare e minacciare di ritorsioni le aziende che non zerbinano a sufficenza il governo. Il fatto che il servizio di Ryaniar possa essere o meno gradito ai consumatori è evidentemente del tutto secondario rispetto alle esigenze politiche del Carroccio.

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