Si intravedono segnali embrionali di apertura nei rapporti tra Iran e Stati Uniti
Anzitutto il vicesottosegretario di Stato William Burns che parteciperà ai colloqui del 5+1 sulla delicata questione del nucleare iraniano. In secondo luogo l’anticipazione dell’apertura a Teheran di una sezione di interessi americani che non significa ripristino delle relazione diplomatiche tra i due paesi ma quanto meno possono esser interpretate come una prova di dialogo. Anche il fatto che si apra una sezione in cui si può discutere di visti e di rapporti commerciali è quantomeno un segnale di piccola apertura verso l’Iran in un quadro mediorientale che nel complesso rimane molto complicata
Si registra dunque un cambiamento minimo nell’approccio politico verso l’Iran da parte dell’amministrazione USA: dopo le aperture di Obama ad Ahmadinejad . Tale apertura è avvenuta dunque in minima parte anche per ragioni interne: i repubblicani avrebbe chiesto a Bush di avere un approccio meno duro anche per non lasciare l’impressione in vista delle elezioni che i democratici abbiano il monopolio dell’approccio diplomatico e che invece i repubblicani sappiano risolvere le questioni solo attraverso la guerra




Luglio 21, 2008 alle 1:39 pm |
[...] giornalista della rivista americana New Yorker, nel periodo della rivoluazione in Iran (1979) intervisto’ un maestro di scuola elementare, un devoto mussulmano, che era stato uno [...]