Di fronte all’emergenza criminalità un governo serio dovrebbe dare risposte concrete in termini di legalità ai cittadini che chiedono giustamente una maggiore sicurezza. Invece il governo Berlusconi si caratterizza sempre più per proposte demagogiche come quella sulle intercettazioni. E ora arriva la proposta discutibilissima sul piano del rispetto dei diritto dell’uomo di prendere le impronte digitali ai rom, inclusi ai bambini. Un provvedimento discriminatorio nei confronti di un etnia che può essere facilmente indicata al pubblico ludibrio come responsabile della criminalità esistente in Italia. Peccato che i dati indichino che i reati più pericolosi siano quelli riguardanti la criminalità organizzata ( omicidi, estorsioni, usura, riciclaggio). Secondo il nostro governo la criminalità invece va combattuta prendendo preventivamente le impronte ai bambini zingari. Invece di occuparsi di come garantire loro un futuro diverso dall’accattonaggio o dalla vita in mezzo alla spazzatura, i nostri governanti sembrano indicarci che il problema della scarsa certezza della pena ( che riguarda tutti i criminali e non solo gli zingari) sia meno importante. Come se il fatto che i delinquenti una volta catturati hanno buone possibilità di uscire immediatamente dal carcere per gli ampi benefici previsti dalle leggi non sia imputabile all’incuranza mostrata dal parlamento per i problemi concreti ( e non di facciata) legati alla criminalità. Concordo dunque con il giudizio dati dall’autorevole settimanale Famiglia Cristiana che ha definito ”Indecente” l’idea di prendere le impronte digitali ai bambini Rom. E aggiunge tirando stoccate durissime ai ministri cattolici che ‘Alla prima prova d’esame escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità’ dell’uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l’indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom”



