Giustizia italiana: i buoni consigli d’oltreManica

L’autorevole quotidiano britannico Financial Times per due volte negli ultimi giorni ha affrontato il tema di come Berlusconi si stia occupando della questione giustizia in questa primissima fase del suo governo. Prima con un editoriale firmato da Christopher Caldwell in cui si parla della necessità di limitare l’eccesso di intervento nel politico della magistratura. In Italia ”per quindici anni i giudici hanno goduto di un incremento di potere unico nei paesi occidentali”, un potere ”che e’ alla lunga dannoso per una democrazia” ed ”e’ una delle ragioni per cui gli italiani hanno cominciato a non avere piu’ fiducia nel loro sistema giudiziario”. Ieri invece in un nuovo articolo dal titolo “Oh no, not again” si parla ancora di come una volta di più, Berlusconi si concentra su se stesso e non sull’Italia”. Si tratta dell’annosa questione del conflitto d’interessi: “una volta di più il premier 71enne impiega gran parte della sua energia politica a proteggersi dalle pubbliche procure d’Italia”. Questi due interventi esprimono delle linee di pensiero certamente diverse ( varietà di opinioni in uno stesso giornale!!!! quanto praticabile in Italia? :wink: ), ma non contraddittorie come potrebbe apparire ad un prima impressione: se da una parte l’acclarato uso personalistico del potere pubblico da parte del Cavaliere è uno degli elementi che ne rendono meno credibile l’opera, per altro verso è ugualmente innegabile la tendenza di alcuni settori della magistratura italiana a usare la legittima indipendenza dal potere politico come strumento per rompere a proprio favore l’equilibrio dei poteri nella rivendicazione di una sorta di irresponsabilità di cui i giudici dovrebbero essere portatori nello svolgimento delle loro funzioni. Un atteggiamento che si trasferisce anche nel modo di amministrare la giustizia per i comuni cittadini e che contribuisce a spiegare la sempre più diffusa sfiducia dell’opinione pubblica verso la giustizia italiana sempre più lenta e macchinosa nel suo incedere. Il Financial Times ci ricorda che si può denunciare le leggi ad personam del Cavaliere senza nascondere che i mali della giustizia italiana derivano anche da una magistratura inefficiente e spesso politicizzata.

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