La festa della Repubblica dovrebbe celebrare il ricordo dell’unità nella democrazia. Si tratta di un momento di progresso civile, un passo avanti dopo la liberazione dalla tirannide nazifascista. Eppure questa importantissima ricorrenza non viene percepita come tale e le ragioni della sua esistenza non sono nemmeno conosciute da un terzo degli italiani stando a un sondaggio pubblicato dal Corriere delle Sera. Nell’immaginario collettivo è molto più vivo il 25 aprile. Credo che questo sia sintomatico degli scarsi progressi che in questi decenni abbiamo fatto nel sentirci autenticamente italiani. Abbiamo metabolizzato molto bene il significato dell’opporci a una dittatura e di combattere per eliminarla, assai meno l’importanza di andare oltre per trovare un punto di compromesso che dia solidità alla nostra democrazia e ancor di più alla nostra convivenza civile e politica.. Il patrimonio comune di patria è ancora oggi fagocitato da sentimento di parte. Basta ricordare come sono state condotte le ultime campagne elettorali: o si era antiberlusconiani o anticomunisti, quasi mai pro qualcosa o qualcuno. Parafrasando D’Azeglio non si può non constatare l’Italia è stata fatta da un pezzo ma per gli italiani c’è un grosso pezzo di cammino da compiere ancora.




Giugno 2, 2008 alle 9:33 pm |
Non è più da tempo una giovane sorridente. Preoccupazioni e dolori ne ha vissuti in quantità.
Quanti generosi genitori, compagni di vita e figli più o meno fedeli si son persi negli anni.
Eppure, nel fiorire di rughe e segni sulla sua pelle, non vorrebbe perdere la speranza di una tranquilla e pacifica vecchiaia.
Che diffidi allora dei falsi medici accorsi al suo capezzale, che sostituiscono, al placebo degli ultimi anni, occulti veleni presentati come elisir di lunga vita. E ricordi solo lo spirito della giovinezza e del suo simbolo di pace, lavoro e solida fratellanza.
Lunga vita alla RES PUBLICA!
Giugno 3, 2008 alle 12:41 pm |
davvero un bel pensiero…. grazie mille di averlo condiviso quà