Ci si divide su come giudicare l’intervento di marco Travaglio alla trasmissione TV ” Che tempo che fà” in cui ha lanciato accuse infamanti al presidente del Senato Renato Schifani reo di avere avuto rapporti nel passato con personaggi legati alla mafia. Da una parte politici di entrambi gli schieramenti hanno fortmente criticato l’intervento del giornalista, dall’altra molti suoi colleghi gli hanno espresso solidarietà in nome della libertà di stampa.
Personalmente io do della faccenda una diversa chiave di lettura: Marco Travaglio si è specializzato nella ricostruzione mediatica dei processi penali di vari personaggi . E fin qui può piacere o meno ma ci può stare: la cosa grave avviene quando lui si mette a sputare sentenze di condanna o assoluzione via etere. E quando i magistrati concordano con le ricostruzioni da lui fatte sono degli eroi ( vedi de Magistris) quando invece smentiscono il suo impianto accusatorio ( vedi il gip che ha stabilito il non doversi procedere contro Mastella) allora non nasconde sdegnosamente il suo disappunto.
Nel caso specifico Travaglio ha potuto lanciare in diretta tv un’accusa infamante contro Schifani come quella di essere amico dei mafiosi senza che questi potesse ribattere alle sue teorie. Non ho alcuna simpatia nè politica nè personale per Schifani. Il problema è che anche lui come uomo ha diritto di vedere tutelata la propria onorabilità da insinuazioni tanto gravi quanto sibilline: Travaglio non ha precisato in che cosa consisterebbero queste presunte amicizie mafiose di Schifani. ha rimandato a un libro di Lirio Abbate intitolato “I complici” e allora è presumibile che si riferisse a un fatto descritto in quel libro e relativo alla Sicula brokers società che vedeva tra i soci fondatori nel 1979 oltre a Schifani e la Loggia personaggi poco puliti come l’imprenditore Benny D’Agositino e Nino Mandalà. Peccato che Schifani avesse lasciato tale società già dopo il primo anno, e che i guai giudiziari dei suoi ex soci sono sopravvenuti molto tempo dopo e non hanno nulla a che fare con la Sicula Brokers: Mandalà è stato arrestato nel 1998 ed è tuttora sotto processo per mafia; Benedetto ”Benny” D’Agostino nel 2006 è stato condannato in via definitiva a tre anni e 10 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Ma il giornalista sostiene che Schifani dovrebbe spiegare la natura di queste amicizie: a chi? Mi chiedo io. Non certo ai magistrati visto che la vicenda SiculaBrokers non ha alcuna relazione con i guai giudiziari dei vari D’agostino e Mandalà. Forse Travaglio auspica un bel processo mediatico in cui Schifani venga sottoposto alla pubblica gogna per aver avuto rapporti risalenti a trent’anni prima e ripeto senza alcuna rilevanza penale? si torna al solito discorso: poichè Schifani non può essere condannato per via giudiziaria lo si sputtani per via mediatica. Il processo in TV al posto di quello in aula. Quella amministrata dagli umori della piazza non è esattamente il mio modello di giustizia. Ma evidentemente visto il sondaggio del quotidiano La Stampa che si schiera con Travaglio c’è una quota importante dell’opinione pubblica che ama questo modo di procedere incivile . E a chi mi obietta che tali vicende potrebbero avere rilevanza politica io ribatto che per valutare politicamente Schifani non è necessario ricorrere a queste forme di squallido giacobinismo:basta prendere in considerazione il celebre Lodo che prende il suo nome e che voleva garantire l’immunità e la sospensione i processi in corso per le cinque più alte cariche dello Stato. Provvedimento dichiarato poi incostituzionale per chè violava il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.




Maggio 12, 2008 alle 6:27 pm |
Penso che il gruppuscolo dirigente del PD sia legato mani e piedi con il Signore delle Banane e il suo entourage di mafiosi e veline. E’ per questo che l’attacco al giornalista Travaglio – reo di aver divulgato una notizia di interesse generale -, partito in primis dalla bocca dell’influente signora Finocchiaro, non mi stupisce affatto.
Poveri italiani, scivolare in un regime comodamente seduti in poltrona col telecomando in mano…
http://ale1980italy.wordpress.com/2008/05/11/prove-di-regime-censurare-il-giornalista-libero-marco-travaglio/
Maggio 14, 2008 alle 8:19 am |
E’ l’Italia, bellezza!
Maggio 15, 2008 alle 7:30 pm |
mi sarei giocata la testa….
ho cercato apposta l’argomento per leggere le scemenze che avresti scritto…
sei uno dei motivi per cui tra qualche anno me ne andrò da questo paese.
Maggio 15, 2008 alle 8:09 pm |
Complimenti Roberta per il tuo solito argomentare pieno di contenuti e di civiltà.
Ma non dicevi che te ne saresti andata? Se tieni fede anche a quest’ultima dichiarazione come a quella precedente, in Italia ci metterai le radici!!!!
Giugno 10, 2008 alle 10:05 am |
povero onore di Schifani… non ha potuto difendersi da quel cattivone di Travaglio che ha detto a tutti che ha fatto affari con dei mafiosi. non esiste.
il passato è passato, giusto?
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/replica-travaglio/replica-travaglio.html?ref=search
Giugno 10, 2008 alle 10:50 am |
per la precisione Schifani è stato socio in affari per un anno con persone che allora erano assolutamente incensurate e che sarebbero state indagate per mafia venti anni dopo. Questi sono i fatti , non quelli di Travaglio che ha parlato di “amici mafiosi”. Poi ognuno giudichi i fatti come vuole