Si tratta più di una vittoria dei tories o di una sconfitta del labour? Difficile scindere la fine dell’era Blair e la popolarità in crollo verticale del successore Gordon Brown dall’ascesa pare irresistibile del nuovo leader conservatore Cameron e dire da dove sia partita questo cambio di rotta delle simptie dell’opinione pubblica britannica. Stà di fatto che i numeri parlano chiaro e testimoniano il trionfo dei conservatori che acquisiscono il triplo della amministrazioni dei laburisti ivi compresa la roccaforte londinese. Si tratta della prima significativa vittoria conservatrice dal 1992. E il neo sindaco di londra Boris Johnsonn è il primo esponente conservatore ad acquisire un significativo posto di potere dalla sconfitta di John Major nel 1997: Concluso lo splendido decennio blairiano ecco arrivare l’interregno Brown che dopo aver fatto carte false per sfrattare il suo compagno di partito sembra già in procinto d9o fare le valigie tanto che si parla della possibilità di un imminente ruolo alle urne anche per il rinnovo della House of Commons. Una lezione di buone etichetta istituzionale i due contendenti alla City Hall non mancano di darla a noi italiani: Johnsonn ha riconosciuto al sindaco uscente Ken Livingstone di essere stato un servitore delle istituzioni cittadine, il quale si è detto disposto ad aiutarlo e cercando di venire in soccorso di Gordon Brown si è preso l’intera responsabilità della sconfitta. Sappiamo che tutto ciò nasconde un elemento di sottile ipocrisia perché Brown sembra aver fatto il suo tempo e perché nel Labour si spera che Johnsonn sia un disastro in modo da provare a trascinare nella polvere anche David Cameron. Tuttavia di fronte alle finte e inconcludenti baruffe del teatrino italiano anche a me che non sono certo un estimatore del politically correct questo aplomb British sembra un paradiso perché non è solo di facciata ma trasuda consapevolezza dell’importanza di rispettare le istituzioni e gli uomini che le incarnano. Non per nulla Rudyard Kipling amava fare questo confronto tra russi e italini: Un italiano: un bel tipo; due italiani: un litigio, tre italiani: tre partiti politici. Un inglese: un fesso; due inglesi: due fessi; tre inglesi: un popolo.



