Air France scappa: e adesso saranno le nostre tasse a mantenere Alitalia!

La trattativa Alitalia si evolve nel modo peggiore: Air France ha abbandonato il tavolo esasperata dai continui giochi delle parti di politici e sindacati che opponevano netti rifiuti ma nessuna controproposta concreta che facesse da contraltare al piano proposto dai francesi: i sindacati si sono comportati come se Alitalia fosse una azienda in perfetta salute e non avesse invece un indebitamento al 31 ottobre è salito di 1,18 miliardi. E poi c’è la necessità di immediata liquidità ribadita pochi giorni fà dal dimissionato presidente Prato: occorre un aumento di capitale da 750 milioni da realizzarsi entro metà 2008. I soldi o li metteva Air France o li avrebbe messi il governo ( cioè noi cittadini); ma la prospettiva di un prestito ponte verebbe considerata dall’Europa aiuto di Stato senza un compratore credibile. E a proposito di credibilità veniamo alla sparata elettorale di Berlusconi che non più di dieci giorni fà dichiarava che a breve avrebbe messo su una cordata: peccato che le Banche si siano tirate indietro e anche dei magnifici figli del Cavaliere nessuna traccia. La realtà è che la proposta di Silvio segue ragioni esclusivamente politiche: prendere qualche consenso in più in campagna elettorale e tenere buono l’elettorato leghista che di Alitalia fà una questione centrale in funzione del futuro di Malpensa. Tuttavia ci sono le leggi per impedire a Berlusconi o a chi altri di fare questo tipo di speculazioni alle spalle di aziende quotate in Borsa. Osserva Federico Maria Mucciarelli che la direttiva Opa ha introdotto un articolo che così recita: “In presenza di indiscrezioni comunque diffuse tra il pubblico in merito a una possibile offerta pubblica di acquisto o scambio e di irregolarità nell’andamento del mercato dei titoli interessati, ai potenziali offerenti si applica l’articolo 114, commi 5 e 6 del Tuf ( testo unico finanza)”

L’articolo attribuisce alla Consob il potere (e il dovere) di far pubblicare “notizie e documenti necessari per l’informazione del pubblico”. (4) La Consob, quindi, ha ora il potere di chiedere a chiunque, in base a rumors diffusi sul mercato che hanno alterato i corsi azionari, di dichiarare se è vero che sta preparando una scalata e ogni violazione viene colpita da una sanzione amministrativa pecuniaria.

Sarebbe bastato che la Consob avesse adempiuto al suo compito istituzionale: vigiliare sulla trasparenza dei mercati.

é giusto infine ricordare che Alitalia ha succhiato negli ultimi anni ben 15 miliardi di euro alle tasche dei contribuenti. I cittadini italiani non pagano le tasse per avere servizi ma per pagare il debito pubblico accumulato da precedenti generazioni sprecone,, foraggiare il vasto esercito degli evasori e mantenere in vita carozzoni improduttivi come Alitalia!!!!

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