Il Boicottagio delle olimpiadi di Pechino danneggia il Tibet

Di fronte alla brutale repressione del governo cinese ai danni dei manifestanti a favore di una maggiore libertà in Tibet è giusto indignarsi. Occorre però chiedersi quali siano gli strumenti giusti per fare pressione su Pechino affinché questa cominci a rispettare i diritti umani non solo dei tibetani ma anche degli altri cinesi dissidenti. Sono convinto che boicottare le prossime olimpiadi sia un grave errore. I giochi che si terranno questa estate a Pechino sono una grande occasione per i tibetani per dare visibilità alla loro condizione e alle loro proteste. Gli stessi avvenimenti di questi giorni non avrebbero avuto la stessa risonanza se non ci fosse stato a fare da catalizzatore il collegamento con l’imminente evento a cinque cerchi. Ridimensionare le olimpiadi avrebbe come conseguenza non solo il togliere ai tibetani un importante occasione per uscire dalla loro situazione di persecuzione silenziosa ma darebbe l’alibi al regime cinese per procedere a un ulteriore giro di vite nei confronti degli oppositori cui verrebbe facilmente imputata la responsabilità dell’eventuale insuccesso dei giochi. Dunque i tibetani diverrebbero un comodo capro espiatorio da dare in pasto al popolo cinese, rafforzando così all’interno il potere comunista e producendo così un risultato contrario rispetto a quanto preventivato dai sostenitori del boicottaggio contrario a ciò che si proponeva. E non è un caso che proprio il Dalai Lama a invitare a non scegliere la soluzione del boicottaggio per manifestare solidarietà al popolo tibetano. Intendiamoci però: qualora Pechino non si mostri nei prossimi mesi alcuna volontà di venire incontro alle esigenze del Tibet, solo allora sarebbe opportuno usare la minaccia della diserzione in massa dalle olimpiadi come misura ultima per far venire i comunisti cinesi a più miti consigli. Ma ricorrervi subito rischia di fare apparire spuntata quest’arma di pressione nel momento in cui la sua efficacia sarerbbe massima e cioè a poche settimane dall’inizio dei giochi. Fino ad allora si proceda con manifstazioni di protesta volte a sensibilizzarre l’opinione pubblica mondiale come quella compiuta dagli attivisti di Reporters Sans Frontieres in occasione dell’accessione della torcia a Olimpia

2 Risposte a “Il Boicottagio delle olimpiadi di Pechino danneggia il Tibet”

  1. blase Dice:

    Proposta: tutti gli atleti che boicotteranno i giochi Olimpici di Beijing 2008, si misureranno comunque, tra di loro, in uno o più luoghi da individuare in un altro paese che non sia la Cina; cosi facendo, i loro sforzi e i loro lunghi allenamenti volti alle Olimpiadi cinesi, non saranno vani. Questa nuova manifestazione, sarà all’insegna della semplicità più assoluta, secondo il vero spirito di Pierre de Coubertin che vede UNITI tutti i popoli della terra.
    Proprio a questo proposito, sarebbe auspicabile dividere le 28 discipline Olimpiche in 10 macrogruppi a seconda delle specifice (Atletica, Nuoto, Ginnastica etc..).
    Le 28 discipline olimpiche potrebbero concentrarsi in uno o più regioni della terra e chiaramente, visto il periodo, esse dovranno disputarsi nell’emisfero boreale.
    Bisogna a questo punto individuare alcune strutture omologate per poter far disputare le gare.
    Serve: un campo di atletica, un campo per baseball e softball, un campo da calcio, uno da beach, un percorso per canoa, uno per canottaggio, uno lago o mare per vela, un percorso per ciclismo, un palazzetto al coperto per la ginnastica, volley, basket, pallamano, tennis tavolo, pesi, pugilato, una piscina per le discipline natatorie, un campo per sport equestri, un campo da tennis, un prato dove praticare il tiro con l’arco e il tiro al piattello.
    Come ben si vede nulla d’ impossibile. Ovunque, sparse per la terra ci sono strutture di questo tipo omologate per gare internazionali, basti pensare alle strutture dove si sono disputate le precedenti edizioni olimpiche, o campionati mondiali. Credo che le federazioni cronometristi internazionali, potrebbero dare il loro apporto, cosi come i precedenti comitati olimpici, tutte le persone e strutture che hanno partecipato ad eventi sportivi internazionali.
    Si tratta di creare un movimento composto da coscienze, da persone che credono nei valori VERI dello sport, che confidano e stimano il messaggio di Unione tra i Popoli, una ferma presa di posizione, dinnanzi alla tragedia Tibetana perpetrata dagli arroganti vertici di Pechino.
    Tutti abbiamo la consapevolezza in cuor nostro che un Olimpiade con questi presupposti MAI dovrà iniziare. Tutti insieme, se ci crediamo davvero, possiamo smontare un sistema e crearne uno nuovo, non costa nulla…si tratta di smuovere le coscienze di ognuno, dal volontario, all’atleta, fino al commissario federale o al capo di stato, l’umanità tutta, è stanca di subire prepotenze, ridateci lo Sport, riprendiamoci il vero spirito sportivo, le Olimpiadi 2008 saranno finalmente tra la gente, ovunque nella terra.

  2. olimpiadi-pechino.org Dice:

    Salve

    Dopo aver letto attentamente l’articolo quì riportato abbiamo il piacere di concordare su quasi tutti i punti esposti.

    Il boicottaggio non deve in effetti avvenire solo come ultima risorsa, dobbiamo però cominciare a preparare tale boicottaggio, bisogna organizzarsi.

    Nelle prossime settimane il sito http://www.olimpiadi-pechino.org proporrà una campagna di BOICOTTAGGIO DELLO SHARE. al quale siete tutti invitati a partcipare. le famiglie italiane a cui è stato dato l’apparecchio misuratore dello share televisivo sono poche, possiamo raggiungerle tutte se ci organizziamo, per chiedere loro di non sintonizzarsi sui canali che parleranno o trasmetteranno in diretta le olimpiadi, qualora il boicottaggio fisico non dovesse essere messo in atto.

    Siamo più che sicuri che laddove le parole e le dimostrazioni non arrivano, arriveranno gli sponsors delusi e le statistiche televisive.

    non sono solo i partecipanti fisici alle olimpiadi che devono boicottare.

    Tutti noi dobbiamo.

    Ufficio Redazione
    http://www.olimpiadi-pechino.org

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