Un’ esame diagnostico semplice come la mammografia, richiede lunghi tempi di attesa ( mesi o anni) se ci si serve del SSN mentre se si paga privatamente nella stessa struttura l’attesa si riduce a pochi giorni. Per far fronte a questa inacettabile disparità di trattamento il governo ha approvato una legge che prescrive che le liste di attesa debbano essere le stesse pena sanzioni per le aziende sanitarie che entrò il 2008 non si mettano in regola
(vediStampato C. 6385) . Sperando in un miglioramento della situazione, tuttavia non si può non osservare che la situazionefotografata dall’ultimo rapporto PIt salute stilato dal Trubuale per i diritti del malato e da Cittadinanza Attiva tramite le segnalazioni dei cittadini è davvero drammatico: i tempi già lunghi sono cresciuti nel 2007 dell0 0,9% rispetto all’anno precedente e il fenomeno delle lunghe liste di attesa rappresenta non solo una delle cause della mobilità sanitaria, ma l`ostacolo principale all`effettiva fruizione delle prestazioni sanitarie individuate nei Livelli Essenziali di Assistenza e alla tempestività e qualità delle cure.
L`area che guida questa triste hit parade delle liste di attesa è la diagnostica (58% delle segnalazioni), seguita dalla specialistica (31%) e dagli interventi chirurgici (9%).
Intanto ‘galoppano’ i tempi massimi segnalati per alcune prestazioni diagnostiche: al primo posto la mammografia (540 giorni di attesa, con un aumento di 140 giorni rispetto al 2006). Peggiorano anche i dati per ecocolordoppler (420 giorni, più 240 rispetto al 2006), colonscopia con anestesia (300 giorni, un mese in più), la risonanza magnetica (270 giorni, 90 in più dell’anno scorso), ecocardiogramma (240 giorni,70 in più) e ecografia tiroidea (220 giorni, 100 in più rispetto al 2006).



