La paura ( degli italiani) e la speranza (di Tremonti)
Non ho ancora letto il libro di Tremonti “La paura e la speranza” ma devo dire che alcuni concetti da lui espressi nella puntata di otto e mezzo in cui era ospite hanno destato il mio interesse. Condivido alcune perplessità del’ex ministro dell’Economia sulla globalizzazione e sui suoi effetti: l’eccesso peso acquisito dalla finanza che ha creato una ricchezza solo virtuale e i cui effetti negativi ( a partire dalla crisi dei mutui americani) verano pagati dai soggetti più deboli, la concorrenza sleale cinese di fronte alla quale è richiesta una decisa presa di posizione politica poichè non sono sufficenti ad affrontarla i soli sistemi metodi economici, il rischio per l’Europa di divenire terreno di colonizzazione se non assumerà opportune contromisure; il fatto che tra le soluzioni Tremonti proponga la reintroduzione del protezionismo nei confronti di chi fà dumping sociale non mi trova contrario in assoluto e credo che sia sbagliato opporsi ad essa in base a un dogmatico liberismo sia sbagliato. Detto questo Tremonti dice di non aver scritto quel libro pensando all’Italia ma all’Europa. In realtà però sembra mettere le mani avanti quando sostiene che essendo la crisi globale, essa non può avere una soluzione locale. Una confessione di impotenza inquietante e tanto più grave per chi si candida ad avere responsabilità di governo.La domanda sorge spontanea: poichè ammette di non poter fare nulla a livello italiano per affrontare la crisi Tremonti cosa farà mai quando ritornerà a guidare il ministero dell’economia?



