Zapatero vince in Spagna: laicità e buongoverno con qualche ombra

la vittoria ampia ma non così netta di Zapatero alle politiche spagnole richiede un’analisi che vada oltre i trionfalismi o lecritiche di parte. Anzitutto và ricordato a chi attribuisce la crescita di quel paese solo all’ultimo governo che il rilancio economico della Spagna era stato già cominciato da Aznar e Zapatero si è mantenuto sulla stessa linea di politica economica volta a favorire lo sviluppo attraverso una riduzione della crescita. In questo senso vanno visti i tagli alle aliquote più alte e l’introduzione di juna tassazione più leggere sopratutto per le imprese ( esattamante il contrario di quanto una certa sinistra massimalista italiana che pur elogia il leader socialista và perdicando da anni). Da questo punto di vista la Spagna stà vivendo una crescita che presenta parallelismi con l’Italia degli anni 50-60: grandi investimenti per modernizzare le città principali e ruolo trainante di un settore come l’edilizio, anche se anche nelle telecomunicazioni il paese si stà muovendo. L’economia non ha più i tassi di crescita del 3,5% di qualche anno fà ma si mantiene su un 2% ben al di sopra delle misere previsioni italiane che parlano di uno 0, 5% per il 2008
Dall’esempio spagnolo nascono due importanti lezioni per l’Italia; anzitutto riguardo la laicità e come perseguirla. Zapatero è stato criticato fortemente dalla chiesa locale per le sue leggi a favore dei matrimoni omosessuali. Al di là del giudizio di valore su quelle disposizioni su cui si può discutere è molto importante il fatto che nonostante la Chiesa abbia fatto grandi manifestazioni di piazza a favore della famiglia tradizionale l’opinione pubblica della cattolicissima Spagna non si sia fatta influenzare dalle pressioni religiose . Da una parte si è affermato il diritto della Chiesa di dire la sua parola su questi temi, dall’altra c’è stata la prova di maturità complessiva dell’elettorato spagnolo. E anche in Italia l’attenzione dovrebbe focalizzarsi non tanto sulle ingerenze ( presunte o reali ) della Chiesa ma piuttosto su come i politici si aprrocciano al tema della laicità e sull’opportunità di promuovere tale attegiamento laico fatto di razionalità senza isterismi presso la nostra opinione pubblica. Da questo punto di vista la Spagna si è dimostrata più civile dell’Italia non solo per i risultati ma anche per come li ha raggiunti.
La seconda lezione è più prettamente politica e consiste in una decisa propensione verso il bipolarismo: Zapatero ha rafforzato la sua posizione al Congresso passando da 164 a 169 seggi ( sulla base dei dati ancora incompleti) ma anche il PP di Rajoy ha visto incrementare il suo consenso passando dal 37% del 2004 al 40% odierno e da 148 a 153 seggi. La Spagna presenta dunque due partiti cschierati su posizioni contrapposte che si sfidano peer il governo e che ottengono quasi il 90 % della rappresentanza parlamentare e il partito che vince può godere di una vasta maggioranza che gli consentirà di realizzare il proprio programma senzai le infinite negoziazioni delle nostre coalizioni e senza i continui ricatti che i nostri leader devono subire dalle minori formazioni politiche alleate. E sulla base di come ha realizzato il programma e di come ha governato il premier si presenterà alle successive elezioini per essere giudicato senza poter accampare scuse riguardo gli alleati riottosi o i presunti disastri di chi ha governato prima.
Tuutavia anche Zapatero avrà i suoi problemi: non avendo raggiunto la maggioranza assoluta al Congresso dovrà allearsi con qualche partito a carattere regionalista ( vedi gli indipendetisti catalani) e con l’estrema sinistra di Izquierda Unida. E proprio riguardo alle autonomie che il governo spagnolo avrà sicuramente le maggiori difficoltà: non solo per le concessioni da fare alla Catalogna senza però urtare l’anima castigliana del paese, ma anche in virtù del contestatissimo dialogo aperto con l’ETA senza però aver chiesto nulla in cambio neanche che i terroristi deponessero le armi ( e infatti i giorni precdenti erano stati segnati da un attentato basco che aveva ucciso un’esponente socialista).
Ci sarà poi il problema dello svluppo da affrontare: La Spagna è giunta a una svolta e dovrà dare un forte impulso alla modernizzazione dei suoi settori economici e alla risoluzione delle importanti differenze di crescita esistenti tra regioni più ricche e più pover. Vedremo se Zapatero saprà essere all’altezza di questo arduo compito, facendo fare alla Spagna quel definitivo salto di qualità che nemmeno Felipe Gonzales e Aznar erano stati in grado di compiere. SE ci riuscirà allora propbabilmente la Spagna supererà l’Italia non solo dal punto di vista della conquiste civili ma anche di quelle economiche.

Una Risposta a “Zapatero vince in Spagna: laicità e buongoverno con qualche ombra”

  1. sinblancaporelmundo Dice:

    Después de ganar, podemos negociar cuando queramos.

    http://sinblancaporelmundo.wordpress.com/2008/03/07/queremos-negociar-con-eta-pase-lo-que-pase/

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